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Dibattito politico
30 Ottobre 2024 - 00:25
Luca Spitale, Massimiliano De Stefano, Andrea Cantoni
Di fronte a una mozione del consigliere comunale Massimiliano De Stefano e a un’interpellanza generale del Pd sullo stesso argomento, il Parco dei 5 Laghi, un “bravo” presidente del consiglio comunale (e Luca Spitale non lo è) avrebbe dovuto mettere tutti intorno a un tavolo per arrivare, prima del consiglio comunale, a un unico documento. E invece? E invece siamo alle solite. Dopo il teatrino, non ancora risolto, delle tre mozioni sul Movicentro, ieri sera ne è seguito un secondo.
Morale? La mozione è passata, l’interpellanza è stata rinviata al prossimo consiglio comunale, non fosse altro che l’opposizione, unita e compatta, ha abbandonato l’aula. Un messaggio al Pd? Un messaggio al Marchese del Grillo? Un messaggio alla maggioranza? Tant’è!
“Ho già detto qual è il mio pensiero” – è partito lancia in resta il consigliere comunale Andrea Cantoni – “C’è stata una corsa del Pd a intestarsi una battaglia, in contrasto con un consigliere comunale di minoranza con cui non vado neanche particolarmente d’accordo. Trovo tutto questo irrispettoso... Io abbandono l’aula”.
E uno dietro l’altro sono usciti Massimiliano De Stefano, Paolo Noascone e Antonio Cuomo.
Da qui in avanti, apriti cielo. Il consigliere comunale Emanuele Longheu (PD) ha proposto una mozione d’ordine (?!?) e Vanessa Vidano (Viviamo Ivrea) si è lanciata in un’arringa sulla mancanza di rispetto, sulle affermazioni diffamanti, sull’atteggiamento riprovevole...
E meno male che Spitale, ogni tanto ne dice una giusta e ha ricordato a tutti che è un diritto dei consiglieri non partecipare alle discussioni...
“Mi sento offesa a livello personale” – ha continuato Barbara Manucci – “Sono rimasta basita... Mi sento rimproverare che siamo andati alla rincorsa di una mozione che è stata resa pubblica prima. Noi abbiamo rispettato i tempi”.
E ancora con più forza il sindaco Matteo Chiantore.
“Diciamoci la verità” – ha sentenziato – “Questo è un tema che genera imbarazzo. Credo che non si possa scappare così dalle discussioni. Noi il tema lo riproporremo e lo discuteremo perché sia chiara la linea politica dei cittadini eporediesi e anche delle forze politiche del territorio...”.
Che però, a ben vedere, salvo che ci sia sfuggito qualcosa, con la mozione di De Stefano, tutta l’opposizione (assente Elisabetta Piccoli) s’era già fin troppo espressa, che cos’altro avrebbe dovuto aggiungere?
“È da 40 anni che se ne parla” – ha battuto la gran cassa Paolo Noascone esprimendo il suo voto a favore – “Non possiamo pensare a una retromarcia di una cosa fresca di 4 mesi...”.
E se Barbara Manucci si è chiesta se Ivrea e l’Eporediese avranno la forza di osteggiare questa marcia indietro, De Stefano ha rimproverato il sindaco per una lettera in cui si invita Coldiretti a un tavolo di confronto.
“Così si legittimano le loro rivendicazioni” – gli ha rinfacciato – “Ricordo che il 95% del parco è boschivo e solo il 5% è agricolo. L’istituzione del parco non serve a creare maggiori tutele, ma a operare con un organismo che mette insieme 5 comuni e Città Metropolitana...”.
Dal canto suo, Andrea Cantoni, che poi si è astenuto, ha ribadito quel che già si sapeva, e cioè che la legge è stata approvata sul finire della scorsa legislatura regionale da Pd e Lega, con la netta contrarietà di Forza Italia e Fratelli d’Italia.
“Non mi stupisce” – ha inforcato Cantoni – “che in totale coerenza quelle forze politiche oggi facciano il possibile per revocarla...”.
E poi sugli obiettivi: “L’area era già fortemente tutelata anche senza il Parco. Con la legge si sono semplicemente creati ulteriori carichi burocratici. Se parliamo di promozione del territorio, io sono favorevole, ma credo che sarebbe stato più facile senza un organismo coordinato dal sindaco di Chieri (Alessandro Sicchiero, ndr) per conto di Città Metropolitana. Promuovere un’area si poteva fare in mille altri modi diversi e non sarebbero mancati neanche i finanziamenti. Penso per esempio ai FESR. Lo ribadisco: io non sono contrario alla promozione di un’area, ma sono contrario a vedere al lavoro un ente che è una scatola vuota, senza alcun ruolo per i 5 sindaci coinvolti. Ma ce lo vedete coi un cittadino che cerca il sindaco di Chieri per lamentarsi? Tutte complicazioni inutili”.
Per la cronaca, il Parco dei 5 laghi è tornato alla ribalta perchè qualche settimana fa, in consiglio regionale, ad un certo punto Paolo Ruzzola di Forza Italia, senza dire nulla agli alleati – di sicuro senza dirlo alla Lega – ha presentato una proposta dal sapore tanto provocatorio quanto surreale: stralciare la legge sull’istituzione del Parco dei Cinque Laghi.
"Perché non ci sono i soldi", s'è giustificato. "Perché Coldiretti non è d’accordo…", ha aggiunto. "Perché la zona è infestata dai cinghiali", conclude. Palle! Tante palle una dietro l’altra!
E dire che Paolo Ruzzola, faccia tonda, occhiali tondi, aria impacciata, tutto sembra, all’apparenza, fuorché uno che attacca briga. Scrivevamo la scorsa settimana: "Più Kung Fu Panda che Braveheart".
Ma c’è dell’altro che cova sotto questa uscita e lo sanno tutti! È quel raid a sorpresa che i consiglieri regionali della Lega organizzarono ad aprile, portando in aula il Parco e facendoselo approvare dal PD con un grande lavoro nella retrovia da parte del consigliere regionale Alberto Avetta.
Insomma, “blasfemia”, peraltro organizzata dall’allora consigliere regionale della Lega Andrea Cane.
Un'imboscata (quella di Cane) che non gli ha portato granché fortuna considerando che poi non è riuscito a farsi rieleggere e oggi sta lì, buono buonino in quel di Ingria a scrivere comunicati stampa...
Tornando a Ruzzola, è chiaro che quella mossa non è ancora riuscito a digerirla. Non l’ha digerita lui, e neppure i Fratelli d’Italia, per quanto in quel tempo quasi non fossero rappresentati in consiglio regionale.
Insomma, una resa dei conti tutta interna al centrodestra, destinata ad andare per le lunghe, considerando che la maggioranza che governa la Regione, prima di tornare in aula a discutere la proposta “Ruzzola”, dovrà comunque sedersi attorno ad un tavolo.
"È stata un’iniziativa di Ruzzola all’insaputa di tutti", ha commentato fin dal primo minuto il deputato leghista Alessandro Giglio Vigna. "Noi non lo sapevamo! Sarebbe paradossale, di sicuro è bizzarro, che a smantellare il Parco sia il rappresentante di un partito che esprime un ministro dell’Ambiente. So che il sindaco Fausto Francisca, che è dello stesso partito, ha già scritto a Gilberto Pichetto Fratin…".
"L’approvazione della legge che ha istituito il Parco", si è fatto paonazzo, "è stato un grande risultato della Lega e del territorio. Lo aspettavamo da 15 anni. Molti di noi si sono impegnati politicamente, penso all’ex assessore Giuliano Balzola e al consigliere regionale Andrea Cane, a fianco delle Amministrazioni Comunali coinvolte. A Ivrea già circolano degli autobus con la scritta del Parco e si sono fatti passi in avanti nella costruzione della governance. Chi vive il territorio sa che da oasi a parco non cambia molto. Esiste un problema legato agli ungulati, ma c’è in tutto il Piemonte…”.

Silvio Ferrarese di Coldiretti
E poi con il dito puntato…
"Dispiace che ci siano esponenti del centrodestra che vogliono smantellare qualcosa fortemente voluto. Probabilmente non conoscono il Canavese, non sanno di che cosa stanno parlando e si sono fatti influenzare da Coldiretti, che ha una sua posizione legata alla passione per la caccia del coordinatore di Ivrea (Silvio Ferrarese, ndr)....…”.
Tra i gossip che circolano ce n’è uno che fa morire dal ridere. Qualcuno avrebbe detto al Governatore Cirio, per convincerlo della bontà del progetto Ruzzola, che nell’area del Parco dei Cinque Laghi ci sarebbero un mucchio di campi coltivati dagli agricoltori iscritti a Coldiretti. Solo di recente Cirio avrebbe scoperto che è quasi per intero un’area boschiva…
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