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Sicurezza o solo percezione? Scontro in consiglio comunale sull'ordine pubblico

Dopo la riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, l’opposizione critica il sindaco: “Non basta parlare di percezione, servono risposte concrete ai cittadini”

Andrea Cantoni e Matteo Chiantore

Andrea Cantoni e Matteo Chiantore

Un’interpellanza dell’opposizione di centrodestra sulla riunione del Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica, indetto dalla Prefettura di Torino e tenutasi qualche giorno fa in città, punta a sapere quale approccio il sindaco abbia adottato durante la riunione, a ricevere un resoconto e a conoscere quali soluzioni siano state proposte sui problemi di criminalità, microcriminalità e vandalismo. Infine, si cerca di capire se sia stata affrontata la situazione del Movicentro.

Di questo s’è parlato anche nel corso dell’ultimo consiglio comunale, con il dito puntato su quella che il sindaco ha definito “percezione”.

Matteo Chiantore con il Prefetto

Matteo Chiantore con il Prefetto

“Solitamente il comitato si tiene a Torino, ma il Prefetto ha deciso di trasformarlo in itinerante” - ha messo le mani avanti Matteo Chiantore. “Si è partiti da Ivrea in seguito a una mia richiesta, ma ha organizzato tutto la Prefettura. Hanno deciso loro chi, come e quando invitare e a chi dare la parola. Hanno coinvolto 90 sindaci, le organizzazioni di categoria e i sindacati. La riunione con il Prefetto ha confermato trattarsi di un problema di percezione. I dati interforze esposti parlano di un numero di delitti, in certi casi persino in diminuzione, e per la stragrande maggioranza si tratta di reati contro il patrimonio e non contro la persona. Il dato restituitoci evidenzia una situazione che non si può definire preoccupante. Il mio intervento è stato relativo proprio all'importanza della percezione di insicurezza diffusa tra i cittadini, questo sì rilevato, che si svincola dai dati sulla carta ed è legato spesso a comportamenti che una volta era più comune vedere nelle periferie, mentre oggi accadono anche in centro città, in corso Nigra, in piazza del Teatro, in piazza di città e all’ospedale, spesso portati avanti da minorenni con problematiche sociali di vario tipo. È importante sottolineare poi come sia in atto un costante e brillante lavoro delle forze dell'ordine, che sta portando a una rapida risoluzione delle condotte illecite. Il fatto che spesso questi casi non vengano portati all'attenzione dei media per ragioni di istruttoria, soprattutto quando sono coinvolti dei minorenni, non significa che manchi la risposta. Mentre i reati finiscono in prima pagina, sulle risoluzioni spesso purtroppo non c'è informazione di ritorno”.

Tante parole, poco convincenti per il consigliere comunale Andrea Cantoni.

“Sono stati coinvolti 90 sindaci e ce n’erano una ventina” - ha commentato Cantoni. “Gli inviti sono stati mandati a tutti? Boh… Se è vero che è un problema di percezione, con una riunione così altro non si è fatto che alimentarli. Un comitato di sicurezza in nome di cosa? Il problema non è l’informazione di ritorno. A me non importa che mi restituiscano i 50 euro, ma il momento in cui mi hanno puntato il coltello alla gola. Da quanto riferitomi, l'intervento del sindaco alla riunione è stato limitato alla proposta di dare le chitarre ai ragazzini. Con la cultura si combatte la criminalità, è vero, ma non è la cultura in senso elitario come la intende il sindaco, che la sicurezza non sa nemmeno cosa sia: evidenziare come i crimini oggi avvengano in luoghi un tempo ritenuti sicuri è un po' come dire che in altri posti sono legittimi”.

Di rimpallo, Chiantore: “La prevenzione a lungo termine un Comune la fa adottando politiche giovanili che forniscano ai ragazzi un'alternativa rispetto alle condotte che pongono in essere. Se lei vuole banalizzare il nostro approccio, faccia pure”.

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