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Da Vannacci ai fascisti: il PD di Giglio accusa, le opposizioni rispondono

Ironia e sdegno dalle opposizioni eporediesi: “Parlare di sicurezza ci rende fascisti? Si vergognino e chiariscano.” Intanto il maxi-emendamento della maggioranza ignora i problemi reali.

Francesco Giglio

Francesco Giglio

Attacco frontale al Pd del segretario Francesco Giglio. È di queste ore un comunicato congiunto firmato dai sei esponenti dell'Opposizione che rispondono duramente al documento diffuso dal Partito Democratico il 27 novembre. Il comunicato, firmato dal segretario Francesco Giglio, è stato definito dalle minoranze un concentrato di contraddizioni, propaganda e tentativi di sviare l’attenzione dalle lacune dell’amministrazione guidata dal sindaco Matteo Chiantore.

Le opposizioni esordiscono con una provocazione: “Chi lo ha scritto?”, chiedendosi se il comunicato rappresenti davvero la posizione ufficiale della maggioranza. Non manca l’ironia: “Il direttivo del PD, nel tentativo di fare la stampella esterna, ha forse sbugiardato il proprio sindaco?”

Il riferimento è alle dichiarazioni pubbliche di Chiantore, che in più occasioni ha minimizzato il tema della sicurezza, definendolo una questione di “percezione alterata” da parte dei cittadini.

Queste affermazioni, ricordano le opposizioni, sono state ribadite sia in Consiglio comunale il 23 settembre sia durante la riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica con il Prefetto il 24 ottobre. “È stata la stessa amministrazione comunale a dare il via alla narrazione che oggi il PD critica,” incalzano.

Un tema centrale del dibattito è la proposta del PD di istituire un presidio di polizia nei locali della stazione o del Movicentro.

Le opposizioni non ci stanno e rivendicano la paternità dell’idea: “Peccato che sia stata bocciata in blocco dalla maggioranza durante l’ultima seduta consiliare, quando è stata avanzata da Azione-Italia Viva e dal consigliere Noascone.”

Non solo, sottolineano come il PD non abbia mai comunicato alcuna iniziativa al riguardo.

“Renda pubblici l’amministrazione guidata dal PD gli atti formali compiuti nei confronti di RFI, con date precise e testi inviati, e riferisca quali risposte siano pervenute,” chiedono.

consiglio comunale

Il silenzio su questa vicenda, secondo le minoranze, potrebbe nascondere tensioni interne alla maggioranza o il timore di smentire pubblicamente il sindaco. “Perché né in Consiglio né informalmente è mai stata data notizia di ciò?”

Le opposizioni denunciano una totale mancanza di trasparenza e citano la petizione lanciata da Azione-Italia Viva su Change.org il 31 ottobre, che ha raccolto oltre 700 firme a sostegno del presidio di polizia. Nonostante il sostegno popolare, denunciano, la proposta è stata ignorata dalla maggioranza, confermando una scarsa attenzione ai problemi reali della cittadinanza.

La polemica si infiamma ulteriormente con le accuse del PD sulle richieste della minoranza, definite “il mondo all’incontrario”. “È evidente il bieco e strumentale scopo propagandistico di tale affermazione,” attaccano i consiglieri.

“Spieghino cosa intendono dire con ‘il mondo all’incontrario’. È una citazione che evoca il titolo di un libro del famoso generale Vannacci, per far passare il messaggio che parlare di sicurezza voglia dire essere di destra?”

L’infondatezza di questo pensiero, aggiungono, emerge in maniera lampante dall’attività delle opposizioni, che, pur caratterizzate da differenti sensibilità politiche, hanno sempre affrontato le discussioni consiliari con coerenza e spirito costruttivo.

Il comunicato delle opposizioni prosegue demolendo il maxi-emendamento della maggioranza, descritto come un “esercizio pretestuoso e demagogico”. Secondo i consiglieri, la maggioranza avrebbe negato l’evidenza dei problemi reali e scaricato le responsabilità sul Governo nazionale, senza proporre soluzioni concrete.

“Vogliono forse, sotto sotto, insinuare che chi pone in evidenza il tema della sicurezza, o che osa semplicemente dissentire da loro e sottolineare che occorra una maggior attenzione alla sicurezza e alla incolumità di tutti, sia un fascista? Si vergognino e chiariscano, dimostrando tutte le loro mancanze,” scrivono con durezza.

Con altrettanta fermezza, i firmatari del comunicato rivendicano il proprio approccio pratico e costruttivo: “Vorremmo inoltre ricordare al PD che tutte le forze di opposizione, civiche e partitiche e, soprattutto, orgogliosamente caratterizzate da proprie particolari peculiarità, sono sempre state animate da spirito pratico e costruttivo,” si legge nel documento.

E aggiungono: “Lasciamo volentieri al PD la sua propaganda, tesa semplicemente a infangare e svilire le nostre iniziative (documentate e documentabili sia nei contenuti che nei tempi, come ci auguriamo siano anche le loro...), costruttive e aperte al dialogo che abbiamo sempre posto in essere.”

Le opposizioni chiudono il comunicato con un monito deciso: trasparenza, serietà e rispetto per i cittadini devono essere le priorità di chi governa Ivrea.

“Non ci faremo intimidire da accuse infondate. A Ivrea c’è un problema di sicurezza reale e noi continueremo a batterci per risolverlo, non per nasconderlo dietro slogan vuoti,” affermano. Il documento, firmato da Massimiliano De Stefano (Azione-Italia Viva), Gabriele Garino (Fratelli d’Italia), Paolo Noascone (Lista Civica Sertoli Sindaco), Andrea Cantoni (Eporedia Futura-Lega-Forza Italia-Forza Ivrea), Elisabetta Piccoli (Lista Progetto Ivrea) e Antonio Cuomo (Lista Civica Sertoli Sindaco), rappresenta un duro atto d’accusa contro l’amministrazione e una sfida diretta al PD, che ora si trova costretto a fornire risposte non solo politiche, ma anche concrete e documentate.

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