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13 Settembre 2024 - 18:37
La stazione ferroviaria di Torrazza Piemonte
Troppi suicidi alla stazione ferroviaria di Torrazza Piemonte.
Dopo l’ultimo caso di mercoledì sera, 11 settembre, quando un trentatreenne di Susa, Simone Tomatis, si è tolto la vita coricandosi sui binari prima del passaggio del treno partito da Torino Porta Nuova e diretto a Milano Centrale delle 19,54, la minoranza consiliare del paese solleva il tema all’attenzione del sindaco e degli amministratori. E chiede provvedimenti urgenti per riqualificare un’area totalmente in balìa dell’abbandono.
La stazione di Torrazza Piemonte è buia, lasciata a se stessa, non ci sono telecamere ed è in totale degrado.
L’ultimo fatto di cronaca nera offre lo spunto per una nuova e magari risolutiva riflessione sul contesto in cui s’è consumato il dramma, al netto di ogni tipo di strumentalizzazione che nulla centra con un episodio tanto drammatico quanto personale.
In pieno centro paese, in un luogo frequentato da tanti pendolari torrazzesi.
Martina Gavazza, già candidata sindaco, capogruppo di “Torrazza FuTura”, mercoledì sera è corsa anche lei in stazione.

Martina Gavazza consigliera comunale di minoranza
“Ho sentito le sirene delle ambulanze e dei vigili del fuoco - dice - e mi sono sentita in dovere di correre a vedere cosa potesse essere successo. Purtroppo, dopo poco, mi è giunta la notizia che si è trattato dell’ennesimo gesto estremo messo in atto nella nostra stazione. Sulla triste vicenda ho ben poco da dire se non che mi spiace umanamente. Ma come consigliera comunale e rappresentante di quegli elettori che mi hanno votato, non posso non evidenziare che è ora di intervenire in un luogo che deve essere riportato all’onor del mondo”.
Martina Gavazza entra nel merito di un tema sentito in paese, su cui si dibatte da mesi, se non anni, ma che sinora non ha mai portato ad alcunché: la stazione ferroviaria è messa malissimo. Per usare un eufemismo.
In passato già l’allora consigliere comunale Luigi Corna aveva denunciato pubblicamente lo stato del luogo: erbaccia alta al fianco dei binari, banchine in pessime condizioni, con buche e cedimenti vari che rappresentano un serio pericolo di inciampo per i pendolari che sostano in attesa del treno, strutture in ferro arrugginite e pericolanti, pareti scrostate con l’intonaco caduto a terra. Una sala d’aspetto chiusa e abbandonata, con i vetri delle finestre spaccati. Sporcizia e degrado ovunque. Fili della corrente che penzolano fuori dalle scatole. Ecc... ecc...
“La competenza delle manutenzioni è in carico ad Rfi, lo sappiamo tutti, ma il sindaco dovrebbe fare uno sforzo per far presente alla stessa Rfi lo stato in cui versa la stazione”, aveva detto.
La risposta del sindaco Massimo Rozzino fu una sterile polemica che non portò ad alcunché.
“Se ci fossero le videocamere, ad esempio, magari uno si sentirebbe anche più sicuro e potrebbero fungere da deterrente per altri fatti gravi come quello capitato qualche giorno fa - continua Gavazza -. Nel nostro programma elettorale avevamo indicato, tra i punti importanti e che sarebbero dovuti essere portati avanti con la massima urgenza, l’organizzazione di un incontro con RFI per affrontare la tematica del degrado della stazione e trovare insieme una soluzione, per evitare che quel luogo diventi teatro di episodi di cronaca. Purtroppo, oggi che siamo all’opposizione non abbiamo questo potere ma possiamo comunque dire la nostra con gli strumenti che ci mette a disposizione la democrazia: presenteremo un’interrogazione per sapere dal sindaco e dalla sua maggioranza che cosa intendono fare per rendere sicuro questo luogo che, lo ricordiamo, è frequentato ogni giorno dai nostri ragazzi che devono andare a scuola e da tutti coloro che si recano al lavoro in treno”.
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