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Lavori in corso: tutto fermo ma "c'è fiducia nell'aria"

I progetti del PNRR sembrano più un'utopia che una realtà.

Lavori in corso

Lavori in corso

PNRR a Ivrea entro il 2026: una risata ci seppellirà... E ripartiamo dal luglio scorso, quando i consiglieri di opposizione Andrea Cantoni e Gabriele Garino chiedono di organizzare, entro settembre, una riunione per parlarne.

Una richiesta semplice, quasi banale, per i ritmi della pubblica amministrazione, ma la giunta comunale risponde con un "no" che sembra scolpito nel marmo, grande come una casa, perché loro – sempre lungimiranti – hanno già pensato a una riunione per ottobre.

Morale? La riunione s'è poi fatta lo scorso 6 novembre, in sala Santa Marta.

Presenti? In quattro gatti e dei consiglieri comunali di maggioranza e minoranza neanche l'ombra, tranne una, Vanessa Vidano di Viviamo Ivrea.

comotto e flore

presenti

Al microfono l'assessore Francesco Comotto e il responsabile dell'ufficio tecnico Fabio Flore.

Dietro di loro le slide con i lavori in corso, fermi con le quattro frecce, ma da concludersi entro il 2026.

Da cosa cominciamo? Dagli orti urbani di Canton Vesco. Sono piovuti dal cielo circa 1,2 milioni e l’idea della passata amministrazione, guidata dal centrodestra e dal sindaco Stefano Sertoli, era di sistemare e bonificare l'area, con una particolare attenzione alle “infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”.

A giugno, la bomba.

Scavando qua e là, si è scoperta una vera e propria discarica sotterranea, contenente amianto, che è subito entrata prepotentemente nel dibattito politico. Se n’è parlato e straparlato, perché ci vorrebbero molti più soldi di quelli ipotizzati.

Che fare? Come muoversi? Insomma, c’erano degli orti e oggi non ci sono più. C’è un progetto di bonifica e di costruzione di un orto urbano, ma è tutto fermo.

Solo erba, tanta erba. Erba che nasconde tutto, anche i cumuli di "spazzatura" accumulati in tante piccole montagnole.

Di recente, l’amministrazione comunale s'è messa alla ricerca di un'azienda specializzata nello smaltimento dei rifiuti e la sta cercando da giugno, come la "titina". "La cerca, ma non la trova...".

S’aggiunge che, sempre l’amministrazione comunale, pensava di recuperare 260 mila euro dal ribasso d'asta. Lo ha chiesto al Ministero, ma non ha ancora ricevuto una risposta. Insomma, l’assessore Comotto brancola nel buio, al contrario dei cittadini di Canton Vesco, che ci vedono benissimo.

"Si tratta di amianto mischiato con il terreno, situazione per la quale è previsto un metodo di smaltimento molto più complesso del normale - ha spiegato Comotto - Abbiamo addirittura chiesto ad un'impresa tedesca e ci ha chiesto più di un milione di euro. Poi abbiamo trovato altre soluzioni. Il Comune ha predisposto un piano di bonifica, che ora è però in attesa del via libera da parte della Città metropolitana...".

I lavori, in base al progetto, si sarebbero dovuti concludere entro la fine del 2025 con la divisione dell'area in circa 70 lotti omogenei, tra i 110 e i 200 m², tutti delimitati da apposite recinzioni e muniti di cancello e casetta per gli attrezzi, con tanto di pozzo per fornire a ogni lotto una presa dell'acqua per annaffiare.

Se mai succederà, terminati i lavori, i lotti verranno riassegnati attraverso un bando e non è detto che finiranno nelle mani di chi già ce li aveva...

l'asilo

Dagli orti alla riqualificazione dell’asilo nido OlivettiL’edificio, costruito  tra il 1939 e il 1941, su progetto di Figini e Pollini, è stato chiuso nel 2017 per problemi strutturali che non garantivano più la sicurezza dei bambini.

Il cantiere da 3 milioni di euro, più 1,4 milioni di mutuo, più altri 200 mila di risorse comunali, è fermo al palo dall’ottobre del 2023 a causa di un ricorso al Tar presentato da una delle imprese escluse dalla gara d’appalto gestita da Invitalia e poi affidata ad un raggruppamento temporaneo di imprese Dremar Costruzioni generali, Imprenet Consorzio stabile e Tecse Enginnering studio associato (progettista). 

E pensare che l’ex assessore Michele Cafarelli aveva ottenuto un primo risultato, con circa 725 mila euro di fondi regionali su un investimento totale di 1.060.000 euro, per bonificare e mettere in sicurezza l’area esterna, ristrutturare la guardiania e l’aula giardino. 

Era previsto un allestimento per raccontare l’esperienza del welfare olivettiano ai turisti, ma non s’è saputo più nulla o meglio, di recente  l’assessore Francesco Comotto ha annunciato l’affidamento dei lavori  e la firma del contratto con l’impresa. Insomma a sentir lui i lavori stanno per partire: è questione di giorni. 

Tra gli interventi da effettuare c’è quello sull’amianto riscontrato negli intonaci, nei pavimenti e nelle tubature del riscaldamento.

Finita qui? Macché!

Tra i lavori che non partono, ci sono quelli alle aree verdi dei bastioni esterni del castello, per un importo complessivo pari a 1.485.000,00 euro. Si tratta di un nuovo accesso al centro storico mediante scala e ascensore da via Circonvallazione. S’aggiunge un importante intervento di riqualificazione del parcheggio ex Foscale.

"Dopo un lungo braccio di ferro con il consorzio di imprese che si era aggiudicato l'appalto con tanto di diffida da parte del Comune che ha minacciato la rescissione del contratto - ha raccontato l'altro giorno Comotto -  i lavori dovrebbero finalmente cominciare nelle prossime settimane. A breve è previsto un incontro per discutere la riorganizzazione e l'avvio del progetto. Nel frattempo, sono in corso anche alcune piccole varianti richieste dalla soprintendenza, che dovranno essere integrate nei piani di realizzazione del progetto....".

Per fortuna, almeno, si sono conclusi i lavori, per complessivi 825 mila euro, alla corte interna e all’illuminazione del castello, progettati dall’architetto Ezio Ravera, con la realizzazione di una nuova pavimentazione, la messa in sicurezza delle facciate e una nuova scala, ma il merito, in questo caso, va quasi tutto alla passata amministrazione, con Comotto,  si son solo messi dei puntini sulle "i".

Dal castello alla rigenerazione di Palazzo Giusiana, dei Giardini Giusiana e della Sala Cupola, con un finanziamento di 9.692.438,01 euro. La ristrutturazione è finalizzata in parte all'ampliamento del Liceo Botta; per il resto, saranno spazi a disposizione della città. A bloccare la procedura ci sarebbe il considerevole aumento dei costi dei materiali e dei servizi tecnici legati all'aggiornamento del Preziario della Regione Piemonte, edizione 2024.

Morale?

I costi sono lievitati di oltre 500.000 euro rispetto alle previsioni iniziali del 2022. Di fronte a questa situazione, il Comune ha optato per una soluzione pragmatica: invece di richiedere ulteriori fondi o prolungare i tempi burocratici necessari per l'assegnazione delle risorse del Fondo Opere Indifferibili (FOI), ha deciso di rinunciarvi, ritenendo più conveniente utilizzare il ribasso d'asta, pari a 956.701,59 euro, avanzato con l'affidamento dell'appalto.

La delibera di giunta, approvata il 29 agosto 2024, prevede che si formalizzi la rinuncia all'importo di 1.965.480,00 euro, già assegnato con decreto del Ragioniere Generale dello Stato. Per la cronaca, il FOI era stato originariamente istituito per coprire costi non prevedibili legati agli aumenti dei prezzi dei materiali e delle opere.

Insomma, rinunciando ai fondi del FOI e utilizzando il ribasso d’asta, si dovrebbe riuscire a proseguire senza intoppi e portare a termine l’intervento entro il 31 dicembre 2026, sei mesi dopo la precedente scadenza del giugno 2026, come previsto dagli aggiornamenti al cronoprogramma.

"Si tratta del progetto più grande  - ci ha tenuto a precisare Comotto - la responsabilità del procedimento è in capo a Città metropolitana e proprio in questi giorni in Comune è arrivato il progetto esecutivo. La progettazione è stata curata da ben quattro imprese, mentre i lavori saranno eseguiti dalla Cobar con sede ad Altamura (Bari)."

lavori elettrificazione

Lavori in corso ovunque ma in città, tutti hanno gli occhi puntati sull'elettrificazione della linea Ivrea-Aosta, in particolare sul cantiere di piazza Perrone per l’allargamento del tunnel ferroviario. 

L’ultimo colpo di scena?

A marzo, gli operai della Tim, impegnati a spostare i sottoservizi, hanno trovato vecchi tubi rivestiti di amianto. Dalla “scoperta” al blocco del cantiere ci è voluto un "nanosecondo".

Il problema delle tempistiche su tutta la linea è ben più ampio: il cantiere sembra avanzare a passo di lumaca, ostacolato da mille variabili. L’obiettivo iniziale di completare i lavori entro il 2025 sembra ormai una chimera.

Più realistico, anche se non ufficialmente ammesso, è l’orizzonte del 2026, se non oltre. E nel frattempo? I cittadini continuano a fare i conti con una mobilità compromessa: la linea ferroviaria chiusa, i trasporti sostitutivi con autobus che non soddisfano le esigenze dei pendolari. Insomma: la pazienza è ormai agli sgoccioli.

"Lo spostamento dei sottoservizi è a buon punto e terminerà a inizio dicembre - ha confidato a denti stretti Comotto -  Di lì in poi potranno cominciare gli interventi dentro la galleria; probabile però che si comincerà dopo Carnevale. Anche la sostituzione dei passaggi a livello (1,3 milioni) è al 25%. Nei prossimi giorni i lavori interesseranno San Bernardo, area Pip...".

Via dell'ospedale

Infine, le case popolari di via Ospedale e via Marsala, di proprietà del Comune ma gestiti da ATC per un totale di 29 alloggi. Finanziati con i fondi del PNRR per 1.450.000 euro, i lavori di efficientamento energetico (sostituzione dei serramenti esterni, isolamento termico di alcune murature perimetrali e miglioramento degli impianti comuni) sarebbero dovuti partire con slancio subito dopo il Carnevale di quest'anno e durare 200 giorni.

Siamo a novembre e la situazione sembra essersi mossa un pochetto, nel senso che i lavori, dopo un’incomprensibile "stop", sono ripartiti, tra recinzioni "parzialmente divelte”, ponteggi "privi di sistemi di allarme" e una scalinata con i sanpietrini che sono venuti via e si trovano accumulati nella via sottostante, pericolosissimi per i pedoni, soprattutto anziani.  

A buon punto, invece il cantiere per le case di via IV Martiri (870mila euro): sono iniziati i lavori sulla facciata principale, già conclusi il rifacimento dei vani scala, il posizionamento dei pannelli fotovoltaici e il restauro dei portoncini. 

Tra le note positive, il progetto da 910 mila euro sul rifacimento di una quarantina di passaggi pedonali con l'aggiunta di percorsi tattili e rampe per disabili.

"La maggior parte dei lavori - ha commentato Comotto - è già stata completata, tuttavia, in questi mesi sono in corso alcune varianti al progetto per apportare modifiche o miglioramenti necessari. Tra le opere da completare il percorso per ipovedenti tra stazione e via Jervis...".

Tra le poche buone notizia c'è quella riguarda gli interventi di manutenzione dei centri civici Bellavista e San Giovanni, per 345 mila euro, di fatto completati ("Si attende il collaudo finale").

Stesso discorso per il Parco della polveriera (300 mila) dove sono stati cambiati diversi impianti e termoconvettori, installati i pannelli fotovoltaici, sistemati i bagni, rimessi a nuovo i cancelli e ridipinto l'esterno.  

Fermo, invece, l'iter per la ristrutturazione e il recupero funzionale del Centro per l'impiego di corso Vercelli 138, per il quale sono stati stanziati 1,3 milioni.

Altra bella notizia, che arriva dai piani alti dell'Asl To4: starebbe per aprire il cantiere (valore 4,8 milioni) per la realizzazione dell'ospedale di comunità nell'ex Poliambulatorio di corso Nigra. Poi è vero che non sapremo dove andare a prendere infermieri e dottori, ma sarà un altro capitolo della telenovela.

Fuori dai fondi del Pnrr i lavori per sostituire 173 luci nel parcheggio del Movicentro (Costo 28mila euro) e il rifacimento dei bagni pubblici (73 mila euro) nell'area mercatale.

Nei giorni scorsi, infine, la giunta ha approvato il progetto esecutivo di abbattimento dell'ex istituto Cena per 1,5 milioni e ha dato mandato all'ufficio tecnico di predisporre il bando di gara. 

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