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Petizione su change.org
28 Ottobre 2024 - 06:45
Gabriella Colosso e Silvia Faggian
Oramai è scontro aperto tra l’associazione EporediAnimali presieduta da Silvia Faggian e l’assessora con delega agli animali del Comune di Ivrea, Gabriella Colosso. Dopo mesi di attriti e tensioni, i volontari dell’associazione hanno deciso di metterci la faccia, di fare un passo risolutivo e il 24 ottobre hanno lanciato una petizione su Change.org .
In pochi giorni, la raccolta firme ha superato quota 700, un segnale inequivocabile che il malcontento non riguarda solo i volontari, ma anche una parte significativa dei cittadini.
Al centro della polemica ci sono i 14.000 euro ottenuti dal Comune attraverso un bando regionale per il contenimento del randagismo felino. Tuttavia, anziché essere destinati a sterilizzazioni, cure mediche e alimentazione dei gatti randagi, questi fondi sono stati dirottati verso il progetto “Gatti galeotti”, un’iniziativa che prevede l’utilizzo di 10 gatti per un programma rivolto ai detenuti del carcere di Ivrea.
Per i volontari di EporediAnimali, il progetto rappresenta una deviazione inaccettabile rispetto agli obiettivi del bando regionale. Quotidianamente impegnati nella gestione del randagismo su un’area vastissima, che va da Caluso a Gressoney, i volontari si trovano a fronteggiare una serie infinita di emergenze: gatti ammalati, feriti, malnutriti, maltrattati e situazioni di pericolo, senza contare l’assistenza offerta a persone in difficoltà economiche, anziani e indigenti che non riescono a gestire i propri animali.

"Il bando era un’opportunità unica, accolta con grande sollievo e aspettativa, ma il risultato è stato una gestione superficiale e sbagliata da parte del Comune", affermano i volontari.
La prima grande critica mossa dall’associazione riguarda l’obiettivo stesso del progetto. Il controllo del randagismo felino si basa sulla riduzione delle colonie feline attraverso la sterilizzazione, ma "Gatti galeotti" sembra perseguire un obiettivo opposto.
"Moltiplicare le colonie feline non ha senso: significa solo aumentare i costi e il carico di lavoro per i comuni e i volontari, già al limite delle proprie capacità", spiegano.
Il budget destinato a questo progetto appare sproporzionato rispetto ai risultati ottenuti finora in termini di sterilizzazioni. Inoltre, l'adozione di gatti da parte del carcere, sebbene possa avere un valore sociale, nulla ha a che vedere con la gestione del randagismo.
"Questo progetto dovrebbe essere finanziato dalle politiche sociali, non con i fondi destinati al benessere animale. I gatti non sono strumenti per risolvere problemi sociali."
Il progetto, in ogni caso, non era quello che EporediAnimali si sarebbe aspettata, soprattutto considerando che il bando è nato anche grazie al loro interessamento e al lavoro svolto in stretta collaborazione con la consigliera regionale della Lega Chiara Caucino.
Un altro punto critico è la mancanza di coinvolgimento dei volontari. Nonostante l’adesione iniziale, i volontari sostengono di non essere mai stati coinvolti nella stesura. Né loro, né il garante. Né il garante, né tutti gli altri soggetti coinvolti. Una sorta di "progetto" a scatola chiusa.
"Abbiamo chiesto una volta, due, tre... e poi, quando si è trattato di mettere una firma, abbiamo fatto un passo indietro", ci spiegano. "Da quando si è iniziato a parlarne non c’è mai stato un confronto reale".
Insomma, EporediAnimali denuncia che non c’è mai stato un vero dialogo con il Comune.
"Ci hanno chiesto di firmare il partenariato a settembre 2023, ma senza fornirci alcun dettaglio sul progetto. Solo a luglio 2024 ci è stato finalmente consegnato un documento, troppo tardi per avviare un confronto serio", lamentano.
Ma non è solo una questione di dialogo: anche la sostenibilità del progetto è in forte discussione.
"Il mantenimento dei gatti nel carcere potrebbe costare dai 6.000 ai 7.000 euro l’anno", una cifra che rappresenta quasi un raddoppio delle spese attuali per il gattile di Ivrea, senza però affrontare il problema del randagismo.
I volontari si chiedono se l’amministrazione comunale abbia previsto un budget a lungo termine per sostenere questa spesa, e temono che, in futuro, i costi possano ricadere nuovamente su di loro, costringendoli a trovare fondi attraverso donazioni e banchetti.
Un altro aspetto che preoccupa EporediAnimali è la gestione pratica dei gatti nel carcere.
"Si parla di 'rotazione dei carcerati' nella cura dei gatti, ma è l’esatto opposto di ciò che richiede un animale", spiegano i volontari.
"Gli esseri viventi hanno bisogno di punti di riferimento stabili, non sono oggetti che debbano essere contesi dai carcerati per il loro benessere. Chi saranno questi punti di riferimento? Tutto deve essere chiaro prima di iniziare il progetto, non dopo".
Anche le condizioni stesse del carcere restano un'incognita.
"Non abbiamo mai visto gli interni della struttura", dichiarano, "non sappiamo quali potrebbero essere le problematiche logistiche. Firmare la bozza di progetto sarebbe dunque stato un comportamento leggero da parte nostra. Vorremmo avere la certezza di ciò che siamo chiamati a fare, con le reali implicazioni".
Insomma ecco perchè EporediAnimali ha fatto un passo indietro.
"Non possiamo accettare di firmare sulla fiducia, senza le dovute garanzie - dichiarano i volontari - Il randagismo felino è un problema serio e richiede soluzioni concrete, non progetti sociali che poco hanno a che fare con il benessere degli animali".
Ma facciamo un passo indietro. EporediAnimali opera da anni sul territorio, grazie a una squadra di pochi volontari e a donazioni private che coprono il 75% dei loro costi. Nonostante questo impegno, il Comune di Ivrea copre solo una minima parte delle spese. È evidente che questa opportunità di finanziamento fosse cruciale.
Il malumore tra i volontari è palpabile, tanto che la petizione lanciata dall’associazione non si limita a chiedere la correzione di questo errore. I firmatari, infatti, pretendono un vero e proprio cambiamento nella gestione comunale della delega al benessere animale, istituita dalla nuova giunta ma finora, a loro dire, priva di contenuti concreti.
Ma non solo: i volontari chiedono di essere coinvolti nella progettazione del futuro gattile di Ivrea, un’opera a cui la giunta si è già impegnata, ma che, senza un dialogo costruttivo, rischia di trasformarsi nell'ennesimo progetto mal concepito e inefficace.
Per EporediAnimali, è fondamentale che la struttura risponda alle reali esigenze etologiche degli animali e che tenga conto dell’organizzazione dei volontari, che conoscono da vicino il problema. Per farla breve, ci sono in campo due proposte: una a San Giovanni e l'altra con terrazzamenti più o meno dove si trova attualmente il gattile. Ai volontari non piace né la prima né la seconda soluzione, e chiedono un tavolo di confronto. "D’altro canto, chi meglio di noi conosce le esigenze dei gatti?"

La petizione potrebbe creare tensioni, lo sanno bene i promotori...
"La politica a Ivrea è malata di complottiamo - rinfacciano - Credere in qualcosa non significa essere di centrodestra o di centrosinistra... Credevamo fortemente nello schieramento che ha vinto le elezioni. Abbiamo accolto con entusiasmo la decisione di una delega al benessere agli animali, questo non significa che da qui in avanti è vietato parlare...".
Per la cronaca, alle ultime elezioni Silvia Faggian era in lista con Francesco Comotto in Viviamo Ivrea.
"E' il primo a rimproverarmi per queste rivendicazioni... Questo non è giusto!" commenta e punta il dito
Da tempo, l’associazione chiede che il Comune riconosca il valore del loro lavoro e l'importanza di un approccio condiviso e partecipativo. Forse è arrivato il momento per il Comune di Ivrea di rivedere le proprie priorità e ascoltare chi, giorno dopo giorno, affronta sul campo una delle tante emergenze della città.
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