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Degrado e insicurezza? Tutto sotto controllo! Solo "chiacchiere" e "tiritera"

Mozione bocciata, super-emendamento e accuse incrociate: la consigliera Elisabetta Piccoli attacca, il presidente Spitale si difende, mentre l’opposizione chiede le dimissioni

Luca Spitale e Matteo Chiantore

Luca Spitale e Matteo Chiantore

Qualche minuto di “stop” e poi la scena se l’è presa tutta lei, la consigliera comunale Elisabetta Piccoli. Arrabbiata come non l’avevamo mai vista prima. Inferocita come una belva. Pronta a dare battaglia senza se e senza ma.

Al consiglio comunale di lunedì scorso, cominciato alle 19:30 e finito all’una e mezza del giorno dopo, se ne sono davvero viste di tutti i colori, ma questa è decisamente stata la parte più interessante.

All’ordine del giorno, una mozione che avrebbe impegnato sindaco e giunta a occuparsi di criminalità, di illuminazione pubblica, di decoro cittadino, il tutto anche alla luce dell’accoltellamento di un uomo di 38 anni nel sottopasso che collega il parcheggio di via Aldisio a via Arduino.

Elisabetta Piccoli

Elisabetta Piccoli

Secondo Elisabetta Piccoli e tutta la restante opposizione, infatti, la città vive una condizione di progressivo abbandono, con zone critiche come via Castiglia, il parcheggio Silos, il Movicentro e San Lorenzo, spesso al centro di episodi di furti, occupazioni abusive e aggressioni.

Una mozione con l’elenco dei problemi e delle soluzioni: potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, manutenzione delle aree degradate, istituzione di un tavolo di lavoro con le forze dell’ordine e i dirigenti comunali per elaborare interventi mirati.

Tutto chiaro, non fosse che la maggioranza guidata dal presidente del consiglio Luca Spitale avrebbe voluto modificare il testo con un super-emendamento per eliminare quasi tutto, dalle premesse agli impegni da prendere.

“Volete togliere dal testo la cronaca di questi giorni e chiedere un impegno a livello statale e non del sindaco?” – ha preso la parola Piccoli, urlando – “È inaccettabile. Io non sto dicendo di mettere ulteriori risorse in bilancio, dico di utilizzare parte dell’avanzo per l’illuminazione e la videosorveglianza. Si devono investire risorse e tempo. Soprattutto crederci. Altro che percezione, sono fatti. Ce lo raccontano i cittadini e i commercianti. Ma lo sapete, per esempio, cosa è capitato all’autosilos sotto l’ospedale? Conosco persone che, per paura, si fanno accompagnare da propri mariti e fidanzati. È pieno di malviventi che spaccano i vetri delle macchine e prendono quello che c’è dentro. Un giorno hanno divelto i cancelli e appeso degli escrementi a un garage. Ci sono pitbull e rottweiler che circolano indisturbati. I cittadini hanno anche fatto un gruppo WhatsApp. Vogliamo raccontare la storia dell’incappucciato di San Lorenzo o degli schiamazzi notturni in piazza Gioberti? La mia percezione è che la città non sia mai stata messa male come oggi. Non dico che ci siano responsabilità dell’Amministrazione comunale. Io dico soltanto che, per arginare questa cosa, il primo passo è riconoscerla. Mi fa arrabbiare il negazionismo… Con i due milioni di avanzo che vi ho lasciato nel 2022 e nel 2023, si possono comprare le telecamere e mettere più luci…”.

Contro il super-emendamento anche Andrea Cantoni, che, tanto per cominciare, regolamento alla mano, ha messo in difficoltà il presidente Luca Spitale, chiedendogli quando fosse arrivato nelle sue mani. “Articolo X, comma 29 del regolamento. All’inizio? Entro l’inizio? L’emendamento non può essere accettato! Insisto con una dichiarazione di irricevibilità”.

E Spitale, di rimando, ha iniziato a traballare: “Consideriamola mozione alternativa o richiesta di stralcio”.

“L’ha chiamato lei emendamento” – l’ha preso in giro Cantoni. E poi, con il fare da giurista: “Questo è un emendamento. Qui ci sono delle cancellature. Ci sono delle righe. Come lo chiama questo? Sappia che, per questa sua interpretazione, farò richiesta di revoca della presidenza. Questo spettacolo è indecoroso…”.

Che poi Cantoni, questa mozione definita “democristiana”, l’avrebbe scritta con ben altri toni.

Prima stilettata: “Vi abbiamo semplicemente chiesto di convocare il tavolo che avete istituito e riportare dei dati di fatto che chiunque viva in città, e non su Marte, può constatare: degrado, sporcizia, insicurezza…”.

Seconda stilettata: “Vi siete superati, vi faccio i miei complimenti… Prima dite che si tratta di percezione e poi, con il super-emendamento, chiedete un intervento del governo. Se è colpa dei giornali, facciamoli chiudere…”.

Mancava il colpo di scena e ce lo ha messo Luca Spitale. Rivolto a Cantoni, gli ha detto: “Vuole sfiduciarmi? Non si minaccia, lo faccia… In commissione di garanzia, alla fine avete detto che ho fatto rispettare il regolamento…”.

E poi? Si è alzato in piedi e si è preso 10 minuti per raccontare la storia della sua famiglia, padre e madre siciliani e calabresi che nel 1950 emigrarono a Ivrea. Quindi dei problemi incontrati, che erano simili ma non uguali a quelli degli extracomunitari, con una differenza: loro avevano la carta d’identità e non il permesso di soggiorno… Che loro avevano gli strumenti per integrarsi e questi altri no.

“E ci stupiamo se una generazione matura l’odio. Abbiamo impedito loro di integrarsi e oggi ne raccogliamo gli esiti…”. In sequenza, “ratatatà”, una lunga serie di frasi fatte, tra le altre una: “Generiamo clandestini artificialmente”. E accuse esplicite ai consiglieri comunali di voler portare avanti una “tiritera” sulla sicurezza… Proprio così, “tiritera”.

“Abbiamo tutti la sensazione che qualcosa stia cambiando. Siamo divisi sulle motivazioni. E vogliamo incidere su quelle reali. Farsi dire che la colpa è nostra è stucchevole. Il problema della sicurezza lo percepiamo esattamente come voi. La necessità di perseguire a tutti i costi la sicurezza è una necessità comune, ma sta diventando una battaglia teorica. La competenza non spetta al Comune. Si chiedono risorse che questo ente non ha…”.

il consiglio comunale

Non lo avesse mai fatto. De Stefano gli è subito saltato addosso non prima d'aver sottolineato che quel che si dice in commissione di garanzia non dovrebbe uscire fuori da lì: “Quello che ha detto lei avrebbe dovuto dirlo la sua maggioranza. Da presidente è inaccettabile. Da capogruppo avrebbe preso degli applausi anche da me. Cominciamo con il risolvere il buio in corso Massimo e in corso Nigra. Grazie alle luci di Natale si vede qualcosa, ma c’è buio pesto… Diversi commercianti chiudono un’ora prima la sera per paura di essere rapinati. Posso dirlo che anche mia moglie è stata importunata. Non è una bella cosa…”.

Peggio ancora Cantoni: “Grazie, presidente, per aver reso pubblica una discussione all’interno della commissione di garanzia. Le avevamo concesso tutte le attenuanti, ma è riuscito a far crollare tutto. Parlare di ‘tiritera’ e ‘stucchevole’ è oltraggioso verso chi qua ci ha mandati. Ci dovremmo aspettare le sue dimissioni…”.

E poi sull’integrazione: “Scopriamo che il problema è il razzismo sistematico. Forse non si rende conto di quel che ha detto. Se è vero che c’è un problema di percezione, significa che fuori da qua la gente non capisce cosa succede. Poveri imbecilli. Non ho più parole…”.

Più sincera la capogruppo del Pd, Barbara Manucci, che, nell’anticipare il voto negativo, ha giustificato il super-emendamento per cancellare la richiesta di convocazione di un tavolo con le forze dell’ordine, sostenendo che il tavolo già esiste e che non ci si può certo sedere per parlare di sporcizia e degrado.

Barbara Manucci

Barbara Manucci

Vanessa Vidano, di Viviamo Ivrea, dal canto suo si è concentrata sulle risorse che non ci sono: “E non passi il messaggio che siamo naïf. Noi non lo riteniamo più un problema di percezione, ma per affrontare i problemi ci vogliono più risorse…”.

Basito Gabriele Garino: “Il problema sarà anche trasversale”, ha esordito, “ma la sinistra non l’ha mai affrontato. Il problema della percezione è del sindaco. L’ha detto lui. Sono contento che Vidano si sia ravveduta…”.

Andrea Gaudino ed Erna Restivo, di Laboratorio Civico, hanno raccontato quel che si è fatto (otto telecamere, illuminazione, relamping). “A me non sembra che non ci sia volontà. La zona degli autosilos è privata. Ci vogliono più risorse per la polizia. Chi finanzia la polizia? Il Ministero degli Interni…”, ha affermato Gaudino.

Restivo gli ha fatto eco: “Sembra che la maggioranza non faccia nulla. Questo è falso…”.

Il punto è che il degrado è sotto gli occhi di tutti.

“Il buio”, si è inserito nel dibattito Paolo Noascone, “favorisce gli atti illeciti. Il quartiere Bellavista è completamente al buio. È inutile chiedere un aiuto al governo se il problema è la luce. Si chiedeva semplicemente un tavolo di lavoro. È evidente che non conoscete tutto di questa città. Lo ha ammesso anche l’assessore Massimo Fresc”.

Tant’è!

Gran finale con Chiantore, che, oltre a definire la discussione pura “chiacchiera”, ha puntato il dito sui giornali, “chiacchieroni” e che mirano a vendere più copie. Si è concentrato sul tavolo della sicurezza “in corso di convocazione” e sulla discussione politica, che, a suo dire, può avvenire anche in una semplice conferenza dei capigruppo.

La sua soluzione? Gli street tutor, operatori non armati, solitamente formati attraverso specifici corsi, che collaborano con le autorità locali per prevenire situazioni di degrado, disordini o comportamenti antisociali. Resta da capire, gli chiediamo noi, se si tratta di un annuncio e se si siano valutati i costi, rapportati a quanto costerebbe qualche telecamera e qualche luce in più.

La mozione, alla fine, non è passata, e dire che Elisabetta Piccoli sarebbe anche stata disponibile a togliere il tavolo e pure le sedie.

Piccolo siparietto, infine, tra Massimiliano De Stefano e la capogruppo del Pd Barbara Manucci, con il dente avvelenato sul ruolo di Spitale, più capogruppo che presidente.

“Mi spiace essere definita debole e fragile”, ha rimarcato Manucci. “Non è a lei che devo piacere. Benvenga l’intervento del presidente Spitale, per quanto non collimi con il mio vissuto…”.

E De Stefano: “Mi spiace se Manucci si è sentita chiamata in causa. Io ho parlato di maggioranza debole. Ci sono le registrazioni. Lei sa la stima che ho nei suoi confronti…”.

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