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Degrado

Ivrea capitale del buco: dove finiscono i soldi?

Strade dissestate e segnaletica d’epoca. Mentre le casse comunali si riempiono con le multe, i cittadini si chiedono: dov'è la manutenzione?

Via Camillo Olivetti

Via Camillo Olivetti

Una cinquantina di metri di asfalto rifatto, giusto un ritocchino per non esagerare, in via Camillo Olivetti a Ivrea.

Non tutta la via, sia chiaro, solo un pezzettino per non rischiare di fare indigestione di asfalto nuovo.

Poco più in là, in vicolo Olivetti e in via Giuseppe Di Vittorio, invece, tutto è rimasto com’era.

Qualcuno ci spieghi il senso di questa schizofrenia se davvero ce n’è uno.

La verità? C'è che a Ivrea, nonostante le "toppe" sparpagliate qua e là, le strade sembrano un campo di battaglia e le voragini si aprono come se la città fosse stata colpita da un terremoto.

Proprio qui, di fronte al Patrimonio UNESCO, lo spettacolo è indecoroso.

E chi ha partecipato alle giornate Welkhome Ivrea, tra passeggiate e fotografie tra gli edifici, se n’è accorto eccome.

Davanti al Condominio degli architetti Figini e Pollini, dietro all’Asilo Nido Olivetti, il degrado è imbarazzante: tra le erbacce fa bella mostra di sé un’auto abbandonata da mesi, come una scultura moderna.

Di chi è? Boh! Chi la rimuove? Ancora più boh!

Le buche, intanto, proliferano ovunque: in via San Lorenzo, in via Lago San Michele, a Torre Balfredo. Sembra di camminare in una città groviera. E pensare che solo qualche mese fa la giunta comunale del sindaco Matteo Chiantore si vantava, con il volto rosso di orgoglio, di una variazione di bilancio che avrebbe dovuto salvare le strade, dopo decenni di abbandono.

Tra i numeri sbandierati, spiccano quei famosi 140 mila euro, di cui 80 destinati a strade poco trafficate, perfettamente in linea con una vecchia interpellanza del consigliere del Pd, Emanuele Longheu.

«Non basta mandare l’operaio con il secchio di bitume a tappare i buchi – diceva Dullaci troviamo di fronte alla degenerazione totale degli asfalti. In alcune strade non si interviene da oltre 30 anni».

Evviva evviva… Epperò, la sensazione è che quei soldi non siano stati abbastanza.

E poi c'è la relazione inviata al Ministero dell'Interno, quella che racconta come sono stati spesi i soldi delle multe.

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Secondo i dati comunicati dal Comune, il totale degli incassi dalle sanzioni stradali del 2023 ammonta a ben 1.481.579,64 euro. Di questi, le multe per eccesso di velocità fatte con l’autovelox sullo scorrimento veloce vicino al terzo ponte portano in cassa ben 795.237,94 euro.

E, udite udite, 240.254,61 euro sarebbero stati destinati (come da obbligo di legge) alla manutenzione delle strade. Avete visto risultati? Noi no.

Altri 343.170,85 euro dovrebbero essere stati impiegati per ammodernare la segnaletica e potenziare le attività di controllo.

Già, quelle attività che ci fanno sentire sotto un Grande Fratello permanente, con nuovi mezzi e telecamere pronte a immortalare ogni piccolo errore.

Ma alla fine della fiera, strade più sicure? Video-sorveglianza efficiente? Più sicurezza? Sembrerebbe di no.

Le buche sono ancora lì, parte integrante dell’arredo urbano, la sicurezza in alcuni quartieri (vedi Movicentro) non c'è e la segnaletica è così antiquata che tra poco vedremo cartelli scritti in latino.

A questo punto, sorge una domanda legittima: dove vanno a finire tutti i soldi delle multe che peraltro arrivano puntuali come un orologio a cucù tutti gli anni...

Gli incassi ci sono, le cifre parlano chiaro, ma la sensazione è che il Comune sia più interessato a far cassa che a tappare buchi, letteralmente e metaforicamente.

Ivrea, insomma, è diventata la città delle multe, ma di quelle spese che dovrebbero migliorare la vita dei cittadini nemmeno l'ombra. Urgono spiegazioni!

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