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L'intervista

Erna Restivo la "saggia", dalla psicologia alla politica

Dalla Svizzera a Ivrea, passando per il Pd e Laboratorio Civico: la storia e la visione di una consigliera comunale pacata ma decisa, tra sfide politiche e impegno sociale.

Erna Restivo la "saggia", dalla psicologia alla politica

Fin da giovane desiderava studiare psicologia, che allora non era così diffusa, e quando si trovò di fronte alla decisione di andare a studiare a Padova, Roma o Ginevra, scelse la Svizzera. Una decisione che rifarebbe tale e quale anche oggi. E lo farebbe anche se allora, non esistendo un’equiparazione dei titoli, dovette poi ridare tutti gli esami in Italia. Una faticaccia!

“Ho imparato il francese. Ho vissuto in una città aperta, sede dell’OMS e dell’ONU… vuoi mettere…”, ci dice.

Tant’è! Lei è la consigliera comunale Erna Restivo, 54 anni. Uno studio a Ivrea e collaborazioni nell’educativa territoriale a Cuorgnè.

Pacata. Morigerata. Moderata. Non l’abbiamo mai vista andare in escandescenze, una volta che sia una, anche se lei dice che a volte succede. 

“So essere anche molto sanguigna…” sottolinea.

In consiglio comunale è quel che si dice una “veterana”, considerando che si era seduta su quei banchi, tra le fila della maggioranza, già ai tempi di Carlo Della Pepa e per cinque anni, dal 2013 in avanti.

Erna Restivo durante il mandato di Carlo Della Pepa

Erna Restivo durante il mandato di Carlo Della Pepa

L’amore per la politica non è arrivato subito, quello per il sociale sì.

“Prima dei 40 anni non mi ero mai interessata ai partiti o all’amministrazione della cosa pubblica – ci racconta – Da giovane, attraverso una comunità famiglia di Lugano, ho lavorato presso colonie estive autogestite che si occupavano di ragazzini disabili. Ai tempi si chiamava integrazione. Oggi si definirebbe inclusività…”.

Poi, a un certo punto, è successo...

“Degli amici mi han tirato dentro e ho cominciato ad andare alle riunioni del Pd…”.

Succedeva nel 2009 con Maurizio Rossi segretario.

“Mi ricordo che l’ho sostenuto. Votavi il segretario e, in contemporanea, i consiglieri, e io presi un mucchio di voti. Ero arrivata seconda o terza…”.

Tra i ricordi, quello di un gruppo di lavoro interno al Pd sulla sanità, con Giuliana Bonino e Massimo Savio, che si concluse con un convegno, ospite d’onore Rosy Bindi.

Poi più niente per un po’. Fino a quando non le chiesero di candidarsi a sostegno della seconda candidatura di Carlo Della Pepa. 

“Dissi di sì e mi ritrovai seduta in consiglio comunale per la prima volta…”.

Chiuso quel mandato, chiuso un capitolo, se n’è poi aperto un altro, a distanza di qualche anno, fuori dal Pd: Laboratorio Civico. Una creatura appiccicata a Restivo come la pelle.

“Non solo mia – mette le mani avanti – Mia di Augusto Vino, di Dimitri Buracco, di Giuliana Vivo, di Vittoria Burton. I fondatori ci sono ancora…”.

Che poi oggi, capire se si tratti di “laboratorio” o “forza politica” è un’impresa.

“Io la definirei “forza politica laboratoriale”. L’idea del Laboratorio non l’abbiamo mai abbandonata…”.

Una forza politica di sinistra, di centrosinistra, di centro, vai a capire.

Erna Restivo

“Se vuoi sapere che cosa voto te lo dico… Alle regionali per Chiara Marcone di Alleanza Verdi Sinistra. Non è iscritta, era un’esterna. E’ una persona in gamba. Alle Europee ho votato il Pd per dare forza a Schlein. La linea che ha dato al partito a me piace… Per il resto, sono contenta di essere civica, comunque di centrosinistra. Nella costruzione delle liste abbiamo combattuto, sostenendo con quelli che sono poi diventati i nostri alleati che sono di più le cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci separano…”.

Che poi, a dirla tutta, oggi, in città, quando si parla di Laboratorio Civico, viene in mente lo Zac!

“È più una cosa che appare all’esterno. La sovrapposizione è sbagliata. Sicuramente ci sono una serie di persone che fanno parte dello Zac!, tra gli altri Lorenzo Marcone, Lucia Panzieri e Patrizia Dal Santo, ma all’interno di Laboratorio Civico rappresentano solo una fettina e il loro contributo non riguarda mai direttamente lo Zac! Portano all’interno una forte impronta ambientalista. Per esempio, ci sono uomini e donne attivi in Bellavista Viva e in Fondazione di Comunità. Ci sono Nevio Perna e Marilisa Schillino di Legambiente. C’è Ecoredia. C’è Enrico Giacopelli. Ci sono persone di altre realtà associative che con lo Zac! sono amiche o sono socie, come lo sono io... Quel che si può dire, al massimo, è che lo Zac! fa più notizia di Laboratorio Civico…”.

Diciamo che lo Zac!, grazie a Laboratorio Civico, è fortemente rappresentato al governo della città, con Andrea Gaudino e Patrizia Dal Santo.

“Le elezioni sono andate così, ma Laboratorio Civico continua ad essere una cosa molto più ampia, presieduta da Alberto Garretto, con Claudia Scavarda come vice, che si riunisce nei locali del Movicentro…”.

Insomma, è proprio Erna Restivo. C’è chi la chiama la “saggia” e si spera non per una questione anagrafica. In questo primo scorcio di legislatura ha preso la parola poche volte, quasi sempre per fare da paciere.

“A me non dispiace… La saggezza non vuol dire anzianità. Non mi sorprende che tu me lo dica. Mi ci vedo abbastanza, specie quando si alzano i toni e nel dibattito si accendono le tifoserie. Non ho paura del conflitto, ma disdegno le polemiche. Sono per la sintesi…”.

Sarà che sotto il regno di Matteo Chiantore i contrasti stanno quasi a zero…

“Carlo Della Pepa… Aveva una lunga esperienza politica. Era inserito ed equilibrato. Non fosse stato così, mai più sarebbe riuscito a tenere in piedi una maggioranza molto divisa e in difficoltà... Adesso il gruppo di maggioranza è coeso e c’è un grande spirito costruttivo. Stiamo lavorando molto bene e Matteo, pur non avendo quell’esperienza, è bravo a cogliere gli spunti e a dare spazio alle differenze che ci sono tra di noi. Chiantore è rispettoso degli spazi e dei ruoli, Della Pepa meno, ma non avrebbe potuto fare diversamente con la lotta intestina che s’era innescata. Detto questo, a me piaceva fare la consigliera anche prima, anche se adesso è più entusiasmante. C’è davvero la sensazione che si stia facendo qualcosa di importante…”.

Tra i suggerimenti alla giunta, uno in particolare: “comunicare di più con l’esterno e non dare mai nulla per scontato…”.

Vabbè, dai, così è troppo facile…

“Le pecche ci sono per tutti. Devo parlare di un problema? Per esempio la piscina. Sarà importante ripensarla. Così com’è, non va bene… Poi le manutenzioni. L’assessore Massimo Fresc si sta muovendo, ma è difficile stare dietro a tutto…”.

Epperò quando il Pd era all’opposizione, tutti i giorni voleva parlare della Fondazione Guelpa?

“Vabbè, probabilmente alcuni problemi non sono ancora stati affrontati. Mancano dei pezzi. È vero che non si è ancora affrontato il nodo della nuova biblioteca, ma si sta cominciando e ne parleremo. Ci siamo concentrati su altro. Abbiamo affrontato argomenti come la mobilità sostenibile e la questione delle due mamme. Il Consiglio comunale non ha il compito di discutere all’infinito; se succede, è perché sta fallendo…”.

Colpa, probabilmente, anche un po’ dell’opposizione.

“A me piace. Sanno essere avversari politici senza che questo intacchi il rapporto personale, che è di rispetto, di simpatia e di gentilezza. Non è stato sempre così. Mi ricordo che ai tempi di Della Pepa l’essere avversari ti portava quasi all’incomunicabilità, a non riconoscere l’altro come uno che pensa... Oggi c’è un normale gioco delle parti ed è giusto che ognuno si ritagli il proprio spazio di visibilità… Tutto questo mi piace…”.

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