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Ivrea

Il campo da padel abusivo ora è legale: benvenuti a Ivrea! Comotto come Cafarelli?

Dalla variante al piano regolatore al silenzio delle Opposizioni, la sanatoria per il campo da padel sul Lago Sirio svela la "magia" della politica locale. Tra dubbi e ipocrisie, la casta eporediese festeggia

Michele Cafarelli e Francesco Comotto

Michele Cafarelli e Francesco Comotto

Come fare a rendere legittime le ville costruite a pochi metri dalla Valle dei Templi di Agrigento o i “mostri” costruiti lungo i litorali di tutta Italia?

Ci sono sindaci che li abbattono, quei mostri, scontrandosi a muso duro con chi li ha costruiti

Poveri allocchi! Come ci si comporta glielo avrebbe potuto insegnare l’assessore all’urbanistica di Ivrea, Michele Cafarelli, e oggi anche il suo successore Francesco Comotto...

Molto semplice: tanto per cominciare si dice che c’è un errore, si fa una variante e poi si cambia il piano regolatore, rendendo l’area urbanizzabile al cento per cento.

Benvenuti a Ivrea, benvenuti in Italia. Applausi a scena aperta!

Succedeva nel marzo del 2023 in consiglio comunale, dove passava con 6 voti favorevoli, due contrari (Massimo Fresc e Francesco Comotto) e 3 astenuti (il Pd), la delibera che di fatto prendeva atto del campo da padel sulle rive del lago Sirio, costruito “abusivamente” l'estate prima dal Circolo Canottieri. I numeri la dicono lunga. Considerando che l'allora consigliera comunale Anna Bono, il sindaco Stefano Sertoli e Tony Cuomo, essendo soci, non parteciparono alla votazione, la maggioranza non avrebbe avuto i numeri per considerarsi tale. Se solo le Opposizioni si fossero alzate, la delibera non sarebbe passata.

Tant’è! Ognuno la pensi un po’ come vuole.

Tutto questo per dire che oggi, a distanza di un po' di tempo (zitto zitto, quatto quatto), lo Sportello unico per le attività produttive (Suap) ha rilasciato il permesso di costruire in sanatoria. E sono 251 metri quadrati in via Lago Sirio, sulla base di un'istanza presentata agli uffici il 20 dicembre del 2023 dalla Canottieri, il tutto dopo il pagamento di un'oblazione da migliaia di euro.

Insomma, va in sanatoria il campo da padel costruito nella primavera del 2022 dalla Società Canottieri Sirio.

Diego Borla

"Normalmente chi mi conosce lo sa" – commenta, allargando le braccia, Diego Borla "non sono polemico, ma mi viene una riflessione. Quando ero presidente del consiglio, ci furono un paio di consigli proprio su questa questione, che poneva lo stesso problema: sanare o non sanare quest'opera. Ebbene, ricordo una battaglia serrata da alcuni consiglieri di minoranza, che contestavano la sanatoria per vari motivi, tra cui consumo del suolo e rispetto della natura. Non era giusto aggiustarla con una semplice sanatoria ecc. ecc... Ricordo addirittura che dovetti sospendere il consiglio per essere sicuri di cosa andavamo a votare, visto che si era sollevata anche la responsabilità dei consiglieri se avessero votato a favore della sanatoria. A dare battaglia furono gli attuali assessori Francesco Comotto e Massimo Fresc. Allora mi chiedo, come mai ora si sana tutto senza problemi?".

Se lo chiede Borla e se lo chiedono tutti, anche se ormai s'è capito che Fresc e Comotto hanno cambiato idea su tutto, più piddini del Pd. Insomma, quando erano seduti da questa parte facevano teatro.

E dire che a quei tempi l’assessore Cafarelli ci aveva provato inutilmente a convincerli, portando in approvazione una “variante non variante” per dire che si era tirata male una linea nel vecchio piano regolatore.

In questo caso, spostandola un po’ più all’interno, si trasformava un terreno agricolo in un’area a servizio idonea alla costruzione di impianti e attrezzature sportive.

Secondo la giunta, non accontentare la Società Canottieri avrebbe significato andare incontro a un ricorso al Tar.

“Il 18 gennaio - aveva sintetizzato Michele Cafarelli - è stata adottata una variante al piano regolatore attraverso cui si è preso atto che le aree sono antropizzate. Nel 2006, quando è stato approvato il piano regolatore, uno dei due lotti era già di proprietà del circolo canottieri e non era propriamente agricolo, ma utilizzato a parcheggio. A un’ordinanza di demolizione seguirebbe una causa legale che ci vedrebbe perdenti...”.

Senza parole l'allora consigliere comunale Francesco Comotto.

“Ci state dicendo - aveva stigmatizzato - che fare l’interesse pubblico significa riconoscere un errore che non c’è. L’interesse pubblico è la salvaguardia dell’ambiente. Qui si stanno salvaguardando solo gli uffici che negli anni non si sono accorti di palesi violazioni. Che mondo vogliamo lasciare e quale esempio vogliamo dare? La richiesta dell’esecutivo è una proposta irricevibile che non doveva essere fatta. Perché dobbiamo avallare un errore che non c’è? Dov’è l’errore materiale? Stiamo coprendo delle magagne, aggiungendo agli abusi dei 16 anni passati un altro abuso, con l’aggravante che il nuovo piano regolatore recepisce tutto questo...”.

Senza ombra di dubbio un precedente da paura che suddivideva i cittadini in due: quelli di serie A e quelli di serie B, a cui non è concesso alcunché. Che poi, per alcuni, è davvero così, considerando che qui c’è la crème della società eporediese, quasi una casta, con tessere che si rinnovano di padre in figlio, posti barca e brandine per la tintarella prenotate di anno in anno.

Dello stesso parere il grillino Massimo Fresc.

“Ho cercato di comprendere questa vicenda - aveva dichiarato - Da cittadino sprovveduto, quando ancora non ero entrato in politica, pensavo di trovare nell’amministrazione della cosa pubblica più ordine, più rispetto delle leggi. In realtà ho scoperto eventi clamorosi, come la malagestione del Movicentro o il sovrappasso che non è collaudato. Tra le questioni bizzarre c'è questa della Canottieri. In 16 anni, al Circolo è andata sempre liscia: ha presentato le domande e ha costruito quello che voleva con il silenzio assenso.Per il padel gli è andata male... Si propone solo una via d'uscita per non far pagare nessuno per gli errori dell'Ufficio tecnico. L’azione politica dovrebbe educare alla legalità. Così facendo, il messaggio che diamo ai proprietari dei terreni sulle sponde del lago è che, se hanno il portafoglio bello gonfio, possono fare quel che vogliono. L’interesse pubblico non è questo: è la tutela dell’ambiente e del paesaggio, che sono la nostra ricchezza.”

A tirare le fila per la maggioranza ci aveva pensato il consigliere comunale Fernando Pivato, che, oltre a imputare un po’ di colpe ai governi del passato, aveva parlato di errata interpretazione urbanistica e di intervento marginale che non avrebbe intaccato il panorama e il contesto paesaggistico.

“A parte questo - aveva aggiunto - questa è una scelta politica. C’è il rischio di una causa legale che perderemmo...”

Tutto bene, salvo la distribuzione delle colpe.

“È inutile - aveva inforcato Fabrizio Dulla, rivolgendosi a Pivato - che allarghi le braccia. Più che alle Amministrazioni comunali precedenti si deve far riferimento ai funzionari. Non mi vedo un sindaco che controlla le linee sul prgc. Dal punto di vista del principio bisognava seguire le norme, dal punto di vista del buon senso, se si vuole, ci si espone anche ai rischi legali. Tenere questa posizione non restituisce al paesaggio questa zona...”

La relazione dell’ufficio tecnico

Per la cronaca, stando ad una relazione firmata dal geometra Davide Luciani dell’Ufficio Tecnico del Comune i lavori al nuovo campo da padel erano stati eseguiti  in base ad una semplice CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata) ma ci sarebbe voluto un “permesso di costruire” vero e proprio.

I problemi rilevati non erano pochi nè di poco conto. L’impianto sarebbe stato realizzato in un’area in cui è praticamente tutto vietato salvo interventi in edifici già esistenti. 

Il dilemma è che la Società Canottieri si era data al mattone e al cemento pensando che fosse giusto così, esattamente come già aveva fatto nel 2005 quando, con una semplice dichiarazione di inizio attività, aveva sistemato con pavimentazione e panchine un’area adiacente al beach volley. Come quando nel 2009 si era data un gran da fare per una nuova recinzione. E poi ancora nel 2014 con la costruzione di un muro di contenimento, di un parcheggio e di un nuovo campo da beach volley. Infine nel 2017 con nuovi autobloccanti nel parcheggio e un campo da basket... Una lunga sfilza di “abusi”, sui quali i funzionari dell’ufficio tecnico del Comune han sempre chiuso un occhio o forse (vai a sapere) non ebbero neanche il tempo di guardare le pratiche

“In effetti - scrive Davide Luciani - il campo da padel è stato realizzato su superfici in calcestruzzo armato con cordoli su cui sono installati i muri laterali, realizzato con alte pareti in vetro temperato e sostenuti da montanti in carpenteria, anch’essi ancorati al suolo, a cui si aggiungono impianti tecnologici, principalmente d’illuminazione e, spesso, ampie coperture, fisse o mobili a seconda della tecnica utilizzata. Questo impianto da gioco si configura come opera permanente, che modifica i luoghi ed il paesaggio in cui s’inserisce; pertanto è soggetta ad idoneo titolo abilitativo sia per la costruzione di campi “outdoor” su terreni liberi. ....”.

E se in linea di massima - e questo lo dice sempre Luciani - per le opere realizzate in precedenza, pur essendo “abusi a tutti gli effetti” non si può far nulla perchè è passato troppo tempo (“ il potere di autotutela deve essere esercitato dall’Amministrazione competente entro un termine ragionevole e supportato dall’esternazione di un interesse pubblico, attuale e concreto, alla rimozione del titolo edilizio tanto più quando il privato, in ragione del tempo trascorso, ha riposto, con la realizzazione del progetto, un ragionevole affidamento sulla regolarità dell’autorizzazione edilizia. ..”), per il campo del Padel questo non vale...

A gestire il “fattaccio” il nuovo presidente Ludovico Capussella succeduto nell'estate del 2022, allo scadere dei tre anni, a Giacomo Lettieri. Con lui nel direttivo di allora anche Alberto Bossino, Stefano Braghin, Alessio Avetta, Enrico Bessero, Marco Marengo, Giorgio Noli, Sandra Valente e Stefano Moscarelli. 

Oltre un secolo di vita

La Società Canottieri Sirio nasce nel 1887. L’iniziativa si deve ad un gruppo di eporediesi appassionati di canottaggio che desideravano avere un punto di ritrovo dove tenere le proprie barche. Presero così in affitto, e poi acquistarono, una casetta che da Ivrea saliva verso San Pietro Martire, fino alla riva del lago. Il 26 maggio del 1911 l’Assemblea dei Soci approvò a larghissima maggioranza la costituzione della Società che assume il nome di Società Canottieri Sirio. Gli anni successivi segnano un continuo e costante progresso sia come numero di Soci sia come aumento delle proprietà sociali e delle attrezzature. I soci hanno a disposizione un salone, il ristorante con relativa cucina, il bar e sulla riva l’imbarcadero con la tettoia che ospita le barche, sempre più numerose.

Le spese vengono coperte dalle quote sociali e quando occorre sono aperte sottoscrizioni straordinarie. Nel 1930 i soci sono oltre 600. Una percentuale di rilievo se rapportata alla popolazione di Ivrea di quel tempo. Seguono poi i difficili anni della la guerra con tutte le sue restrizioni alla vita civile e sociale. Dal 1945 ad oggi l’attività ha continuato a fiorire. Si annoverano la sistemazione della casetta in riva al lago a deposito di sedie, sdraio e attrezzi al piano terreno con il bar al primo piano, e le cabine degne di una spiaggia in riva al mare.

Molto spazio è dato al verde con gli ampi prati nei quali si alternano zone alberate ed altre in pieno sole. Non vanno dimenticate le feste sociali a Capodanno, a Carnevale, a inizio e chiusura della stagione estiva ed in occasioni varie. Molte le possibilità di chi vuole dedicarsi allo sport, nei campi da tennis, di calcetto, di bocce, di pallavolo. Sono organizzati tornei di giochi a carte, di biliardo ed altri giochi di società.

La Canottieri si regge sulle proprie forze o, per essere precisi, sulle quote dei Soci, con 780mila euro l’anno su per giù per un numero chiuso di circa 3400 iscritti.

La quota annuale per garantirsi un posto ai Canottieri è di 230 euro. Tanti escono e tanti entrano, si acquisisce il diritto di essere socio alla nascita e c’è chi continua a rinnovare, magari non frequentando per qualche tempo, come è accaduto in periodo di Covid, per non perdere il posto. C’è chi è in lista d’attesa da anni. 

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