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13 Dicembre 2024 - 17:18
Elisabetta Piccoli e Luca Spitale
L’altra sera, durante la riunione dei capigruppo, ad un certo punto ha deciso che era il momento di alzarsi e andarsene. Qualcuno sostiene di aver udito un paio di colorite imprecazioni mentre varcava la soglia, di sicuro la sfuriata non è passata inosservata. Lei è la consigliera comunale Elisabetta Piccoli.
A poche ore dalla sfuriata si dice esasperata, finanche preoccupata dalla deriva. Non per se stessa, s’intende, ma per quella che definisce “una preoccupante deriva democratica”.
Il casus belli? La data del prossimo Consiglio Comunale, in cui verrà approvato il bilancio di previsione.
“Purtroppo, per l’ennesima volta, è andata in scena la ormai consueta, a mio avviso poco democratica, arroganza di questa maggioranza”, dichiara con tono gelido Piccoli.
L’accusa principale è rivolta a Luca Spitale, Presidente del Consiglio Comunale, già al centro di una mozione di sfiduciafirmata da tutta l'Opposizione.
Secondo la consigliera, la data del Consiglio – il 20 dicembre – sarebbe stata imposta senza alcun confronto con i consiglieri di minoranza.
“Come assessore al bilancio della precedente Amministrazione, avrei voluto avere la possibilità di partecipare al Consiglio di approvazione del bilancio di fine anno. Ma, nonostante avessi comunicato da 15 giorni la mia indisponibilità per quel giorno, ieri sera ci hanno comunicato proprio la data del 20 dicembre, senza se e senza ma”, racconta Piccoli.

Non è solo la scelta della data a far salire la pressione, ma il modo.
“Siamo rimasti profondamente colpiti dalla totale intransigenza sulla data e dalle frasi scioccanti utilizzate per giustificare questa imposizione. Il Presidente ha esordito dicendo che la data era già fissata incrociando le loro agende e che era l’unica possibile per garantire la presenza della maggioranza. Tradotto: non ci interessa se l’opposizione sarà presente o meno”.
Un atteggiamento che, a detta di Piccoli, rappresenta una pericolosa deriva democratica.
Non manca il confronto con il passato: “L’ex Presidente del Consiglio Borla, durante la nostra Amministrazione, si consultava con l’opposizione per garantire la presenza di tutti nei momenti cruciali, come l’approvazione del bilancio o del consuntivo. È un principio fondamentale, perché in Consiglio Comunale rappresentiamo i cittadini che ci hanno eletti”.
E qui arriva la stoccata numerica: “L’attuale maggioranza governa con soli 5.000 voti su 23.000 cittadini. Di questi, appena 2.858 provengono dal Partito Democratico. Governa con una minoranza di consensi e si permette pure di ignorare chi rappresenta gli altri cittadini”.
Ma non è tutto. Piccoli ricorda anche il comportamento del Presidente della Commissione Assetto del Territorio, Longheu, che ha negato lo spostamento di una seduta nonostante la consigliera avesse comunicato di dover affrontare un intervento chirurgico proprio quel giorno.
“Alla mia richiesta di spostare la data almeno di un giorno, Longheu mi ha risposto che, incrociando tutte le agende, non era possibile trovare un’altra data. Evidentemente, però, l’agenda dell’opposizione non era stata nemmeno aperta!”, ironizza Piccoli.
E tra una frecciata e l'altra anche un'amara riflessione
“Dove è finita la tanto citata ‘Casa di vetro’? Simbolo di trasparenza, ascolto e condivisione, si è trasformata in un fortino blindato dove comanda una sola voce. Stiamo assistendo a una deriva autoritaria che danneggia la città e nega ai cittadini il diritto di sentirsi rappresentati”.
La consigliera chiede un cambio di passo, ma le aspettative per il Consiglio del 20 dicembre restano basse.
“Mi aspetto l’ennesimo spettacolo di potere assoluto. Ma la democrazia non può essere messa da parte con tanta facilità”.
Resta ora da vedere se qualcuno, almeno questa volta, risponderà alle accuse. Ma, a giudicare dai precedenti, il silenzio potrebbe essere più eloquente di qualsiasi replica.
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