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L'intervista

"Tra me e Andrea, la chiacchierona sono io": Annalisa Bolzanello, politica e cuore in consiglio comunale

Tra politica, amore e una famiglia di 'comunisti': Annalisa Bolzanello, consigliera Pd, svela il suo percorso e le sue sfide in consiglio e fuori.

Annalisa Bolzanello e Andrea Cantoni

Annalisa Bolzanello e Andrea Cantoni

Di lavoro fa l’ostetrica. Il suo impegno in politica? Ufficialmente, come per molti altri giovani, è iniziato ai tempi di Matteo Renzi; però, molto ha influito la famiglia: il padre, Gianni, assessore e consigliere comunale a Pavone, e la madre, due “comunisti” nel vero senso della parola.

Annalisa Bolzanello, 33 anni, siede in consiglio comunale a Ivrea tra le file della maggioranza, nel gruppo del Partito Democratico. Poliedrica e multitasking, vive la sua giornata tra l’ospedale Maria Vittoria di Torino e Ivrea, dove abitano gli amici e gli affetti. Ama il tango, la palestra, la bici. Ama studiare e sta concludendo un corso di lingua inglese perché non riusciva ad accettare l’idea di non saperla parlare.

“Mi piace, mi diverto a stare in classe…”, ci dice.
“La mia passione politica - racconta - Vabbè! Diciamocelo. Sono cresciuta in una famiglia che ha sempre parlato di politica a tavola. Detto questo, a me piace ascoltare e sapere quello che mi succede intorno…”

Ufficialmente, però, il suo ingresso in politica ha una data certa, quella della tessera del Pd e risale al 2013.
“Prima con la politica ci giocavo - commenta - Andavo alle feste dell’Unità, ascoltavo dibattiti. Ero giovane e non avevo tempo da dedicare a questa cosa. E poi il liceo, l’università. A un certo punto faccio conoscenza con un gruppo che sosteneva Renzi, tutti più grandi di me, e mi sono appassionata. Abbiamo organizzato tante cose e anche due feste dell’Unità in piazza Freguglia. Nel 2017 ho abbandonato l’attivismo, per riavvicinarmi alle ultime elezioni quando mi è stato chiesto di candidarmi…”.

E quindi Renzi. E quindi la Leopolda. E quindi il Pd che voleva fare la rivoluzione…
“Diciamocela tutta - mette le mani avanti Bolzanello - Era un momento storico in cui, a parte Renzi, non c’erano alternative credibili o leader capaci di trascinare. Peraltro, a me piacevano e sono sempre piaciuti quelli che c’erano prima, i grandi leader della prima Repubblica. Sono una fan di Enrico Berlinguer e lo sono anche perché i miei genitori trasudavano di quelle storie… Renzi ci ha incantato e un po’ illusi…”.

Annalisa Bolzanello

Prima di Ivrea, Bolzanello una piccola esperienza in consiglio comunale l’aveva già avuta, a Pavone in consiglio comunale, tra le file della minoranza, per due brevi parentesi di circa un anno, tra il 2014 e il 2015 e tra il 2018 e il 2019.
“Candidarsi, sedere in consiglio è una cosa che consiglio a chiunque ami la propria città - racconta - È una bella esperienza che permette di conoscere persone e fatti. Non sei più un semplice cittadino che vive di riflesso. Solo da dentro ci si rende conto di quanto sia impegnativa l’amministrazione della cosa pubblica…”.

E qualche volta, seduti tra quei banchi, ci si rende conto che non tutto si riesce a fare e che sognare è bello, ma i sogni molte volte si scontrano con la dura realtà.

“Io ne ho sognate tante - concorda Bolzanello - E ci sono cose più o meno realizzabili e altre impossibili o che richiederebbero risorse che le Amministrazioni non hanno. Una cosa a cui ci tenevo, però, è stata realizzata… Mi riferisco alla Consulta dei giovani. Abbiamo lavorato tutti insieme per creare questo organismo ed è stato un bel percorso fatto di incontri e di condivisione. Tra gli argomenti che mi appassionano di più metto sicuramente il carcere, che considero davvero un quartiere di questa città. Mi ha emozionata il consiglio comunale che si è tenuto dentro a quelle mura e ho applaudito al progetto Gatti galeotti. Detto questo, so che al cittadino non gliene importa nulla delle colonie feline ed è più sensibile alle piccole cose e alle manutenzioni, ed è su quelle che mi fanno domande quando mi fermano per strada…”

E poi, a un certo punto, è arrivato lui, Andrea Cantoni, che è dei Fratelli d'Italia e, in città, è esploso il gossip. S’intende quello che poteva esplodere di fronte a una coppia alla Nunzia De Girolamo e Francesco Boccia in salsa eporediese.

“Lo avevamo messo in conto ma io la sto vivendo bene, molto bene. Sono serena e lo sono nel non avere segreti nell’armadio, nel poter andare in giro alla luce del sole.  Beh, all’inizio sì, qualche paura l’ho avuta. Di essere giudicata, di poter perdere la stima e la fiducia dei miei compagni di partito. Poi d’un tratto è passata. Abbiamo deciso di parlarne e di dirlo a tutti, a cominciare dai nostri amici. Io sono contenta e tanto mi basta. Ci vogliamo bene al di là della differenza di età. Ne parliamo. Non siamo una coppia che evita il discorso. Ci diciamo quello che pensiamo rispettandoci. Ci confrontiamo. Il fatto che lui sia di centrodestra e io di centrosinistra ci diverte e ci compensa. Il dialogo e il confronto tiene vivo il nostro rapporto… Avevo dei pregiudizi. Poi, conoscendolo, ho cambiato idea su tutto. Ha 24 anni ma è molto maturo. Decisamente un bravo ragazzo…”.

Che poi a noi, ci piacerebbe anche capire cosa può frullare nella testa di una consigliera comunale del Pd, quando Andrea Cantoni, seduto tra le fila dell’Opposizione, si alza in piedi e comincia a parlare dei 5 laghi, di Trump e di Meloni…

La verità? Lo appiccicherei al muro - ride di gusto Bolzanello - Poi mi dico che in fin dei conti fa quello deve fare: la minoranza. E’ il suo ruolo e lo interpreta benissimo. Noi al suo posto avremmo fatto lo stesso e lo abbiamo fatto in passato… A volte glielo dico: ‘Mi raccomando, Andrea, non esagerare,’ ma devo dire che al di là di tutto lui nelle arringhe è molto bravo…”

Tra gli scogli da superare: i genitori “cubani”.
“Quando mia madre lo ha saputo l’ha presa malissimo, poi, piano piano, ha cominciato a farsene una ragione… infine conoscendolo e vedendo come si rapportava con me ha completamente cambiato idea. Adesso gli vuole proprio tanto bene. Mi ha sorpreso mio padre, che è l’uomo che più mi ama in questa terra. Si è detto perplesso ma niente di più. Alla fine, non è così facile trovare ragazzi così educati e a modo. E sono quelli che piacciono a me. Non mi appassionano i tatuaggi, né i tifosi di calcio…”

Dagli amici ai genitori ai colleghi di partito.
“Sono stati meravigliosi e super comprensivi. Qualcuno un po’ se lo aspettava. Altri ci han riso su, non facendosi scappare l’occasione per una battuta ma sempre scherzosa e mai inopportuna. Alcuni di loro vedono questa cosa come un’opportunità di dialogo… Maurizio Perinetti e Francesco Giglio lo stimano, ne sono sicura…”

E che tra Annalisa e Andrea ci sia amore vero, adesso è chiaro anche a noi. Lo si percepisce nell’entusiasmo del racconto, nelle pause, nei sospiri, nella foga dell’intervista. Una loquacità che mai ci saremmo immaginati considerando che in consiglio, tra le file della maggioranza, Bolzanello ha preso la parola poche volte.
“Sia chiaro, io non sono una che non parla perché non ha niente da dire. Io parlo, ma parlo se penso sia utile e solo nel momento opportuno. Per intenderci, tra me e Andrea, la chiacchierona sono io…”.

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