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Ivrea

Consulta: giovani al potere... ma non in sala consiliare!

Approvato il regolamento per la Consulta, ma le divergenze tra maggioranza e opposizione non mancano. Cantoni (FdI) si astiene: "Rischia di diventare un centro sociale."

Andrea Cantoni e Emanuele Longheu

Andrea Cantoni e Emanuele Longheu

Evviva evviva. A Ivrea è nata la Consulta giovani.  Mancava un regolamento sul suo funzionamento e adesso c’è anche quello, approvato con una larga maggioranza nel corso del consiglio comunale riunitosi l’altra sera.

"È uno strumento che abbiamo fortemente voluto" – l’ha presentata l’assessora Patrizia Dal Santo"Sarà uno spazio di confronto per una fascia di popolazione che va dai 14 ai 32 anni. Ci aspettiamo contributo importante... Il testo è frutto del lavoro di una trentina di ragazzi che hanno risposto alla chiamata. Sarà un luogo di confronto per chi lavora, per chi studia e per chi vive in questa città...".

Applausi a scena aperta del consigliere del PD Emanuele Longheu ("Sarà uno strumento per dare loro voce, spazio e indipendenza..."), meno calorosi da parte di Andrea Cantoni di FdI.

"Eravamo l’unica coalizione che la Consulta ce l'aveva nel programma e la cosa ci riempie di orgoglio. Il mio sogno è che nel 2028 venga eletto qualche ragazzo che arriva da questa esperienza, perché in politica gli improvvisati fanno sempre una brutta fine..." ha commentato, ma su due cose s’è dichiarato contrario.

La prima sulle riunioni da tenersi nello Spazio “Arte e Giovani” del Valcalcino ("Tutte le Consulte hanno sede nella sala consiliare per distinguerle dai centri sociali"), la seconda sull’esclusione dei consiglieri comunali under 32 alle assemblee.

"La Consulta ha senso se lavora insieme al Comune. L’autonomia rischia di creare separazioni. Vinceremo la sfida solo se la istituzionalizziamo. Ma poi, la nostra presenza che timore può incutere? Chi lo sostiene sopravvaluta sé stesso, e sopravvaluta me...".

giovani

Parole di buon senso, ma inascoltate.

Alla fine il regolamento è stato modificato con un "no" alla presenza dei consiglieri alle riunioni del direttivo e un "sì" alla partecipazione in assemblea su invito del presidente rivolto a tutto il consiglio comunale o su richiesta dei consiglieri comunali, ma senza diritto di voto. “No” alla sede in Municipio.

"Il luogo lo hanno deciso i ragazzi, perché cambiarlo?" si è fatto sentire Andrea Gaudino.

Che poi, come ha specificato il sindaco Matteo Chiantore, il Valcalcino è da considerarsi una sede temporanea e presto la sala del consiglio troverà spazio a Palazzo Giuliana, proprio a fianco di un locale dove si trasferirà Spazio Arte e Giovani.

Gran finale di Cantoni: "Data la decisione presa, io non potrò votare a favore, ma vi auguro ogni bene" – si è rivolto ai giovani che erano presenti in sala – "Mi asterrò perché questa maggioranza ha deciso di non riconoscere alla Consulta un vero ruolo. Ho la sensazione che si trasformerà in un centro sociale. In ogni caso, in bocca al lupo...".

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