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08 Dicembre 2024 - 22:03
Paola Ferrero
La recente nomina della nuova presidente del Forum Donne a Settimo Torinese ha catalizzato un dibattito intenso sulla violenza di genere, arricchito dall’intervento della presidente del Centro Antiviolenza Uscire dal Silenzio, Paola Ferrero. Durante la seduta in Consiglio Comunale della scorsa settimana, la Ferrero ha illustrato il lavoro svolto dal Centro, nato nel 2011 e riconosciuto dalla Regione Piemonte nel 2019. “Il nostro Centro è un punto di riferimento sul territorio, garantendo ascolto e supporto psicologico, legale ed emotivo alle vittime di violenza, 365 giorni l’anno”, ha dichiarato.
La Ferrero ha sottolineato le difficoltà iniziali nel trovare una sede adeguata e l’importanza della formazione continua per le operatrici volontarie. “Nonostante le difficoltà logistiche ed economiche, lavoriamo con passione per offrire alle donne un percorso di empowerment e una via d’uscita”, ha aggiunto, richiamando l’urgenza di coinvolgere gli uomini in questa battaglia e promuovere una cultura del rispetto.
Luca Rivoira, presidente del Consiglio Comunale, ha aperto il dibattito con un tributo alle vittime della violenza di genere. Ha esortato i cittadini a collaborare con il Centro Antiviolenza e ha ribadito l’importanza dell’educazione al rispetto fin dalla scuola primaria. “Dobbiamo interrompere il circolo vizioso di comportamenti trasmessi di generazione in generazione, promuovendo un cambiamento culturale”, ha detto.
L’assessora Chiara Gaiola ha ricordato un dato sconfortante del Global Gender Gap: senza interventi concreti, la parità di genere non sarà raggiunta prima del 2154. Ha criticato la banalizzazione del dibattito sulla parità, spesso ridotto a questioni linguistiche, sottolineando invece la necessità di affrontare le radici strutturali delle disuguaglianze. “La disparità si manifesta in molte forme, dalla violenza domestica alla sottorappresentazione delle donne nei ruoli decisionali”, ha affermato.

Il dibattito è proseguito con l’intervento della consigliera Anna Sanfilippo (M5S), che ha lanciato un appello per misure concrete a tutela delle donne, come l’inversione delle misure di allontanamento e il potenziamento dei centri antiviolenza. Ha evidenziato come “le vittime siano spesso costrette a nascondersi mentre i colpevoli restano liberi”, invitando gli uomini a schierarsi contro ogni forma di violenza.
Il consigliere Francesco D’Ambrosio (Fratelli d’Italia) ha apprezzato l’impegno nella lotta alla violenza di genere ma ha criticato le generalizzazioni che dipingono tutti gli uomini come potenziali aggressori. “Iniziative simboliche come le panchine rosse sono inutili senza azioni concrete. Serve un cambiamento culturale autentico”, ha dichiarato, suscitando tensioni in aula.
La consigliera Alice Freni (Settimo Futura) ha evidenziato l’urgenza di un cambiamento culturale profondo, criticando la tendenza a colpevolizzare le donne per le violenze subite. “Dobbiamo educare gli uomini al rispetto e al consenso, senza strumentalizzare il tema della violenza per fini politici”, ha affermato.
Anche il consigliere Robin Piazzo (PD) ha offerto un contributo significativo, richiamando l’attenzione su un episodio statunitense che dimostra come il clima politico possa alimentare la misoginia. “Dobbiamo promuovere un’educazione al rispetto e contrastare l’uso strumentale di dati sulla violenza per alimentare pregiudizi”, ha aggiunto.
Il consigliere Giorgio Zigiotto (Fratelli d’Italia) ha lodato il discorso della sindaca ma ha criticato la retorica sterile di alcuni interventi, rimarcando il fallimento di misure come i braccialetti elettronici. Ha richiamato il modello delle femministe del passato, auspicando una maggiore educazione per le giovani donne affinché imparino a difendersi.
La sindaca Elena Piastra ha chiuso il dibattito con un discorso che ha raccolto consensi trasversali. “La violenza di genere è una piaga sociale che mina i principi fondamentali di uguaglianza e rispetto. Come amministrazione, intendiamo intensificare gli sforzi per prevenire e contrastare questo fenomeno, sostenendo il Centro Antiviolenza e creando una rete di servizi integrati”, ha dichiarato. Ha poi promesso investimenti significativi in prevenzione e collaborazione con le forze dell’ordine per garantire una risposta efficace. “La battaglia contro la violenza di genere ci riguarda tutti. Ognuno può fare la propria parte”, ha concluso.
Nonostante il consenso generale sull’urgenza di intervenire, il dibattito ha messo in luce profonde divisioni tra maggioranza e opposizione, confermando quanto sia ancora lunga la strada per un approccio condiviso e risolutivo.
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