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Il problema

PNRR in pausa caffè? Case popolari, asili e discariche... in attesa di un miracolo!

Cantieri fermi, sanpietrini pericolosi e fondi che sembrano scomparire. Tra pompa di calore senza casa e progetti di rigenerazione urbana rimasti sulla carta, la città è bloccata tra promesse e ritardi infiniti

Il sindaco Matteo Chiantore e l'assessore Francesco Comoto

Il sindaco Matteo Chiantore e l'assessore Francesco Comoto

Lavori in corso fermi con le quattro frecce alle case popolari di via Ospedale e via Marsala. Finanziati con i fondi del PNRR per 1.450.000 euro, sarebbero dovuti partire con slancio subito dopo il Carnevale e durare 200 giorni. Siamo a settembre e la situazione sembra più ferma di quanto lo siano le macchine in tangenziale durante l’ora di punta.

Da qui l’interpellanza, discussa qualche sera fa, del consigliere comunale Paolo Noascone, che ha chiesto chiarimenti su quanto sta accadendo. Le recinzioni sono "parzialmente divelte" e i ponteggi, "privi di sistemi di allarme", permettono a chiunque di salire e curiosare.

“Il rischio” – ha evidenziato Noascone – “è che qualcuno si faccia male.”

Noascone ha anche fatto riferimento anche alla scalinata adiacente al fabbricato, con i sanpietrini che sono venuti via e si trovano accumulati nella via sottostante, pericolosissimi per i pedoni, soprattutto anziani.

"Quali sono i motivi del ritardo nell’esecuzione dei lavori? E soprattutto, c’è un cronoprogramma definitivo? L’amministrazione ha intenzione di intervenire per la rimessa in pristino della scalinata o no?"

A rispondere ci ha pensato l’assessore Francesco Comotto, leggendo una nota dell’Ufficio tecnico, ma siamo al solito “Faremo, diremo, provvederemo...”. Parole vuote prive di contenuto...

Via dell'ospedale

Cosa si è capito? Quasi nulla, salvo che è tutto fermo perché non si sa bene dove inserire il macchinario della nuova pompa di calore. S'aggiunge che il “cappotto” o rivestimento esterno, previsto inizialmente non va bene, e progettisti, direzione lavori e impresa (che stanno a Roma) sono entrati in "trans", dubbiosi su cosa fare e come muoversi per non aumentare i costi.

“ Siamo anche passati alle diffide scritte...– ha spiegato Comotto –  A volte non c’è nulla da fare…”

Nel dettaglio si prevedeva di rivestire gli edifici con la lana di vetro, nuovi infissi, l’isolamento dei vani e del sottotetto, l’installazione di pompe di calore e una nuova centrale termica.

Fine di un capitolo, avanti con tutti gli altri, e a sfogliare i progetti del PNRR, da concludersi entro il 2026, è una tragedia greca.

“Il PNRR e le opere che cambieranno la città....” si legge sul sito del Comune ma la verità è che più che un obiettivo, qui ci va una grande fede nei miracoli, sempre che ci sia un Dio a cui interessi tutto questo.

A piangere non è solo il cantiere delle case popolari.

Vogliamo parlare della riqualificazione dell’asilo nido Olivetti alla sua funzione originaria?

Qui, a piangere, è un investimento del valore di 3 milioni di euro. Il cantiere doveva prendere avvio tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, ma non si è saputo più nulla. Qualcosa aveva fatto l’ex assessore Michele Cafarelli, che, attraverso un bando regionale, era riuscito ad ottenere circa 725 mila euro su un investimento totale di 1.060.000 per bonificare e mettere in sicurezza l’area esterna, ristrutturare la guardiania e l’aula giardino, per le quali era previsto un allestimento finalizzato a raccontare la sorprendente esperienza del welfare olivettiano ai turisti. Nulla anche su quest’ultima parte…

l'asilo

Scorrendo tra i lavori che non partono, si passa alle aree verdi dei bastioni esterni del castello per un importo complessivo pari a 1.485.000,00 euro. Si parla di un nuovo accesso al centro storico mediante scala e ascensore da via Circonvallazione. S’aggiunge un importante intervento di riqualificazione del parcheggio ex Foscale.

All’orizzonte non c’è nulla.
Per fortuna, almeno, si sono conclusi i lavori, per complessivi 825 mila euro, alla corte interna e all’illuminazione del castello, progettati dall’arch. Ezio Ravera, con la realizzazione di una nuova pavimentazione, la messa in sicurezza delle facciate e una nuova scala.

E non è ancora finita qui. Tra i progetti che languono, ci sono gli orti urbani di Canton Vesco. Grazie ai fondi piovuti dall’Europa con il PNRR (circa 1,2 milioni), l’idea della passata amministrazione, guidata dal centrodestra, era di sistemare l'area. I fondi prevedevano "Investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale", con una particolare attenzione alle “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”.

A giugno, la bomba. Scavando qua e là, si è scoperta una vera e propria discarica sotterranea, contenente amianto, che è subito entrata prepotentemente nel dibattito politico. Se n’è parlato e straparlato, perché ci vorrebbero molti più soldi di quelli ipotizzati.

Che fare? Come muoversi?

Insomma, c’erano degli orti e oggi non ci sono più. C’è un progetto di bonifica e di costruzione di un orto urbano, ma è tutto fermo. Solo erba, tanta erba. Erba che nasconde tutto, anche i cumuli di "spazzatura" accumulati in tante piccole montagnole.

Di recente, l’Amministrazione comunale ha fatto sapere di essere alla ricerca di un'azienda specializzata nello smaltimento dei rifiuti, e la sta cercando da giugno come la "titina". "La cerca, ma non la trova...".

S’aggiunge che sempre l’Amministrazione comunale pensava di recuperare 260 mila euro dal ribasso d'asta. Lo ha chiesto al Ministero, ma non ha ancora ricevuto una risposta. Insomma, l’assessore Comotto brancola nel buio, al contrario dei cittadini di Canton Vesco, che ci vedono benissimo.

Ciliegina sulla torta: il progetto che comprende la rigenerazione di Palazzo Giusiana, dei Giardini Giusiana e della Sala Cupola, con un finanziamento di 9.692.438,01 euro. La ristrutturazione è finalizzata in parte all'ampliamento del Liceo Botta; per il resto, saranno spazi a disposizione della città.
A bloccare la procedura ci sarebbe il considerevole aumento dei costi dei materiali e dei servizi tecnici legati all'aggiornamento del Preziario della Regione Piemonte, edizione 2024.

Morale? I costi sono lievitati di oltre 500.000 euro rispetto alle previsioni iniziali del 2022.
Davanti a questa situazione, il Comune ha optato per una soluzione pragmatica: invece di richiedere ulteriori fondi o prolungare i tempi burocratici necessari per l'assegnazione delle risorse del Fondo Opere Indifferibili (FOI), ha deciso di rinunciarvi, ritenendo più conveniente utilizzare il ribasso d'asta, pari a 956.701,59 euro avanzato con l'affidamento dell'appalto.

La delibera di giunta, approvata il 29 agosto 2024, prevede che il Comune formalizzi la rinuncia all'importo di 1.965.480,00 euro, già assegnato con decreto del Ragioniere Generale dello Stato. Per la cronaca il FOI era stato originariamente istituito per coprire costi non prevedibili legati agli aumenti dei prezzi dei materiali e delle opere.

Insomma, rinunciando ai fondi del FOI e utilizzando il ribasso d’asta, il Comune dovrebbe proseguire senza intoppi e portare a termine l’intervento entro il 31 dicembre 2026, sei mesi dopo la precedente scadenza del giugno 2026, come previsto dagli aggiornamenti al cronoprogramma.

Finita qui? Neanche per idea. In città, infatti, hanno tutti gli occhi puntati sui lavori di elettrificazione della linea Ivrea-Aosta, in particolare sul cantiere di piazza Perrone per l’allargamento del tunnel ferroviario. E parliamo di lavori sui quali l'Amministrazione comunale non bette beco, al massimo può lamentarsi.

lavori elettrificazione

L’ultimo colpo di scena? A marzo, gli operai della Tim, impegnati a spostare i sottoservizi, hanno trovato vecchi tubi rivestiti di amianto. Dalla “scoperta” al blocco del cantiere, ci è voluto un "nanosecondo".
Il problema delle tempistiche su tutta la linea è ben più ampio: il cantiere sembra avanzare a passo di lumaca, ostacolato da mille variabili.
L’obiettivo iniziale di completare i lavori entro il 2025 sembra ormai una chimera. Più realistico, anche se non ufficialmente ammesso, è l’orizzonte del 2026, se non oltre.
E nel frattempo? I cittadini continuano a fare i conti con una mobilità compromessa: la linea ferroviaria è chiusa, i trasporti sostitutivi con autobus non soddisfano le esigenze dei pendolari, e la pazienza è ormai agli sgoccioli. Qualcosa in più si dovrebbe sapere oggi con la visita ai cantieri dell'Amministratore Delegato di RFI Gianpiero Strisciuglio.

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