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13 Novembre 2024 - 12:37
"Diamo dunque il benvenuto alla nuova URS Partito Democratico La Chivasso": così Prestìa in Consiglio comunale. In foto militanti del Pd in festa
"Dopo tante peripezie, la bellezza di due bandi, possiamo finalmente dare il benvenuto alla nuova società!?! Diamo dunque il benvenuto alla nuova URS Partito Democratico La Chivasso".
Con queste parole, piene di sarcasmo, il consigliere comunale Bruno Prestìa ha voluto sintetizzare in Consiglio comunale la lunga e travagliata vicenda della gestione del campo sportivo Ettore Pastore di Chivasso. Un caso che da mesi tiene banco nella politica locale, rivelando tutti i contorti passaggi burocratici e le tensioni che hanno caratterizzato questo processo.
Tutto è iniziato a maggio scorso, quando la ASD Chivasso Calcio, che aveva in gestione l'impianto,è stata "allontanata" per presunte inadempienze.
Da allora, Chivasso – una città di trentamila abitanti, con una storia calcistica importante – è rimasta senza un punto di riferimento sportivo, senza una squadra di calcio e senza un campo attivo. L'ASD Chivasso Calcio si è trasferita a Rondissone e per mesi, del futuro dello storico campo Ettore Pastore non s'è saputo più nulla.
La situazione sembrava dover trovare soluzione con il lancio del primo bando pubblico ad agosto. Il Comune, guidato dal sindaco Claudio Castello aveva pubblicato un avviso per l'affidamento della gestione del campo, sperando di risolvere la questione in tempi brevi e di ridare ai cittadini un luogo dove poter seguire il calcio, una delle grandi passioni italiane. Eppure, questo primo bando si è concluso in modo fallimentare: le tre offerte pervenute – ASD URS La Chivasso, ASD Chivasso Calcio e ASD Settimo Calcio – sono state tutte bocciate, nessuna ritenuta idonea dalla commissione giudicatrice.

Massimo Corcione, segretario cittadino del Partito Democratico
Il verbale della commissione parlava chiaro: tutte le proposte presentavano gravi lacune. L'ASD URS La Chivasso, a quanto riportato, era carente sul piano tecnico, senza proposte concrete per la riqualificazione delle strutture o per l'abbattimento delle barriere architettoniche. L’idea di un progetto di inclusione sociale era presente, ma giudicata insufficiente per mancanza di esperienza gestionale, dato che la società era stata costituita da poco.
La proposta dell'ASD Chivasso Calcio, la società che fino a pochi mesi prima gestiva il campo, è stata ritenuta “incongruente” sotto il profilo economico e finanziario, con previsioni di entrate basate esclusivamente su sponsorizzazioni, considerate troppo incerte per garantire una gestione stabile. E infine, la proposta dell'ASD Settimo Calcio è stata definita tecnicamente valida, ma “squilibrata” sul piano economico, con costi elevati e un piano finanziario insostenibile.
Il risultato? Un primo bando che si chiude con un nulla di fatto, lasciando amareggiati i cittadini che già pregustavano il ritorno del calcio chivassese e sollevando più di un dubbio sulle prospettive di riapertura del campo.
Ma... pochi giorni dopo è stato pubblicato un secondo bando.
Con la speranza di risolvere finalmente l’impasse, l'amministrazione Castello ha lanciato un secondo bando, con criteri rivisti e maggiori incentivi. Ed è così che l'ASD URS La Chivasso – la stessa società bocciata appena un mese prima – riesce a ottenere l’aggiudicazione.
La notizia, in verità, non stupisce quasi nessuno. Lo stesso Prestìa, l'altra sera in Consiglio comunale, non ha risparmiato frecciatine all'indirizzo dell'amministrazione: "Ci si chiede, ma come avrà fatto una società che aveva raggiunto un punteggio più scarso al bando precedente a vincere questa volta, a distanza di un mese? Chissà…".
Non è difficile intuire il motivo dell’ironia di Prestìa: l'ASD URS La Chivasso è guidata da due esponenti di spicco del Pd locale, Eugenio Giraulo e soprattutto Massimo Corcione, quest’ultimo segretario del Partito Democratico, lo stesso partito a cui appartiene il sindaco Claudio Castello. La vicinanza politica dei nuovi gestori non è passata inosservata e ha alimentato il sarcasmo in Consiglio, tanto che Prestìa ha ribattezzato la squadra come "URS Partito Democratico La Chivasso".
A pensar male si fa peccato, diceva l'onorevole Andreotti, ma spesso ci si azzecca. E' questo il caso? Mah!
Alle provocazioni, Corcione ha risposto con fermezza in un'intervista di un paio di settimane fa, quando ancora l'esito del bando non era noto. "Che faccia discutere il fatto che Massimo Corcione si interessi di calcio mi fa sorridere - disse -. Sorrido perché, guarda, ti do una notizia che forse vi è sfuggita: a diciotto anni aprivo la sezione scout a Chivasso, che esiste tutt'oggi, e già allora ero nel Partito Democratico; mi candidai con Palumbo, quindi figuriamoci. Oggi, però, fa discutere perché Massimo Corcione, che si è sempre occupato di sociale, si rende conto, insieme ad altre persone che da sempre si occupano di sociale, che c’è un vuoto e un'esigenza nella propria città. Credo sia normale, per chi si occupa della città da tanti anni, comprendere e cercare di individuare le necessità di una comunità".
Sarà anche così, ma intanto la sequenza degli eventi dà adito a più di un retropensiero.
"In due settimane la URS La Chivasso ha fatto sessanta iscritti. Questo dimostra che c'è una forte esigenza sociale di aggregazione per questi ragazzi. Noi non siamo né a favore né contro nessuno; crediamo che ci sia un bisogno reale e abbiamo creato un progetto di calcio sociale", è quello che sostiene il segretario del Partito Democratico.
Per ora, l’unica certezza è che la ASD URS La Chivasso ha ottenuto l’affidamento per la stagione 2024-2025, come stabilito dalla determinazione n. 900 del 7 novembre 2024. Se la promessa di Corcione si concretizzerà in un progetto solido, sarà solo il tempo a dirlo.
Intanto, Chivasso ha la sua squadra e il suo campo, anche se il viaggio per arrivare fin qui è stato decisamente… tormentato.
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