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Chivasso, terra dei cachi: tra pizze e caffè, si parla di elezioni e candidati solo con la pancia piena...

Perché gli incontri dei politici chivassesi in pizzeria e al bar rappresentano una notizia rilevante? Sicuramente uno dei motivi è rappresentato dal fatto che gran parte dei partiti e delle liste civiche non hanno ufficialmente una sede...

Chivasso

Politici chivassesi protagonisti del dibattito in vista delle elezioni 2027

"Una pizza in compagnia, una pizza da solo; un totale di due pizze e l'Italia è questa qua"... Ve la ricordate la canzone "La terra dei cachi" di Elio e le storie tese? Ecco, in queste settimane Chivasso sembra essere terra dei cachi più che mai...

Nella città dei nocciolini, di Pecco, Simona Ventura, Khaby Lame e chi più ne ha più ne metta - compresa la Torteria di Rosanna Spatari - la politica nelle ultime settimane ha trovato un insolito scenario di incontro: pizzerie, bar e tavolini di caffetterie.

La storia che vi andiamo a raccontare e che vi abbiamo raccontato su queste colonne inizia con una cena informale al ristorante "La Cantinella", dove i rappresentanti di due fazioni del centrosinistra – Libero Ciuffreda e Claudia Buo di Liberamente Democratici, insieme al vicesindaco Pasquale Centin e al segretario del Partito Democratico Massimo Corcione – si sono ritrovati per parlare di politica tra una pizza Margherita e qualche birra. In sottofondo, gli sguardi perplessi di cittadini che si chiedevano cosa mai stesse succedendo. "Ma che ci fanno quelli lì tutti insieme appassionatamente?". Già...

La pizza, infatti, è stata solo il primo ingrediente di una "ricetta" politica che mira alle elezioni del 2027.

Da quell'incontro c'è chi ha subito pensando ad nuova alleanza in gestazione tra Liberamente e PD e chiaro è il sospetto di un riavvicinamento tra chi, per anni, si è tenuto a debita distanza a causa di divergenze profonde. Le questioni irrisolte, come la tensione attorno all'inchiesta Platinum Dia del 2021, hanno segnato una rottura tra Liberamente e il PD, ma ora il bisogno di una coalizione più compatta sembra superare le antiche ostilità. I due schieramenti dovranno però risolvere un “piccolo” dettaglio: chi sarà il candidato a sindaco, tra Buo e Centin o chissà chi?

Ma questa "pizzata" non è passata inosservata tra le altre anime della maggioranza.

Non hanno tardato a rispondere i rappresentanti di Noi per Chivasso e Sinistra Ecologista, che, nel dubbio che qualcuno volesse “rosicchiare” il proprio spazio politico, si sono subito riuniti per fare il punto sul mandato-bis del sindaco Claudio Castello. Anche qui, è volata una bella nota stampa con foto: un modo discreto per far sapere agli altri che si sta vigili e, chissà, anche pronti a difendere la propria fetta di visibilità politica.

E poi Massimo Corcione, segretario del PD, ha recentemente dichiarato in un’intervista proprio a proposito della "pizza in compagnia": «L'invito è arrivato da Liberamente e, come segretario del Partito Democratico, non vedo alcuna ragione per non andare ad ascoltare chiunque. Se vuoi, ti do una notizia: a breve andrò a mangiare una pizza anche con Clara Marta». E alla domanda su chi avesse pagato la cena, Corcione ha risposto senza esitazione: «Abbiamo fatto alla romana». L’incontro è servito, come dice lui, a _«capire se c'erano punti di convergenza a livello nazionale rispetto a temi di grande importanza». Per Corcione, non ci sono grandi divergenze su argomenti generali, come la pace o questioni referendarie. Tuttavia, sottolinea, _«l’attuale maggioranza è questa, e da qui si parte. Non c'è nulla di nuovo sotto il sole, ma è chiaro che devono esserci dei percorsi concreti da seguire. La politica è l'arte del possibile». Per Corcione, infatti, «non è giustificabile dire qualunque cosa solo perché, in quel momento, sto facendo politica. Io sono sempre me stesso, in politica come nella vita».

Non hanno mangiato la pizza, ma si sono fatti un bel caffè invece altri due esponenti della politica locale apparentemente su posizioni differenti. Ma un caffè non si nega a nessuno e così è nato un tête-à-tête tra la consigliera di Forza Italia Clara Marta e Renato Cambursano di Liberamente, che aggiunge nuovi dettagli a questa partita: si parla della possibile nascita di una coalizione civica allargata per emarginare il PD e, forse, ridimensionare anche l’estrema destra.

Renato Cambursano e Clara Marta

Di certo, l’idea di una coalizione che vada dal centro alla sinistra moderata è ormai sul tavolo. Il vero regista, secondo alcuni, potrebbe essere Gianluca Vitale, assessore alla Cultura e Sport, popolare tra le associazioni locali e con l’esperienza giusta per giocarsi la partita come possibile candidato a sindaco. Fantapolitica? Chissà. Intanto c'è un'altra riflessione che ci viene...

A Chivasso i partiti non hanno una sede...

Perché gli incontri dei politici chivassesi in pizzeria e al bar rappresentano una notizia rilevante?

Sicuramente uno dei motivi è rappresentato dal fatto che gran parte dei partiti e delle liste civiche non hanno ufficialmente una sede, eccezion fatta per il gruppo Liberamente Democratici.

Manca a Chivasso una sede del Partito Democratico, così come ufficialmente non si ha notizia di una sede di Alleanza Verdi e Sinistra, men che meno della Lista civica...che fa capo a Pasteris, Moretti e Vitale.

Difficile immaginare (e noi lo speriamo con tutto il cuore) che questi raggruppamenti politici, che per altro, hanno la responsabilità di governare la nostra Città, non si incontrino, non discutano e non si confrontino con i propri iscritti e simpatizzanti.

La domanda sorge spontanea, ma se così non accade, dove si incontrano?

Nei bar o nelle pizzerie, riteniamo sia da escludere, anche perché i giornalisti lo riporterebbero con dovizie di particolari.
Ma allora dove avvengono questi incontri?

Se non hanno una sede ufficiale disponibile, chiederanno ospitalità ad altri partiti o liste civiche?

Oppure avvengono sempre nella Sala del Consiglio Comunale, aula messa a disposizione gratuitamente, quando non impegnata per incontri istituzionali e quindi non libera tutte le settimane o comunque con la frequenza che richiederebbero tali incontri?

Oppure queste liste e partiti, utilizzano altri spazi, che magari ufficialmente sono assegnati ad Associazioni sportive o culturali o che cercano di mantenere vivo il legame di chivassesi emigrati a Chivasso da Regioni ad esempio del sud?

Al di là della curiosità, che auspichiamo venga appagata da note ufficiali dei responsabili del PD, di AVS e della Lista Civica..., qualora si confermasse il dubbio dell'assenza di sedi ufficiali di questi raggruppamenti politici impegnati (sic!) ad amministrare Chivasso, rimane l'amarezza di sapere che non ritengano indispensabile per la crescita del senso civico e politico dei cittadini, aprire degli spazi fisici, non virtuali.

Sedi, di cui pagano l'affitto, ove l'identità politica associata, all'orgoglio di poter accogliere cittadini o altri rappresentanti politici, diventano luoghi di democrazia, baluardi di libertà e di partecipazione, veri e propri strumenti per lottare contro l'astensionismo e l'indifferenza.

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