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Cronaca
20 Novembre 2024 - 22:18
Da sinistra: Vanessa Vidano, Massimiliano De Stefano, Elisabetta Piccoli, Fabrizio Dualla, Andrea Cantoni
Ebbene sì, nelle ultime ore a Ivrea non s’è parlato che di questo, di un tranquillo venerdì sera trasformatosi in incubo per un uomo di 38 anni, vittima di una brutale aggressione nel sottopasso che collega il parcheggio di via Aldisio a via Arduino. Erano circa le 23 quando cinque individui si sono avventati contro di lui. Stava andando a prendere la moglie al termine di una giornata di lavoro, ma è stato costretto a fuggire, non prima di essere accoltellato alle gambe.
“Mia moglie ha paura a uscire la sera”, denuncia Salvatore Romaniello, titolare di una panetteria pasticceria in piazza Maretta. “Al calare del sole, qui intorno si vedono gruppi di giovani con bottiglie in mano. Non ci hanno mai dato fastidio direttamente, ma i problemi ci sono, eccome. Per esempio le auto devastate nel parcheggio, anche la mia è stata vandalizzata. Speriamo che le forze dell’ordine intervengano, perché questa situazione è insostenibile…”.
A confermare il clima di tensione è Camillo Pollone, proprietario del 3P Cocktail Bar
“Una sera - ci racconta - verso l’ora di chiusura, un uomo ha aggredito il mio barman. Qualche giorno dopo ha tentato di attaccare anche me mentre rincasavo. Sono riuscito a scappare, ma da allora c’è sempre una certa paura a girare da soli di notte. Siamo tutti un po’ spaventati.”

Qualche settimana fa - e fanno tre - i il titolare della vineria “Da Nando” è stato rapinato in un parcheggio situato nei pressi del locale, sul lungodora e il caso, primo di una serie, era finito su tutti i giornali. Insomma in città il clima che si respira non sarà quello del Bronx ma poco ci manca.
Vanessa Vidano, consigliera comunale di Viviamo Ivrea, racconta la sua esperienza personale.
“Conosco quel sottopasso - ci dice - lo percorrevo spesso con il cane, ma ora non ci vado più. Ci sono movimenti strani, un’atmosfera inquietante. Concordo sul fatto che la politica non può limitarsi a dare consigli ai cittadini sui luoghi da evitare. Qualche tempo fa, in Consiglio, ho detto che non avevo percezione del fenomeno delle baby gang, ma ora mi sto ricredendo. È evidente che c’è un problema di microcriminalità. Abbiamo inviato delle segnalazioni alla Questura, ma servono azioni concrete: progetti sociali, certo, ma anche una gestione più attenta del territorio da parte delle forze dell’ordine.”
La moglie del consigliere Paolo Noascone ha un negozio in piazza Maretta e percorre il tratto che la collega a via Aldisio ogni sera.
“D’inverno è già buio - racconta Noascone - e quella zona con la galleria è davvero pericolosa. Non ci sono alternative: bisogna intervenire con videosorveglianza, con un’illuminazione adeguata e più controlli.”
Non usa mezzi termini il consigliere Gabriele Garino, che gestisce una tabaccheria al Borghetto.
“Il problema è grave - sintetizza - Sembra di essere a Barriera di Milano che io conosco bene. Gruppi di ragazzi che bevono e si ubriacano, creando disagi. Chi ha un’attività come la mia lo nota. La gente ha paura, ma l’Amministrazione continua a minimizzare, parlando di ‘percezione’. Intanto i casi si moltiplicano. La città è allo sbando, e servono risposte concrete, non scuse.”
L’ex vicesindaca Elisabetta Piccoli ribadisce la necessità di un intervento immediato.
“Al prossimo consiglio comunale - prende posizione - presenterò una mozione per chiedere un tavolo con forze dell’ordine, tecnici comunali e servizi sociali. La situazione peggiora di giorno in giorno. Non è vero che il Comune non può fare nulla: ci sono normative che danno poteri ai sindaci. Il problema è la troppa tolleranza. I cittadini devono sentirsi al sicuro. Osservo che la maggioranza presenterà un odg sul nuovo disegno di legge sulla sicurezza. Consiglierei loro di fare meno politica e di occuparsi di più e seriamente della propria città…”
E se la capogruppo del Pd Barbara Manucci e di Laboratorio Civico Andrea Gaudino condannano l’accaduto ma preferiscono non aggiungere altro, parla a ruota libera il consigliere comunale Massimiliano De Stefano che da mesi chiede un presidio di polizia al Movicentro e più telecamere ovunque. “Non ho parole - sottolinea - I fatti di cronaca si moltiplicano ma il sindaco e il Prefetto sostengono sia solo un problema di percezione… C’è qualcosa che non mi torna. Se i cittadini non escono più di casa la sera perchè hanno un paura un problema evidentemente c’è!”.
A muso duro Andrea Cantoni.
“La situazione - stigmatizza - nonostante la miopia della sinistra cittadina e dell’Amministrazione Chiantore, sta oggettivamente sfuggendo di mano. Le loro priorità, che porteranno al prossimo Consiglio Comunale, sono, invece, il contrasto al ddl sicurezza promosso dal Governo e l’aumento dei permessi di soggiorno. Totalmente fuori strada.
Infine c’è chi sposta il dibattito su un livello pratico: i soldi.
“Vuoi un commento? - alza il tiro l’assessore Fabrizio Dulla - Te lo dò subito. Consiglio al deputato Alessandro Giglio Vigna, eletto in questo collegio, di presentare un emendamento urgente alla finanziaria con uno stanziamento di 50 miliardi di euro per l’aumento delle forze dell’ordine. Vediamo se ha il coraggio di fare qualcosa.”
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