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Dibattito

In città si accoltellano, i social bruciano

Ironia, accuse e proposte concrete: il dibattito sui social infiamma la politica tra chi chiede interventi immediati e chi scarica le responsabilità sul governo

Fabrizio Dulla e Massimiliano De Stefano

Fabrizio Dulla e Massimiliano De Stefano

La sicurezza urbana e il degrado continuano a infiammare il dibattito a Ivrea. Una mozione firmata da Elisabetta Piccoli, Massimiliano Destefano, Tony Cuomo, Paolo Noascone, Gabriele Garino e Andrea Cantoni promette di scatenare discussioni accese nel prossimo consiglio comunale. La proposta, che tocca temi fondamentali come la criminalità, l’illuminazione pubblica e il decoro cittadino, si inserisce in un contesto già surriscaldato dal recente accoltellamento di un uomo di 38 anni nel sottopasso che collega il parcheggio di via Aldisio a via Arduino.

Secondo i firmatari, la città vive una condizione di progressivo abbandono, con zone critiche come via Castiglia, il Parcheggio Silos, il Movicentro e San Lorenzo, spesso al centro di episodi di furti, occupazioni abusive e aggressioni.

La mozione non si limita a elencare i problemi, ma propone soluzioni che spaziano dal potenziamento dei sistemi di videosorveglianza alla manutenzione delle aree degradate, fino all’istituzione di un tavolo di lavoro con le forze dell’ordine e i dirigenti comunali per elaborare interventi mirati.

Non manca il richiamo alla legge n. 48 del 2017, che fornisce gli strumenti normativi per rafforzare la sicurezza urbana e il decoro, ma i consiglieri sottolineano come Ivrea sia ancora lontana dal rispettarne i principi.

E mentre ci si prepara, con calma, al dibattito in aula, lo scontro è già esploso sui social, dove la tensione tra maggioranza e opposizione ha trovato un terreno fertile.

Il casus belli è stata una dichiarazione dell’assessore Fabrizio Dulla, che, rispondendo a una domanda sull’accoltellamento, ha ironizzato: “Consiglio al deputato Alessandro Giglio Vigna, eletto in questo collegio, di presentare un emendamento alla finanziaria per stanziare 50 miliardi di euro per l’aumento delle forze dell’ordine. Vediamo se ha il coraggio di fare qualcosa.”

 

Non lo avesse mai detto. Il consigliere Massimiliano De Stefano l'ha ripresa e replicato, con parole che non lasciano spazio a fraintendimenti.

“È davvero sorprendente come questa amministrazione - ha scritto - abbia cambiato registro rispetto alla campagna elettorale. Allora, ogni problema sembrava avere una soluzione semplice; oggi, invece, si scherza su situazioni gravi. Assessore Dulla, è a conoscenza dei commercianti che chiudono un’ora prima la sera per timore di rapine? I cittadini e i commercianti meritano risposte, non battute provocatorie.”

Dulla non ha arretrato di un passo, replicando con toni altrettanto taglienti: “Capisco sia più comodo buttarla in caciara, ma non organizzerò ronde per sventare rapine. Ci sono le forze dell’ordine, sotto organico ma presenti. Sarò felice di firmare con voi un appello al governo per rafforzare il commissariato di Ivrea o la stazione dei carabinieri.”

La replica di De Stefano non si è fatta attendere: “Nessuno ha chiesto ronde. Concentratevi su ciò che potete fare. Sminuire il problema non aiuta né i cittadini né i commercianti. Il mio è solo un consiglio, fate voi che siete bravi.”

La polemica si è ulteriormente infiammata con  Guido Cellerino, che per assurdo avrebbe voluto riportare il dibattito su un piano più pragmatico.

“L’aumento degli organici delle forze dell’ordine sarebbe un’ottima cosa - si è inserito - ma a livello locale si può fare molto. Incrementare l’illuminazione, installare colonnine anti-aggressione collegate al 112, rendere le aree urbane più vivibili e sicure per i cittadini: queste sono misure concrete che possiamo adottare. La recente aggressione con il coltello avrebbe potuto finire in tragedia. Serve prevenzione, non sarcasmo.”

Non sono mancate frecciate. Una su tutte, quella di Vincenzo Ceratti, con il dito puntato sulla maggioranza che governa la città. “Cominciate a battere i pugni sul tavolo del Prefetto, invece di sminuire continuamente il problema - ha commentato - Se mai ci scappasse il morto, sarebbe anche una vostra responsabilità. Basta con le giustificazioni, i cittadini meritano un’amministrazione che si prenda le sue responsabilità.”

La pietra tombale ce l'ha messa Carlo Ioni, attaccando frontalmente la classe politica: “Siamo alla frutta. Commenti come quelli dell’assessore Dulla sono il simbolo di una politica incapace di risolvere i problemi, sempre pronta a scaricare le responsabilità su altri. Vorrei vedere questi signori passare da soli, di sera, in quelle zone per rendersi conto della situazione.”

Insomma da un lato chi sostiene che la microcriminalità sia un problema di percezione, dall'altra chi ha la percezione di un immobilismo di sindaco e assessori che alimenta frustrazione e rabbia. 

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