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Sanità

Scarpetta: il direttore che ha sfasciato l'Asl To4 con i sindaci che stavano a guardare

Dalle barelle al pronto soccorso alla corruzione nei concorsi: un bilancio fallimentare che lascia cicatrici profonde sull’ASL To4

Stefano Scarpetta

Stefano Scarpetta

Occhi sempre abbassati. Sguardo truce. Mai un'intervista a un giornale. Mai un presa di posizione diretta. Nel nostro ambiente lo chiamiamo "anguilla", nel senso che è uno che scivola via. In pratica durante il suo mandato ne sono successe di tutti i colori, ma lui se n'è stato sempre zitto. Degrado nei reparti rimasti senza dirigenti? Zitto. Non ci sono i medici? Muto! Mancano  infermieri e Oss? Pazienza! Zitto con i giornali, decisamente loquace con i sindaci che infatti, in barba a qualsiasi logica, non lo hanno mai "bastonato" in Conferenza, nè criticato per le passività in bilancio o per i lavori sulle terapie intensive e semi intensive che restano lì a bagnomaria dal Covid in avanti.

Zitti anche loro, da Elena Piastra, a Matteo Chiantore, passando da Claudio Castello a Loredana Devietti nella speranza di poter ottenere qualcosa stando zitti. Piccoli orticelli da coltivare e nessun interesse al funzionamento dell'Asl nel suo complesso. Insomma zitti tutti.

Lui è Stefano Scarpetta, Direttore Generale dell’ASL To4. La scadenza del suo incarico è prevista per il 31 dicembre 2024 e l’epilogo di questo mandato sembra tutt’altro che trionfale. Non lo è per chi dentro all'azienda ci lavora. Non lo è stato per il cittadino e per chi in questi anni ha dovuto fare i conti con i pronto soccorso. Tra le tante una Rosaria Candela, 74 anni, di Settimo Torinese, deceduta presso l'ospedale di Chivasso dopo essere caduta dalla barella su cui era in attesa. Quel giorno insieme a lei ad aspettare erano più di 100.

Correva il 3 gennaio 2023. Affetta da una patologia oncologica, era stata ricoverata il 31 dicembre 2022 e si trovava in attesa di trasferimento in un'altra struttura. Secondo le ricostruzioni, la caduta avrebbe causato un trauma cranico con emorragia, risultando fatale. L'incidente sollevò fin da subito interrogativi sulle condizioni di sovraffollamento e la Procura di Ivrea aprì un'inchiesta per omicidio colposo, al fine di accertare eventuali responsabilità nella gestione della paziente e nelle condizioni operative.

Altro giro, altra inchiesta nel 2023, quando l'azienda s'è vista puntare addosso i riflettori della Procura di Ivrea con un'inchiesta riguardante presunti appalti e concorsi truccati.

E' in questo ambito che la dirigente Carla Fasson, responsabile del Dipartimento delle Professioni Sanitarie e Infermieristiche, che era un po' il braccio destro di Scarpetta, è stata arrestata con l'accusa di abuso d'ufficio e corruzione.

Secondo le indagini, avrebbe manipolato procedure interne per favorire determinate persone in concorsi e avanzamenti di carriera. L'inchiesta coinvolge oltre 30 indagati, tra cui Scarpetta, accusato di abuso d'ufficio in un episodio specifico. 

A seguito dell'arresto, Fasson è stata sospesa dall'incarico e successivamente licenziata nel maggio 2023 per mancanza dei requisiti necessari per la sua posizione. L'inchiesta ha portato alla sospensione di altri dipendenti coinvolti e ha sollevato dubbi sulla gestione e trasparenza delle procedure all'interno dell'ASL TO4.

Lo scandalo manca a dirlo ha evidenziato gravi carenze nella gestione delle risorse umane e nelle procedure amministrative dell'ASL TO4, sollevando preoccupazioni su trasparenza e integrità. E lui? E Scarpetta? Zitto! Muto come un'anguilla.

Tra chi in questi anni non gliele ha mai mandate a dire c'è il responsabile territoriale del Nursind Giuseppe Summa, l'ultimo dei Mohicani, uno dei pochi capace ancora di stare dalla parte dei malati... 

Giuseppe Summa

Lo fa anche oggi firmando un comunicato stampa con il collega Luciano Perno della Cgil. Lo fa allungando la liste delle cose non vanno e  denunciando il progressivo smantellamento dei servizi sanitari sul territorio, il tutto nel “silenzio più assoluto”.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la chiusura del servizio di endoscopia all’ospedale di Cuorgnè.

“Non sappiamo precisamente da quando, ma secondo alcune indiscrezioni da diversi mesi”, scrivono i sindacalisti, lamentando l’assenza di comunicazioni ufficiali da parte della direzione.

“L’elenco dei servizi chiusi o depotenziati sotto questa gestione si allunga”, accusano, snocciolando una lista che sembra un necrologio, a partire da Lanzo, dove il PPI, il CAVS e le sale operatorie sono ormai un lontano ricordo e la situazione appare drammatica.

La verità è che nel silenzio generale di una classe politica che di più "inutili e insignificanti" di così non se n'erano mai viste, gli ospedali, un tempo fulcro dell’assistenza sanitaria territoriale, oggi sembrano ridotti a gusci vuoti.

“Nonostante i tour di Scarpetta in campagna elettorale, l’ospedale di Lanzo è stato progressivamente depotenziato”, sottolineano Summa e Perno, riferendosi anche alla recente decisione di accorpare la "Lungodegenza" alla "Medicina", una scelta giustificata con “una motivazione che lascia molte perplessità legata a un problema di antincendio”.

Lo scenario non migliora a Ciriè, dove l’area chirurgica ha subito drastici tagli ai posti letto e il progetto della week surgery è stato abbandonato.

“Dopo la pandemia si parlava della possibilità di avere una seconda TC, ma questa non è mai arrivata”, aggiungono i sindacalisti. Nel frattempo, la Medicina è stata riorganizzata per accogliere i pazienti di Nefrologia, spostati da Cardiologia.

Anche Chivasso non è immune al disastro. Qui l’Urologia rischia di sparire del tutto a causa del pensionamento dell’unico medico rimasto (Salvatore Treffiletti), mentre l’Emodinamica opera “a metà anziché h24”.

E poi c’è la Pediatria, dove il concorso per il nuovo direttore non è stato ancora bandito e si vocifera di una possibile riorganizzazione. Intanto, i servizi per i più piccoli languono, lasciando famiglie e operatori sanitari nell’incertezza.

A Ivrea la situazione è altrettanto critica. La week surgery, chiusa durante la pandemia, non è mai stata riaperta, mentre i pensionamenti di figure chiave come i direttori della Neurologia e della Rianimazione hanno lasciato vuoti che non sono stati colmati. Servizi fondamentali come la Broncoscopia e l’ERCP sono stati trasferiti rispettivamente a Torino e Chivasso, mentre i lavori per la sostituzione dell’angiografo all’Emodinamica procedono con ritardi imbarazzanti.

“Questa dipendenza da Ciriè è dovuta a un atto aziendale mai rivisto”, denunciano Perno e Summa.

E non finisce qui. Sul territorio, il declino è evidente. Il CAL di Caluso, aperto solo tre giorni alla settimana, è l’emblema di una programmazione inesistente, e il suo destino è segnato.

“A breve chiuderanno anche i CAL di Settimo Torinese e Castellamonte”, profetizzano i sindacalisti.

Le cure domiciliari, promesse come soluzione per la presa in carico degli over 65, sono rimaste sulla carta, mentre il tanto sbandierato DM 77 fatica a trovare applicazione.

Il bilancio della gestione Scarpetta, secondo i due sindacalisti, è impietoso.

“Scarpetta ritiene chiuso da tempo il suo mandato, parlando di trimestri bianchi”, scrivono con sarcasmo, ma per CGIL e Nursind, la realtà è ben diversa.

“In questi tre anni è stato quasi completamente assente ai tavoli di contrattazione, dimostrando di non voler affrontare i problemi né assumersi alcuna responsabilità”.

Invece di potenziare i servizi, sostengono, li ha depotenziati, lasciando un’azienda sanitaria in preda alla disorganizzazione. “Questa meriterebbe un capitolo a parte”, concludono, lasciando trasparire tutto il loro disappunto.

Con un mandato che si avvia alla scadenza, il nome di Stefano Scarpetta sembra destinato a rimanere legato a una gestione   fallimentare. Il prossimo anno porterà un nuovo direttore generale, ma le cicatrici lasciate da questa amministrazione richiederanno tempo e risorse per essere sanate. La domanda che tutti si pongono è chi sarà in grado di risollevare le sorti dell’ASL To4 dopo anni di tagli, chiusure e scelte discutibili.

Per la cronaca, ma solo per quella c'è da aggiungere che il declino dell'Asl To4 è iniziato con Lorenzo Ardissone nel maggio del 2015 e una serie di "favoritismi" alle strutture private dove poi lui è andato a lavorare ed è continuato con il commissario Luigi Vercellino sfiduciato dai sindaci a loro insaputa. 

L'Asl To4 Risponde

In relazione alle dichiarazioni rilasciate, è opportuno ricordare che:

  • L’Endoscopia di Cuorgnè non chiude, ma, vista l’eliminazione di alcune attività come la sigmoidoscopia, che non rientra più negli screening regionali, è stata rimodulata. Sono state quindi implementate le attività ambulatoriali e sarà potenziata l’attività endoscopica all’arrivo delle nuove colonne. In relazione a queste ultime, oltre a quelle richieste con i finanziamenti FSC (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione), l’Azienda sta acquisendo ulteriori 10 colonne in noleggio per sostituire quelle fuori uso e incrementare le attività a Cuorgnè, così come sulle altre sedi.
    Come già evidenziato in altre occasioni, le attività sul Presidio Ospedaliero di Cuorgnè non prevedono ridimensionamenti, ma hanno volumi superiori a quelli del 2019, utilizzato ormai come standard di riferimento.

  • Per quanto riguarda il Presidio Ospedaliero di Lanzo, che, come noto, patisce, come tutti i presidi più periferici, una maggiore difficoltà di reclutamento del personale sia medico sia del comparto, sono stati ultimati i lavori di ripristino delle sale operatorie (che potranno iniziare gradatamente a operare tra la fine e l’inizio del nuovo anno). Contestualmente, è in pubblicazione un bando interno per raccogliere la disponibilità, in prestazioni aggiuntive e a carico dell’Azienda, per effettuare attività in sala operatoria e per rilanciare il presidio. La ridistribuzione dei posti letto all’interno del Presidio è studiata per ottimizzare le risorse e garantire il rispetto delle normative, ma non implica ulteriori revisioni.
    Sul medesimo presidio, la messa a disposizione di un nuovo ecografo (oltre 140 mila euro di investimento), di un nuovo arco a C, e il ripristino delle sale operatorie (oltre 250 mila euro di investimento), oltre alla messa a disposizione di un microscopio e di un facoemulsificatore per la chirurgia della cataratta, consentiranno l’erogazione di attività come la terapia del dolore con radiofrequenza, l’ampliamento dell’attività ecografica, di quella allergologica e dei piccoli interventi (chirurgia generale, ortopedia, oculistica).
    Inoltre, per quanto riguarda le attività di ricovero, l’Ospedale di Lanzo, che fa parte, come noto, del Presidio riunito Ciriè-Lanzo, garantisce le esigenze di ricovero del territorio, come evidenziano i tassi di occupazione dei posti letto delle specialità mediche, che sono più che sufficienti a soddisfare i fabbisogni.
    Il Pronto Soccorso di Ciriè, che serve tutta la zona, comprese le valli, garantisce, insieme al sistema di emergenza-urgenza regionale, una copertura adeguata agli assistiti, come testimoniato dai tempi di attesa del Pronto Soccorso stesso, che rispettano gli standard di presa in carico e attesa regionali.

  • In relazione all’attività del Presidio Ospedaliero di Ciriè, l’attività chirurgica è sicuramente influenzata dal pensionamento del Direttore, per cui è già stato bandito il bando di selezione per il nuovo Direttore. La stessa attività avrà un giovamento dalla sopracitata disponibilità delle revisionate sale operatorie di Lanzo.
    Non si registrano, tra l’altro, decrementi rispetto all’attività chirurgica nelle varie specialità.
    In merito alla TAC, la stessa sarà installata nei primi mesi del prossimo anno ed è già finanziata tramite fondi PNRR. Grazie alla riorganizzazione degli spazi interni, questa si andrà ad aggiungere alla vecchia, che rimarrà in funzione come backup e per gestire le attività meno critiche.
    La riorganizzazione dei posti letto della Medicina è consequenziale alla sostituzione dell’angiografo presso il Presidio Ospedaliero di Ivrea, che ha naturalmente incrementato il carico sull’Emodinamica di Ciriè. Terminati i lavori a Ivrea, analogo percorso verrà seguito per la sostituzione, prevista nei primi mesi del prossimo anno, dell’angiografo di Ciriè, che vedrà quindi la situazione dei posti letto tornare all’originale.

  • Nel Presidio Ospedaliero di Chivasso, l’Urologia non prevede alcun ridimensionamento rispetto al funzionamento ordinario. Rimane evidente la carenza di professionisti in determinate specialità e il conseguente costante impegno dell’Azienda a perseguire tutte le possibili modalità di assunzione normativamente previste.
    L’ORL ha visto, da poche settimane, la nomina del nuovo Direttore, che sta operando per organizzare il servizio garantendo gli adeguati standard assistenziali e valutando l’implementazione di nuovi servizi.
    Per quanto riguarda l’Emodinamica di Chivasso, da sempre funzionante H12, è stata data ampia disponibilità a valutarne l’ampliamento compatibilmente con i posti letto disponibili e il reperimento dei professionisti necessari.
    Il bando per il Direttore della Pediatria è stato autorizzato e potrà essere bandito nelle prossime settimane.

  • In relazione al Presidio Ospedaliero di Ivrea, sono state richieste le autorizzazioni per i bandi dei Direttori della Neurologia (da pochi giorni in pensione) e per l’Anestesia e Rianimazione (non ancora scoperta), per i quali l’Azienda si muove, come sempre, con tempistiche molto rapide. A testimonianza di ciò, ci sono le oltre 30 nomine di nuovi Direttori di Struttura garantite nell’ultimo triennio.
    In relazione a endoscopia e broncoscopia, si segnala che non ci sono incrementi di mobilità verso altre strutture al di fuori dell’ASL. Per l’endoscopia, in attesa delle menzionate acquisizioni di colonne dedicate e dell’assunzione dei necessari professionisti (in fase di acquisizione), si mira a garantire la massima sicurezza per il paziente.
    Si sta anche provvedendo alla progettazione dei nuovi spazi dedicati presso il Presidio Ospedaliero di Ivrea. La broncoscopia e l’attività pneumologica in generale saranno implementate anche grazie all’assunzione di nuovi professionisti, che prenderanno servizio a breve, permettendo di potenziare l’attività. Si sta valutando la possibilità di distribuirla tra Ivrea e Cuorgnè.
    Per quanto riguarda l’Emodinamica, ieri sono state consegnate le nuove attrezzature e la riapertura è prevista per la metà di dicembre, in linea con le previsioni. La stessa Emodinamica continuerà a garantire copertura H24, rispettando le tempistiche richieste dalla normativa, pur non escludendo prossime revisioni organizzative.

  • A Caluso, l’attività dialitica e nefrologica continua a essere garantita, coprendo i bisogni del territorio. Come già evidenziato, il CAL di Caluso è attualmente organizzato per soddisfare le esigenze del territorio.

  • In relazione al DM 77, sono state rispettate le tempistiche di attivazione delle 5 Centrali Operative Territoriali (COT). Per quanto riguarda le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità, le tempistiche realizzative sono in linea con i target nazionali, che prevedono l’apertura nei primi mesi del 2026.

  • In conclusione, l’Azienda non è mai rimasta ferma, ma è stata sempre proattiva nel cercare di risolvere e prevenire le mai negate criticità, che non sono esclusive dell’ASL TO4, ma diffuse a livello nazionale. Queste criticità sono riconducibili, nella maggior parte dei casi, alle difficoltà di assumere professionisti, difficoltà che l’Azienda non ha mai negato.
    Nel continuare a ringraziare tutti gli operatori che, con impegno e dedizione, lavorano nella complessità del periodo per garantire il miglior servizio possibile agli assistiti, l’impegno aziendale rimane costante sia dal punto di vista delle assunzioni sia degli investimenti. Tra gli ultimi, oltre a quelli già citati, ricordiamo: il secondo acceleratore lineare a Ivrea; l’ulteriore gamma camera sempre a Ivrea; l’avvio delle attività di Procreazione Naturalmente Assistita (PNA), inizialmente su Ivrea e Ciriè; l’acquisizione in corso di microscopio e facoemulsificatore per l’attività oculistica su Chivasso.

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