Cerca

Politica

Sicurezza a Ivrea: una mozione basterà a risolvere i problemi?

La maggioranza consiliare propone un tavolo di lavoro permanente per affrontare degrado, vandalismo e disagio giovanile. Ma la percezione di insicurezza resta alta tra i cittadini

Andrea Garino, Barbara Manucci e Vanessa Vidano

Andrea Garino, Barbara Manucci e Vanessa Vidano

Una mozione dal titolo "Sicurezza, un bene comune", con l’obiettivo di affrontare un tema "che oggi investe direttamente tutte le realtà urbane, anche di piccola e media dimensione come Ivrea". La sicurezza, infatti, non è più soltanto una preoccupazione delle grandi città, ma tocca da vicino anche realtà locali come quella eporediese.

Il documento, firmato dai capigruppo Barbara Manucci (Partito Democratico), Andrea Gaudino (Laboratorio Civico) e Vanessa Vidano (Viviamo Ivrea), parte da un'analisi della situazione attuale, evidenziando che, nonostante "i dati statistici raccolti, anche a livello locale, non evidenzino un aumento dei reati contro l’incolumità del cittadino", si è creato un "clima mediatico e politico" che avrebbe portato a una crescente percezione di insicurezza tra i cittadini. Il documento si fa carico di questa preoccupazione collettiva e prova a trovare soluzioni concrete e condivise.

La mozione insiste sul fatto che "garantire l’esigibilità del diritto alla sicurezza significa garantire una maggiore serenità nell’esercizio dei propri diritti di cittadinanza", e mette l’accento su quanto la qualità della vita sia strettamente connessa a una sensazione diffusa di protezione e tranquillità.

Uno degli aspetti centrali su cui si focalizza è il disagio giovanile, descritto come un fenomeno "che ha cause sia di natura individuale che sociale" e che richiede interventi mirati. Si osserva, infatti, un preoccupante aumento di "depressione, atti di autolesionismo, abuso di droghe e alcol, disturbi alimentari e ludopatia" tra i giovani. Questo dato allarmante impone una riflessione approfondita, ma soprattutto l’attuazione di politiche che non si limitino alle sole misure repressive.

Disagio

Viene quindi evidenziata la necessità di promuovere un intervento globale, che guardi al di là dell'ordine pubblico e miri a "rafforzare il capitale sociale, quel 'collante' che trasforma un gruppo di persone in una comunità". È proprio l’integrazione sociale, secondo i firmatari, il vero antidoto contro l’insicurezza e la devianza.

La mozione propone, tra le varie azioni concrete, la "riqualificazione delle zone urbane in cui si avverte una maggiore insicurezza a causa del verificarsi di episodi di vandalismo e microcriminalità". Tali interventi dovrebbero passare attraverso progetti di "cura e pulizia degli spazi", ma anche attraverso la "promozione dello sviluppo di attività commerciali" nelle aree più degradate, stimolando così la rinascita economica e sociale di quartieri marginalizzati.

Il Sindaco Matteo Chiantore, insieme alle forze dell'ordine, sta già valutando le zone critiche della città, dove "la buona vivibilità e la sicurezza sono maggiormente messe alla prova".

Tuttavia, la mozione invita l’amministrazione a fare di più, istituendo un "tavolo di lavoro permanente" che coinvolga non solo le forze dell'ordine, ma anche enti come il Consorzio socio-assistenziale In.Re.Te, il Centro di Salute Mentale (CSM), il Servizio per le Dipendenze (SERD) e le associazioni del terzo settore. Solo con un lavoro di squadra tra tutti questi attori si potrà affrontare il problema della sicurezza in modo integrato e sostenibile.

Infine, i firmatari Barbara Manucci, Andrea Gaudino e Vanessa Vidano ribadiscono la necessità di intercettare risorse finanziarie esterne attraverso la partecipazione a bandi regionali, statali ed europei. Questi fondi sarebbero destinati a interventi mirati alla "riqualificazione delle aree più degradate" e alla promozione di "aggregazione socio-culturale" come strumento per combattere l’emarginazione e il disagio sociale.

La mozione, oltre a proporre soluzioni pratiche, vuole lanciare un messaggio chiaro: la sicurezza è un bene collettivo che richiede il contributo di tutti. E se Ivrea vuole tornare a essere una città sicura, sarà necessario un impegno coordinato che guardi oltre l'emergenza e che punti a ricostruire il senso di comunità.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori