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Mal di pancia "Perfetto": il sindaco Castello alle prese con la grana del Presidente del Consiglio comunale

Come da accordi presi due anni e mezzo fa, dovrebbe lasciare l'incarico per Cristina Peroglio, ex capogruppo del Pd. Ma pare non ne abbia alcuna intenzione. Intanto dopo la "pizzata" tra Pd e Liberamente Democratici, "Noi per Chivasso" e "Sinistra Ecologista"si trovano per "fare il punto" sul Castello-bis...

Chivasso

Cristina Peroglio e, sullo sfondo, Centin, Castello e Perfetto

La maggioranza del sindaco Claudio Castello è alle prese con la “grana Perfetto”. O, se volete, con la “grana perfetta”. Negli ultimi giorni, in seno al centrosinistra che governa la città, s’è aperto il dibattito sulla presidenza del Consiglio comunale. Oggi l’incarico è ricoperto da Alfonso Perfetto ma, stando agli accordi presi all’inizio del mandato del Castello-bis, a novembre scadranno i due anni e mezzo che erano stati garantiti all’attuale presidenza: allo scadere, all’epoca si disse, Perfetto lascerà la poltrona all’ex capogruppo del Partito Democratico Cristina Peroglio.
Perfetto.

La scadenza è ormai prossima eppure c’è qualcuno che inizia a storcere il naso di fronte a questa possibilità. Perfetto - il presidente del Consiglio comunale - infatti non avrebbe nessuna intenzione di cedere il “cadregrino” alla compagna di partito. Un po’ per la visibilità che il ruolo gli ha dato in questi anni e un po’ perché è anche una questione di vil denaro: dal 2024, infatti, in un Comune delle dimensioni di quello di Chivasso (dai 15.001 ai 30.005 residenti, ndr) l’incarico è ben remunerato dalla finanziaria, con oltre 1.860 euro mensili lordi corrisposti. Un bel gruzzolino, insomma.

Ma a sentire i rumors che arrivano da Palazzo Santa Chiara, Perfetto non avrebbe tutta questa intenzione di lasciare perché, in realtà, nei panni del vigile urbano che gestisce il traffico del dibattito consigliare - per la verità ai minimi termini in questa legislatura - si troverebbe perfettamente, scusate la ripetizione, a suo agio. Così avrebbe iniziato a cercare sponsor per la sua riconferma e ne avrebbe già trovati, nella vecchia guardia, come l’amico Giovanni Scinica, o spererebbe di trovarli, nell’opposizione, nonostante gli scontri feroci, in particolare con Matteo Doria di “Amo Chivasso e le sue Frazioni”, avvenuti durante questi due anni e mezzo di Castello-bis.

Claudio Castello sindaco della città

Dal canto suo Cristina Peroglio, ex capogruppo del Pd, scalpita. Nel luglio 2022, quando il sindaco appena rieletto assegnò gli incarichi, la dem, rieletta per la seconda volta, rimase a “mani vuote”. Una scelta che fece discutere e che, non è un mistero, lasciò l’interessata decisamente indispettita. Inizialmente infatti Peroglio era stata indicata come la favorita per il ruolo.

Nelle riunioni di maggioranza che seguirono, però, prevalse la fazione Perfetto. Il motivo fu individuato nel fatto che i compagni non avrebbero perdonato all’ex capogruppo le critiche pubbliche che rivolse al sindaco in merito alle lungaggini sulla nomina del presidente del Ciss. Peroglio, per quella sua uscita durante uno degli ultimi Consigli comunali della precedente legislatura Castello mentre era ancora capogruppo dei Democratici, prima perse l’incarico di capogruppo - si dimise - e poi la possibilità di fare la presidente del Consiglio.
A distanza di due anni e mezzo, con posizioni decisamente più “low profile” assunte in Consiglio dalla stessa, se si esclude la scelta di non partecipare al voto della delibera dell’assestamento di bilancio delle celebri morosità colpevoli, delibera che ha poi portato la Corte dei Conti ad indagare su Palazzo Santa Chiara, Peroglio si aspetta che venga mantenuta la parola. Cosa che, per la verità, non pare così scontata.
La grana “Perfetto-Peroglio” non è l’unica che minaccia di far venire mal di pancia al sindaco Claudio Castello e ai suoi.
La pizza consumata alla “Cantinella” tra il vice sindaco Pasquale Centin e il segretario del Pd Massimo Corcione con l’ex primo cittadino Libero Ciuffreda e la consigliera comunale di Liberamente Democratici Claudia Buo, già candidata sindaco alle ultime elezioni, non è andata giù ad una parte della maggioranza che, evidentemente, ha fiutato puzza di bruciato in vista delle elezioni amministrative 2027.
“Qua gatta ci cova”.

E così l’altra sera due gruppi di maggioranza, quello che fa capo all’assessore Gianluca Vitale e al consigliere Adriano Pasteris e quello di Sinistra Ecologista di Fabrizio Debernardi, si sono ritrovati per fare il punto sul mandato-bis di Castello. Una riunione per pochi intimi, quella di “Noi per Chivasso” e di “Sinistra Ecologista” a cui il Partito Democratico, ovviamente, non è stato invitato a partecipare.

Per informare della riunione, pure una nota stampa con tanto di fotografia. Per mettere nero su bianco che, a scanso di equivoci, si sono incontrati per davvero.

La fotografia dopo l'incontro tra Noi per Chivasso e Sinistra Ecologista Chivasso

“La settimana scorsa i gruppi "Noi per Chivasso" e "Sinistra Ecologista Chivasso" si sono incontrati per confrontarsi sulla situazione politica chivassese e sulle prospettive future dell'azione amministrativa - scrivono Vitale, Pasteris, Debernardi & co. -. A quasi due anni e mezzo dalle elezioni, che videro la vittoria del centrosinistra guidato dal sindaco Claudio Castello, le due componenti politiche hanno analizzato il percorso comune fatto fin qui e discusso sui progetti futuri. È emersa una comunione di vedute sulle principali questioni affrontate e la volontà di una maggiore e proficua collaborazione fra i due soggetti nel prosieguo dell'esperienza amministrativa che permetterà di rispettare il programma elettorale e progettare nuovi orizzonti per la città, concentrandosi sulle comuni priorità individuate”.

Una nota che vuol dire nulla e tutto. Castello, ma soprattutto Centin e Corcione, avvisati: fate attenzione a chi invitate a cena.

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