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Dalla Regione
10 Ottobre 2024 - 17:26
Sarah Di Sabato Paolo Ruzzola
Che spettacolo, signore e signori! Dopo aver tanto sbandierato l’istituzione del Parco Naturale dei Cinque Laghi di Ivrea come uno dei grandi traguardi della scorsa legislatura, adesso il centrodestra in Regione si riscopre diviso.
In un copione che sembra uscito da una commedia degli equivoci, Forza Italia – con il consigliere Paolo Ruzzola in testa – chiede a gran voce l'abrogazione della legge che ha istituito il Parco, approvata giusto qualche mese fa, prima delle elezioni. Un vero capolavoro di coerenza, insomma.
La spaccatura è evidente: da una parte la Lega, che aveva fortemente voluto il Parco, dall’altra Forza Italia e Fratelli d’Italia, pronti a cancellare tutto come se nulla fosse.
La motivazione ufficiale? Mancano le risorse, dicono. E poi c'è la peste suina africana, un flagello che, secondo la vice presidente del Consiglio regionale Alessandra Binzoni (Fratelli d'Italia), rischierebbe di propagarsi senza il controllo della caccia al cinghiale.
Ma certo, la caccia al cinghiale: l’unica vera emergenza quando si parla di preservare la biodiversità e la bellezza naturalistica di un’area come quella dei Cinque Laghi.
Non si può certo dire che la tutela ambientale sia in cima all'agenda della Regione Piemonte.
La verità? C'è che il Parco dei Cinque Laghi, nato per proteggere un’area di grande pregio naturalistico, è stato già condannato a morte dopo pochi mesi.
E non per colpa di veri problemi gestionali o fallimenti ambientali, ma per una guerra interna tutta politica, con Forza Italia che affonda la lama nelle spalle della Lega.
Perché, diciamocelo chiaramente, quella che stiamo vedendo non è altro che una faida intestina nella coalizione. Un duello rusticano tra chi ha voluto il parco – la Lega – e chi ora cerca di cancellarlo, con Forza Italia e Fratelli d’Italia in prima fila a giocare al "chi la spara più grossa".
La cosa divertente, se così vogliamo chiamarla, è che questa proposta di legge arriva senza il benché minimo confronto con i Comuni interessati, quelli che avevano sostenuto la creazione del Parco fin dall'inizio.
Insomma, non solo ci ritroviamo con una maggioranza che non sa cosa vuole, ma neppure si preoccupa di discutere con chi davvero è coinvolto nella gestione del territorio. Si preferisce agire con il solito metodo del “taglia e scappa”, senza mai considerare gli effetti reali sulle comunità locali.
Il Parco, che coinvolge i laghi Campagna, Nero, Pistono, San Michele e Sirio, dovrebbe essere una risorsa per tutto il Canavese, un’area che potrebbe vivere di turismo, ecologia e sviluppo sostenibile. Ma no, evidentemente tutto ciò è troppo complicato per chi preferisce scaricare i problemi sugli enti locali e cancellare ciò che non comprende.

Il problema vero è che la gestione faunistica dell’area, secondo Paolo Ruzzola e Alessandra Binzoni, avrebbe creato un blocco alla caccia del cinghiale in un momento delicatissimo per la diffusione della peste suina africana.
Ma ci chiediamo: è davvero questa la priorità? Davvero pensano che abolire un parco sia la risposta alla gestione sanitaria della fauna selvatica? Certo, sarebbe bello che almeno una volta la politica regionale dimostrasse un po' di lungimiranza e visione.
A naso l'impressione è che il centrodestra sembra avere altro a cui pensare, come prendersi piccole rivincite interne, far saltare le poltrone giuste e litigarsi i resti di un parco che, in realtà, non era altro che una buona notizia per tutti.
Insomma: un'altra occasione sprecata.
"Se davvero ci fosse la volontà di difendere il patrimonio ambientale del nostro Piemonte - stigmatizzano a muso duro capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, Sarah Disabato, e il consigliere Alberto Unia - si lavorerebbe per risolvere i problemi, non certo per abrogare l'istituzione del Parco."
E come dargli torto? Ma si sa, quando la politica è più interessata a tenere in piedi equilibri traballanti all'interno della maggioranza, chi se ne frega dell’ambiente.
Se il Parco dei Cinque Laghi sarà cancellato, avremo l’ennesima dimostrazione di come il centrodestra piemontese si comporti: promette, istituisce, ma poi si dimentica di seguire i propri progetti.
La mancanza di risorse per la gestione? Forse avrebbero dovuto pensarci prima di istituirlo in pompa magna, durante l’ultima adunanza del Consiglio Regionale prima delle elezioni, quando tutto sembrava possibile pur di ottenere qualche titolo di giornale.
E adesso?
Ora è la solita storia: si taglia e si torna indietro, nel nome di una politica fatta di interessi a breve termine, e fors'anche per fare un favore a Coldiretti, che vede il parco come un fastidio per le sue attività agricole e venatorie.
Tanto per cambiare, il vero perdente in questa partita sarà il territorio, il Canavese e i cittadini che avrebbero potuto godere di una risorsa preziosa, sacrificata sull’altare di una politica miope e priva di vera visione.
Il Parco dei Cinque Laghi è il simbolo perfetto di un’amministrazione regionale che non riesce nemmeno a mettere d'accordo i propri alleati. Alla faccia del cambiamento!
Alessandro Sicchiero, consigliere metropolitano delegato all'ambiente, ai parchi e aree protette, alla tutela della fauna e della flora, è stato nominato coordinatore del Parco dei 5 Laghi di Ivrea. Durante una conferenza stampa in Municipio a Ivrea si è preannunciato l'istituzione un Tavolo del Parco con tutti gli stakeholder del territorio: amministratori locali, operatori economici, associazioni di categoria e di tutela ambientale per giungere all'elaborazione definitiva di un Piano strategico sociale ed economico per la gestione dell’area.
Una proposta di Piano è già stata redatta su incarico della Città Metropolitana di Torino, che svolge un ruolo di raccordo e coordinamento.
Tra i temi trattati in conferenza stampa dal consigliere Sicchiero e dai sindaci di Ivrea, Matteo Chiantore, di Cascinette, Davide Paolo Guarino, di Montalto Dora, Renzo Galletto, e di Chiaverano, Maurizio Tentarelli, durante la conferenza stampa, l'esigenza di bilanciare la tutela di habitat preziosi e fragili con una fruizione turistica consapevole della delicatezza dell’ambiente lacustre. Particolare attenzione alle attività imprenditoriali agricole e ricettive del territorio, che dovranno essere considerate con cura.
Il Parco Naturale dei Cinque Laghi di Ivrea è un'area protetta di origine glaciale, situata nel Canavese, rinomata per il suo straordinario patrimonio naturalistico e paesaggistico. Questo parco comprende cinque laghi principali: il Lago Campagna, il Lago Nero, il Lago Pistono, il Lago San Michele e il Lago Sirio, ognuno con caratteristiche ambientali e storiche uniche. I bacini si estendono nei comuni di Ivrea, Montalto Dora, Chiaverano, Borgofranco d'Ivrea e Cascinette d'Ivrea, formando un'area di grande interesse sia per la biodiversità che per il turismo sostenibile.

Il progetto del Parco dei Cinque Laghi ha radici lontane. Negli anni '80 si iniziò a discutere della sua possibile creazione, ma l'idea venne bloccata dall'opposizione di chi temeva l'imposizione di nuovi vincoli. Tuttavia, l'area fu progressivamente soggetta a vari vincoli naturalistici e paesaggistici: Rete Natura 2000, Zona Speciale di Conservazione (Codice IT1110021 SIC), e l'Oasi di Protezione n. 1 Ivrea - Cinque Laghi. Di fatto, l'istituzione del parco non avrebbe introdotto ulteriori restrizioni rispetto a quelle già in vigore.
Nel 2016, un tragico evento diede nuovo slancio al progetto: l’uccisione del cigno Baldassarre, simbolo del Lago Sirio, spinse l’amministrazione comunale di Chiaverano a formare un gruppo di lavoro con alcuni cittadini per riproporre l’idea del Parco. Successivamente, il progetto venne affidato ai sindaci dei cinque comuni interessati, che costituirono un gruppo di lavoro coordinato da Giorgio Panattoni. Il primo passo formale fu l'inserimento del Parco nel Piano Strategico dell'Eporediese.
Il lavoro congiunto dei cinque comuni e della Città Metropolitana di Torino portò, alla fine del 2019, alla firma di un Protocollo d'intesa per la gestione del futuro Parco. La Città Metropolitana si impegnò a redigere un dossier di candidatura, proponendo che la gestione fosse affidata alla Città Metropolitana stessa, senza costi per la Regione Piemonte. A causa della pandemia, la trasmissione ufficiale del dossier, prevista per la primavera del 2020, fu posticipata all’agosto dello stesso anno.
Il dossier richiedeva l'istituzione del "Parco Naturale dei Cinque Laghi di Ivrea" come area protetta ai sensi della L.R. 19/2009, classificandolo come parco naturale a gestione provinciale e includendolo nel sistema regionale delle aree protette. Dopo anni di dibattiti senza opposizioni rilevanti, improvvisamente, il 30 settembre 2021, Coldiretti diffuse un comunicato in cui si opponeva all'istituzione del Parco, sostenendo che avrebbe portato nuovi vincoli per le attività agricole e restrizioni nelle battute di contenimento dei cinghiali, che già devastavano la zona.
Nonostante queste obiezioni, il 26 maggio 2022 si tenne un incontro a Ivrea, cui parteciparono i cinque sindaci, la Città Metropolitana e le associazioni agricole CIA, Confagricoltura e Coldiretti. Alla fine dell'incontro, fu redatto un documento che confermava la volontà di procedere con la costituzione del Parco, firmato dai cinque comuni, dalla Città Metropolitana e dalle associazioni CIA e Confagricoltura. Solo Coldiretti non appose la propria firma. A seguito delle preoccupazioni espresse, la Città Metropolitana si impegnò a elaborare un piano faunistico per rassicurare sulle misure di contenimento dei cinghiali.
Il 15 settembre 2022, il dossier di candidatura del Parco venne finalmente approvato dalla Giunta Regionale e trasmesso alla V Commissione (Tutela dell’ambiente e aree protette). Successivamente, il 27 ottobre 2022, il CAL (Consiglio delle Autonomie Locali) espresse parere favorevole all'unanimità sul disegno di legge n. 222, riguardante l'istituzione del Parco.
Il 19 ottobre 2023, il disegno di legge venne approvato a maggioranza dalla V Commissione, che diede anche parere consultivo favorevole sul Documento di economia e finanza regionale 2024-2026. Infine, il 31 ottobre 2023, l’approvazione del disegno di legge fu inserita all'ordine del giorno del Consiglio Regionale, approvato dal consiglio regionale solo nel marzo del 2024.
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