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Asl To4
07 Dicembre 2024 - 05:33
Da sinistra: Senatore, Scarpetta, Alfano e Franzese
Quando il tempo stringe, c’è chi se la fa addosso e chi si mette a correre.
È il caso di Stefano Scarpetta, direttore generale dell’ASL TO4, che, dopo mesi di relativa calma piatta, ha deciso di trasformare il finale del suo mandato in un vero sprint. Un’immobilità quasi meditativa si è improvvisamente mutata in un frenetico “ratatatà” di delibere, come se fosse calato un ultimatum: tutto e subito.
Una sfilza di decisioni da far impallidire persino le manovre lampo di Ursula von der Leyen.
Così, il 6 dicembre, Scarpetta ha firmato ben tre nomine importanti: Gaetano Senatore, già direttore della struttura complessa di Cardiologia di Ciriè, viene promosso a capo del dipartimento di area medica; Antonio Alfano, direttore del Laboratorio analisi, si aggiudica la direzione del dipartimento di area diagnostica; Paolo Franzese, invece, già a capo della Medicina e Chirurgia d’Urgenza di Chivasso, ottiene la direzione del dipartimento di emergenza. Tre nomine in un colpo solo, proprio mentre un mandato volge al termine. Che tempismo!
Il sarcasmo, però, lascia presto spazio alle polemiche.
“Solo un mese fa lo stesso direttore parlava di trimestre bianco. Non si assumono decisioni di rilievo prima di andar via diceva. Affermazione importante, che non ha trovato riscontro nei fatti...” commentano e stigmatizzano Giuseppe Summa, responsabile del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche e Luciano Perno di FP Cgil
“Con questo ultimo atto infatti, Scarpetta ha dimostrato esattamente il contrario rispetto ai valori morali che ci aveva espresso recentemente, superando qualsiasi aspettativa. Con grande onestà e con il dovuto rispetto delle Istituzioni, pensiamo che questi comportamenti, seppur legittimi, non possano e non dovrebbero trovare il favore di chi è politicamente chiamato a scegliere i propri uomini per dirigere una azienda. In tre anni non è stato in grado di fornirci un Direttore infermieristico che tutte le aziende hanno da tempo, mentre in un attimo è riuscito a nominare tre nuovi Direttori, ai quali auguriamo ovviamente un buon lavoro ...”
Un’accusa che pesa, soprattutto se rivolta a chi, fino a ieri, predicava prudenza e neutralità in vista del “trimestre bianco”.
Tant'è! Non è finita qui. Si muove qualcosa anche sul fronte dell’emodinamica a Ivrea.

Finalmente, dopo mesi di pressioni da parte del Comitato per l’Ospedale di Ivrea e del Canavese, presieduto da Anna Maria Zanelli, e grazie a una raffica di sollecitazioni giornalistiche (de La Voce soprattutto), arriva la tanto attesa autonomia per il servizio di emodinamica e cardiologia interventistica.
Una struttura semplice, interna alla struttura complessa di Cardiologia diretta da Walter Grosso Marra, prenderà vita a Ivrea e non sarà più subordinata a Ciriè.
Una svolta annunciata con entusiasmo e fissata per metà dicembre, a conclusione dei lavori per la sostituzione dell’angiografo.
Ma non basta stappare bottiglie. Ottenere l’autonomia è un conto; farla funzionare, un altro.
Il nodo cruciale resta quello del personale. Ad oggi, Ivrea può contare su un solo emodinamista, quando ne servirebbero almeno quattro per garantire un servizio realmente operativo h24.
Attualmente, il personale arriva da Ciriè, con viaggi che durano oltre un’ora per tratta. Tempo prezioso sottratto al servizio che quindi non si può ancora definire h24. Come si può salvare una vita se il personale è impegnato in un viaggio interminabile tra un ospedale e l’altro?
Insomma c'è la struttura ma nella pratica prima che funzioni come l'infarto comanda ci vorrà del tempo e non è facile trovare bravi emodinamisti....
E qui torniamo all’essenziale: che cos’è l’emodinamica e perché è così importante?
Questa branca della cardiologia si occupa dello studio del flusso sanguigno nelle arterie coronarie, cruciali per la sopravvivenza del cuore. Le ostruzioni, spesso causate dall’aterosclerosi, possono portare all’infarto miocardico, una condizione che richiede interventi tempestivi come l’angioplastica primaria. Ogni minuto perso può fare la differenza tra la vita e la morte.
“L’infarto non aspetta,” sottolineano con amarezza i cittadini e il Comitato e senza un numero adeguato di specialisti, anche la migliore tecnologia resta inutile.
Morale? Le domande restano aperta. Con questa nuova autonomia, Ivrea riuscirà davvero a garantire un servizio h24? Quando tempo ci vorrà per la ricerca degli emodinamisti necessari?
Nel frattempo, ai cittadini non resta che incrociare le dita e sperare che le promesse non si dissolvano nel solito teatrino della sanità locale.
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