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25 Ottobre 2024 - 17:44
Le consigliere comunali Fiorella Pacetti e Nella Franco
Un piccolo gesto che può salvare una vita. Questa è l’essenza di una mozione firmata dalle consigliere Fiorella Pacetti e Nella Franco. Mira a promuovere una cultura del dono in grado di trasformare la speranza in realtà.
L’obiettivo? Sensibilizzare i cittadini sulla donazione di organi, tessuti e cellule, basandosi su un principio semplice: la solidarietà.
Non si tratta solo di un dovere civico, ma di una scelta che può toccare profondamente la vita di migliaia di persone.
“La donazione e il trapianto di organi sono una priorità del nostro Servizio Sanitario Nazionale”, ricordano le due consigliere. Eppure, malgrado decenni di leggi, esistono ancora resistenze culturali e burocratiche che rallentano l'attuazione di queste norme.

Un esempio emblematico è il principio del "silenzio assenso", introdotto nel 1999 ma mai pienamente applicato.
“In Italia continuiamo a basarci sulla decisione dei familiari in assenza di una dichiarazione esplicita”, sottolineano le firmatarie, denunciando una lacuna che ostacola il sistema.
La mozione, in discussione al Consiglio Comunale, chiede all'Amministrazione di adottare misure concrete per promuovere la donazione.
Tra le proposte, l'organizzazione di eventi pubblici e la collaborazione con associazioni come l'AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule), per rendere questo gesto più visibile e comprensibile. “L’AIDO ha già siglato un protocollo per rafforzare la sensibilizzazione”, affermano le consigliere, citando anche l'importanza di altre realtà come l’AITF e l'ANED.
Inoltre, la mozione propone un’iniziativa digitale per semplificare il processo.
“Chiediamo di inserire sul sito del Comune un link o un QR code che permetta ai cittadini di esprimere la loro volontà di donazione in modo immediato”, si legge nel testo. Una soluzione semplice, ma efficace, per abbattere le barriere burocratiche.
Ogni anno, in Italia, oltre 9.000 persone restano in attesa di un trapianto, sperando in un donatore che possa dare loro una seconda possibilità di vita. “La disinformazione e i pregiudizi sono spesso alla base del rifiuto alla donazione,”avvertono Pacetti e Franco, “soprattutto durante il rinnovo della carta d’identità, quando la volontà potrebbe essere espressa senza difficoltà.”
Il valore di questo impegno è inestimabile. La mozione fa riferimento alla AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, considerata un’eccellenza nel campo dei trapianti. “Torino è un modello virtuoso a livello nazionale per tutto il processo di donazione e trapianto,” dichiarano le due consigliere.
E nel frattempo, la scienza avanza. La tecnica della DCD (Donation After Cardiac Death) permette di prelevare organi anche a cuore fermo, ampliando le possibilità per i trapianti.
“Non esistono ostacoli legislativi o etici per questa tecnica, ma molti non ne sono a conoscenza”, spiegano, evidenziando come la disinformazione limiti il potenziale salvavita.
Sensibilizzare la cittadinanza non è solo una questione istituzionale, ma un dovere etico.
“Ogni anno, migliaia di persone attendono un trapianto che potrebbe salvare loro la vita. Ma l’ignoranza e la paura spesso portano al rifiuto, quando si potrebbe fare la differenza.” Un gesto semplice può davvero trasformare una perdita in speranza. Ora tocca a noi fare la nostra parte.
Non resta che aspettare la discussione in Consiglio Comunale per vedere se queste proposte verranno tradotte in azioni concrete o rimarranno solo sulla carta
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