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Rivarolo
10 Novembre 2024 - 17:20
Gabriele Cibrario Rossi
Una preoccupante relazione dell’Asl TO4. E' del 5 aprile. Firmata dal direttore Franco Valtorta è indirizzata al sindaco e Gabriele Cibrario Rossi rappresentante legale della cooperativa "La Risposta" che gestisce l’Istituto SS. Annunziata.
Nel documento sono riportati in dettaglio numerosi problemi strutturali e igienico-sanitari emersi durante un sopralluogo avvenuto il 29 febbraio, che sollevano seri dubbi sulla sicurezza dell’edificio, frequentato ogni giorno da 338 studenti, suddivisi tra scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado e liceo.

La scuola dell’infanzia, con 79 bambini, presenterebbe intonaci distaccati e pareti scrostate nel dormitorio. Alla primaria, con 98 alunni, pareti ammuffite, termosifoni ossidati e arredi non fissati alle pareti, con il rischio che possano cadere e far male a qualcuno. E poi bagni senza asciugamani e prodotti per la pulizia collocateiin zone accessibili agli studenti, quindi pericolosi.
La situazione è simile alla scuola secondaria di primo grado, con 86 studenti a al Liceo con 75. Qui, si segnalano un balcone facilmente scalabile e poi di nuovo pareti scrostate, sanitari danneggiati wc fuori uso, eun ascensore umido che necessita di manutenzione straordinaria e un po' ovunque infiltrazioni e muffe talmente invadenti da rendere l’ambiente insalubre
Finita qui? Neanche per idea. Nel refettorio, serramenti danneggiati e porte da sostituire. In palestra spogliatoi con pareti rovinate e wc guasti. L'Asl To4 tra le tante cose ricorda che la normativa prevede almeno un wc per ogni aula, ma all’istituto ce ne sono solo 10 per 15 classi e richiede alcuni documenti fondamentali per la sicurezza, tra gli altri la certificazioni di messa a terra dell’impianto elettrico, verifiche periodiche dell’ascensore, valutazioni per l’amianto e certificazioni di sicurezza dei vetri.
Non è la prima volta che l’istituto finisce sotto i riflettori. Nel 2023, il caso degli “insegnanti senza titolo” sollevò interrogativi sulla gestione della cooperativa che opera nella scuola dell’infanzia con alcuni insegnanti privi dei requisiti necessari. In risposta alle polemiche, il presidente riconobbe "qualche eccezione" nel personale in fase di formazione, giustificando tali scelte con le difficoltà nel reclutamento di personale qualificato.
Anche l’opposizione, rappresentata dal gruppo Riparolium, tentò di far luce sulla questione, con l’allora assessora Conta Canova (insegnante nella stessa scuola) che chiese un elenco anonimo degli insegnanti. La risposta della cooperativa fu un no, per rispetto della privacy del personale, una barriera invocata ogni qualvolta emergono criticità su personale e fondi.
Ma è giusto nascondersi dietro la privacy quando si parla di scuole paritarie? Giusto per dare dei numeri a cooperativa ne 2021 ha ricevuto ben 378.401 euro di fondi pubblici.
Per dovere di cronaca segnaliamo ancora che nell'agosto del 2023, i carabinieri si sono presentati presso gli uffici comunali di Palazzo Lomellini per raccogliere documenti proprio in merito all’istituto.
La scuola “Istituto Santissima Annunziata” di Rivarolo Canavese è gestita a partire dal 1997 dalla Cooperativa “La Risposta – s.r.l. Onlus”, formata nella sua fondazione da laici che già lavoravano nella detta scuola quando era gestita dalle Suore di S. Giuseppe di Torino, succedute alle Suore Orsoline. Per continuare a situarsi in tale solco educativo la Cooperativa liberamente chiese ed ottenne dall’allora Vescovo di Ivrea Mons. Luigi Bettazzi il riconoscimento del titolo e della qualifica di “Scuola cattolica”, ai sensi dei canoni 803 § 1-2-3, 806 § 1-2 del Codice di Diritto Canonico, accettando così insieme alla qualifica anche la correlata autorità dei Vescovi di Ivrea sui principi direttivi e le concrete linee educative da seguirsi nella scuola stessa.
La concessione del titolo di “Scuola cattolica” da parte della Diocesi di Ivrea all’Istituto “Santissima Annunziata” è stata altresì recepita da parte dello Stato Italiano, ai sensi del art.9 §1 della Legge n.121 del 25 marzo 1985, portando la Cooperativa “La Risposta–s.r.l. Onlus”, che direttamente gestisce la scuola, a beneficiare delle eventuali agevolazioni statali riservate alle scuole paritarie.
La Diocesi di Ivrea, divenuta proprietaria dell’immobile tramite acquisto nel 2011, ha concesso il medesimo in comodato d’uso gratuito alla Cooperativa per 20 anni, ritenendo l’attività di una Scuola cattolica come un’opera pastorale della Chiesa.
L’Istituto prende il nome dalle Suore Orsoline della Santissima Annunziata di Rivarolo, piccola Congregazione religiosa locale, fondata dalla rivarolese Madre Maria di Gesù, al secolo Anna Maria Borgaratti e riconosciuta dal Vescovo di Ivrea, monsignor Colombano Chiaverotti, con decreto del 26 gennaio 1818. Sempre per interessamento di monsignor Chiaverotti, il 27 settembre 1821 le Orsoline, che abitavano in un edificio fatiscente nel centro di Rivarolo, ebbero in dono da Re Carlo Felice la Chiesa e il Convento di San Francesco, incamerati dal Regio Demanio dopo la soppressione napoleonica del Convento francescano. Infine, il 28 novembre 1824, il nuovo Vescovo di Ivrea, monsignor Luigi Pochettini, impose loro la perfetta clausura.

Intorno al 1845 il Vescovo monsignor Luigi Moreno attenuò la clausura e fece aprire il Monastero alle scuole femminili istituendo un educandato, con annessa scuola e convitto, per bambine e ragazze; secondo una radicata tradizione inoltre, avrebbe anche fatto aprire una Scuola di Metodo, cioè corsi di formazione per le maestre, sul modello di quelle aperte dall’abate Aporti a Torino, su mandato del Governo. Nel Monastero, oltre alla scuola elementare, le ragazze potevano frequentare un triennio di scuola detta “Commerciale” che comprendeva corsi di economia e contabilità, seguito da un ulteriore biennio di specializzazione dal quale uscivano con una licenza di “computista-contabile”. L’attività educativa a favore delle ragazze, attestata dal Bertolotti e da diversi documenti del Comune, fu uno dei motivi che concorsero a sottrarre le Orsoline dagli effetti della Legge di soppressione di conventi e monasteri del 7 luglio 1866: infatti, su richiesta del Comune di Rivarolo, che lo voleva per sistemarci le proprie scuole, l'intero complesso venne incamerato dall'Amministrazione delle Finanze dello Stato. Le Orsoline ricorsero al Tribunale Civile di Torino che, il 23 dicembre 1867, diede loro ragione e confermò loro la proprietà del Monastero e dei suoi beni, mobili ed immobili, proprio in ragione delle loro attività educative. Sui corsi della Scuola di Metodo per la formazione delle maestre, le notizie sono piuttosto frammentarie, erano corsi annuali e, probabilmente, si svolsero con notevole discontinuità. È certo invece che ai primi del Novecento era operante, nel Monastero, il corso quadriennale della Scuola Normale per la formazione delle maestre (diventato poi Istituto Magistrale), una scuola con annesso convitto per cui era frequentata da ragazze provenienti da paesi anche lontani e che preparò le maestre per tante scuole del Canavese.
Negli anni Trenta del Novecento don Amedeo Sicco, Vicario del Monastero cioè il sacerdote che, su mandato del Vescovo di Ivrea, amministrava la Congregazione delle Orsoline, diede ulteriore impulso all’Istituto, sia ottenendo il Riconoscimento legale per tutti i tipi di scuole, dalle elementari all’Istituto Magistrale, sia ampliando l’edificio di via San Francesco in modo da aprire la scuola anche ai ragazzi. Nella seconda metà degli anni Trenta esistevano, per elementari e “commerciali”, classi maschili e femminili mentre le superiori erano miste, anche i ragazzi che venivano da altri paesi potevano essere accolti in un piccolo convitto vicino al Monastero e alcuni di loro si diplomarono maestri. Don Sicco era un sacerdote molto colto, capace, un educatore valente e non era proprio allineato con le idee imperanti in quel periodo per cui si fece molti nemici, che, nel 1941, riuscirono a farlo trasferire. Con la sua partenza, il convitto maschile fu subito chiuso e successivamente la scuola tornò ad essere esclusivamente femminile. La Congregazione delle Orsoline, rimasta sempre sotto la giurisdizione del Vescovo di Ivrea, fu soppressa dalla Santa Sede nel 1950, a seguito di una lunga ispezione che mise in luce diverse problematiche e criticità, anche economiche e gestionali. Le religiose confluirono nella Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Torino che diventarono proprietarie anche degli immobili.

L’Istituto Magistrale Santissima Annunziata fu affidato alle cure di una giovane religiosa, suor Maria Carla de Sarno, romana, laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, membro della FUCI, collaboratrice dell’allora presidente Aldo Moro e dell’Assistente Ecclesiastico monsignor Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI. Suor Carla, nel 1947 fece la Professione religiosa nella Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Torino e nel 1950 giunse a Rivarolo, all’Istituto SS. Annunziata. Come Preside e insegnante seppe dare nuova vitalità all’antica istituzione che conobbe uno straordinario sviluppo e formò generazioni di maestre. Nel 1963, in seguito alla soppressione delle scuole di avviamento e delle scuole tecniche con la nascita della Scuola Media Unica, suor Carla diede l’avvio all’Istituto Tecnico Commerciale (la “Ragioneria”), ottenendone il pieno riconoscimento legale nel 1968. Nel 1990 fu l’ispiratrice e la guida del lungo iter che portò al progetto di sperimentazione per la trasformazione dell’Istituto Magistrale prima nel quinquennio Pedagogico e poi nel Liceo della Comunicazione. Suor Carla si spense a Rivarolo nel giugno 1997, in quello stesso anno le Suore Giuseppine si ritirarono dalla gestione della scuola e, pochi anni dopo, misero in vendita l’intera proprietà. Nel 2011, per volere del Vescovo monsignor Arrigo Miglio, tutto il complesso del Convento di San Francesco, compresi gli edifici scolastici, fu acquistato dalla Diocesi di Ivrea.
Oggi la scuola è gestita dalla Cooperativa di insegnanti “La Risposta”, nata appunto nel 1997, nel 1998 è stata riaperta la Scuola Primaria e nello stesso anno è stato chiuso il ramo tecnico – commerciale, nel 2010 il Liceo della Comunicazione è diventato Liceo delle Scienze Umane.
di Riccardo Poletto
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