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La città dei miracoli
20 Settembre 2024 - 16:45
Moreno e Manolo Maugeri, Elena Piastra
Fratelli Maugeri all’arrembaggio. Con il secondo governo della sindaca Elena Piastra, tutto vogliono fare tranne che starsene in silenzio. Giustamente, verrebbe da dire, visto che sintonizzarsi sull'Amministrazione comunale di Settimo Torinese, da qualche tempo a questa parte, è meglio di una serata a Zelig. Risate amare incluse.
Manolo Maugeri apre le danze, concentrandosi su quel famoso tendone di via Monviso, un vero capolavoro di inefficienza e sperpero.
"In data 17 marzo 2024 protocollavo a nome del Gruppo Consiliare Lega un’interpellanza riguardante questa tensostruttura..." ci racconta Manolo. Risposte della sindaca "chiacchierona"? "Poche e timide...".
Insomma, un classico caso di "non so, non ricordo, non ero io".
Oggi è diverso. Oggi ci sono i numeri, quelli veri, e non sono affatto timidi. Anzi, parlano forte e chiaro: la tensostruttura di via Monviso è costata la bellezza di 75.000 euro, e questo senza nemmeno considerare i famosi "oneri di legge", che come sempre fanno lievitare il conto finale. Tra "fornitura e montaggio tendaggi: 10.600 €", "realizzazione impianti di riscaldamento e raffrescamento: 35.000 €" e un glorioso "trattamento con vernice ignifuga della pavimentazione esistente: 10.500 €", viene da chiedersi se Settimo Torinese non stia puntando a vincere un premio allo "sperpero del secolo".

Perché di utilizzi, beh, neanche l’ombra. La tensostruttura, come ci racconta Manolo, è stata riempita pochissime volte, e non ha affatto migliorato l’immagine della zona. Anzi, alcuni cittadini si affacciano direttamente sui "bagni" di servizio del tendone. Roba da togliere il fiato. E non per la vista panoramica.
A questo punto, la domanda è d’obbligo: "Questa tensostruttura era proprio necessaria o è stata solo una mossa elettorale?" domanda Manolo, con l’aria di chi ha già la risposta pronta e aspetta solo che l’amministrazione faccia "mea culpa".
E il bello (o meglio, il brutto) è che, mentre i conti continuano a lievitare per questo fallimento annunciato, l’amministrazione piange miseria, lamentando la carenza di fondi per la manutenzione ordinaria delle strade e degli spazi pubblici. Ovviamente, la colpa è del Governo centrale. Perché a Settimo, quando c’è un problema, è sempre colpa di qualcun altro: Meloni, Cirio, lo zio del vicino... e via con il rosario delle scuse.
Via un Maugeri, avanti l’altro. Moreno non è certo da meno. Si concentra su Patrimonio Città di Settimo Torinese e sulla gestione dell’avviso pubblico per la nomina del nuovo Amministratore Unico.
"Peccato," ci dice con un’aria che non lascia spazio a dubbi, "che l’avviso sia stato pubblicato solo sul sito del comune, mentre le norme impongono di pubblicizzare con la massima trasparenza…". Eh già, massima trasparenza... come no. L’avviso è sull’albo pretorio, ma per trovare il modulo di domanda bisogna fare una vera caccia al tesoro. Destinazione finale: la sezione trasparenza. Ironico, vero? E se non è una presa in giro questa, diteci voi cos'è!
Ma il vero colpo di scena arriva con i requisiti per questo prestigioso ruolo.
"Con tutti i soldi che gestisce, non è nemmeno richiesto un diploma!" stigmatizza Moreno incredulo. A quanto pare, all’Amministrazione comunale di Settimo basta una vaga esperienza per gestire le risorse di un’intera città. Dettagli, no? Forse l’unico modo per piazzare "quello che si vuole" su quella sedia, con un bell’assegno da 40.000 euro all’anno?
E non finisce qui. "La giunta, infatti," scuote la testa Moreno, "non ha ancora risposto alla richiesta di audizione dei candidati. Un silenzio che si fa sempre più imbarazzante…".
Quando si tratta di affrontare domande scomode, insomma, a Settimo Torinese si preferisce restare muti.
Insomma, Settimo come Las Vegas, la città dei miracoli. Qui tutto è davvero possibile. Tra tendoni d'oro e poltrone senza diploma, pare che la magia amministrativa non conosca limiti. Peccato solo che, invece dei jackpot, i cittadini continuino a collezionare solo aumenti di tasse e tariffe....
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