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17 Ottobre 2024 - 22:47
Adriano Olivetti e Winston Churchill
Adriano Olivetti, agente britannico, nome in codice “Brown”, pronto a rovesciare il regime di Benito Mussolini. Questo, a quanto pare, emerge da alcuni documenti desecretati dal Governo Britannico: l’impegno antifascista dell’imprenditore-intellettuale in accordo con l’intelligence britannica prima e durante la guerra contro gli Alleati. La notizia è stata riportata dal Quotidiano Avvenire.
Le 116 pagine di documenti, conservate negli archivi di Londra, raccontano la vita di Olivetti tra il 1939 e il 1946, delineando un quadro di attività clandestine a fianco dei servizi segreti di Sua Maestà.
Nei dispacci, Olivetti veniva chiamato “il pianificatore lungimirante” e definito “la nostra migliore scommessa”, un appellativo che evidenzia la fiducia riposta nelle sue capacità strategiche. L'intelligence britannica ne riconosceva il talento e la determinazione, sottolineando l'importanza del suo ruolo nella lotta contro il fascismo.
Olivetti, noto come innovatore e imprenditore alla guida dell’azienda di famiglia famosa per le macchine per scrivere, era già profondamente segnato dall’omicidio Matteotti nel 1924, episodio che rafforzò la sua avversione al regime fascista. Ma la sua attività andava ben oltre le fabbriche di Ivrea: il suo impegno segreto coinvolgeva relazioni con lo Special Operations Executive (SOE), fondato nel 1940 da Winston Churchill, e con l’OSS, il servizio segreto americano precursore della CIA.
Nel 1943, sfruttando i suoi affari industriali come copertura, Olivetti viaggiò in Svizzera, dove incontrò figure di spicco dell’OSS, tra cui Allen Dulles.
Secondo quanto riportato da Nicoletta Maggi, la giornalista che ha consultato i documenti a Londra, «Olivetti tentava di mettere in guardia gli Alleati contro Badoglio, che aveva appena preso il potere».
Tuttavia, il suo attivismo non passò inosservato ai servizi segreti italiani, e a luglio del 1943 venne arrestato con l’accusa di collusione con l'intelligence nemica, finendo per alcuni mesi nelle celle del carcere di Regina Coeli.
La corrispondenza desecretata svela anche il tentativo di Olivetti di organizzare un’insurrezione contro Mussolini, un vero e proprio colpo di Stato per far cadere il regime e aprire la strada a un governo provvisorio sotto il controllo degli Alleati. Coinvolti nei suoi piani segreti erano anche esponenti del Vaticano, a riprova della sua capacità di costruire una rete di alleanze che andava ben oltre i confini italiani.
Uno dei documenti chiave è una lettera datata 18 ottobre 1943, inviata dal colonnello Roseberry, capo del SOE in Italia, al Foreign Office. In essa, si descrive Olivetti come un leader capace di coordinare i movimenti antifascisti: «Lo chiamavamo il pianificatore lungimirante – si legge nella missiva – perché cercava di unire tutti gli elementi di opposizione». I britannici provarono anche a ottenere il suo rilascio dopo l’arresto, ma senza successo: «Sebbene sia stato trasmesso un ordine per il suo rilascio, non è stato eseguito in tempo», si legge nei documenti.

I dispacci svelano anche il contesto in cui Olivetti operava: in un telegramma del 29/30 luglio 1943, si prospettava un'insurrezione imminente contro il regime fascista, con Badoglio come possibile leader di un governo provvisorio sotto controllo militare, con l’obiettivo di liberare l’Italia dai nazifascisti. In questo scenario, Olivetti giocava un ruolo centrale, consapevole dei rischi e della possibilità di un conflitto armato, ma anche fiducioso nell'aiuto degli Alleati e nella volontà di pace degli italiani.
Maggi, co-autrice del libro Operazione Etna, che racconta le operazioni di infiltrazione britannica in Italia, sottolinea che «Olivetti sapeva che un periodo di scontri sarebbe stato inevitabile, ma credeva che il desiderio di pace del popolo italiano e l’assistenza degli Alleati avrebbero fatto la differenza». I documenti offrono un ritratto di un uomo disposto a rischiare tutto per un futuro di democrazia e libertà per l’Italia, con una visione che andava ben oltre il suo ruolo di industriale e intellettuale.
Questa nuova prospettiva aggiunge un tassello inedito alla figura di Adriano Olivetti, evidenziando il suo coraggio e il suo impegno segreto contro il regime fascista. La sua è una battaglia combattuta nell'ombra, ora rivelata da queste pagine desecretate che ne svelano la dimensione politica e l'arduo tentativo di cambiare le sorti del Paese in uno dei suoi momenti più bui.
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