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Ivrea

Parco dei 5 laghi: sondaggio del Pd

400 persone hanno aderito all'iniziativa chiedendo più laboratori educativi e meno turismo di massa I risultati parlano chiaro: l’interesse è reale e la partecipazione lo dimostra

Francesco Giglio segretario del Pd

Francesco Giglio segretario del Pd

Mentre continua il dibattito sull'istituzione del Parco dei 5 Laghi, il Circolo di Ivrea del Partito Democratico sceglie di sondare il terreno – o meglio, i cittadini – con un’iniziativa che potrebbe sembrare casuale, ma che si è rivelata illuminante.

Nel mese di maggio, un sabato pomeriggio qualunque in via Palestro, ben 407 persone hanno accettato di rispondere a un sondaggio non scientifico, ma certamente significativo, sulla creazione del parco.

Nonostante l’informalità dell’indagine, i risultati parlano chiaro: l’interesse è reale e la partecipazione lo dimostra. I cittadini di Ivrea, del circondario, e perfino alcuni turisti, hanno risposto con entusiasmo, dimostrando che il tema è sentito ben oltre i confini strettamente locali. Oltre 30 persone – l'8% – hanno persino lasciato commenti e suggerimenti spontanei, un segnale di coinvolgimento che spesso manca anche nei sondaggi delle agenzie specializzate, solitamente tarati su campioni di mille partecipanti.

Ma quali sono i temi caldi emersi?

sondaggio

"La parola d’ordine - commenta il segretario cittadino del Pd Francesco Giglio - sembra essere una fruizione “intelligente” del parco, che ponga l’accento sugli aspetti scientifici e naturalistici piuttosto che sullo sfruttamento turistico massivo...".

Tra i 407 intervistati, ben 130 hanno espresso il loro interesse per i laboratori educativi, contro i 64 che hanno mostrato preferenza per le strutture ricettive diffuse. Anche le escursioni guidate e il Visitor Centre hanno suscitato grande attenzione.

L’entusiasmo raccolto dal sondaggio ha già portato ad azioni concrete: i sindaci dei cinque comuni interessati dal progetto (Ivrea, Montalto, Chiaverano, Borgofranco e Cascinette) si sono riuniti, e il coordinamento del progetto è stato affidato alla città metropolitana.

Il prossimo passo sarà la costituzione dell’Ente parco, con l'auspicio di un coinvolgimento attivo di enti e associazioni che si occupano di ambiente e didattica. E attenzione, perché nel futuro del Parco dei 5 Laghi si potrebbe profilare un’inclusione ancora più ampia, estendendo il progetto all’intera comunità dell'anfiteatro morenico della Serra.

Un appuntamento da non perdere per saperne di più sarà la conferenza stampa prevista per martedì 10 settembre alle ore 18, presso la sede del Partito Democratico di Ivrea.

Oltre ai sindaci, interverrà anche Alberto Avetta, Consigliere Regionale del Partito Democratico.

Il Parco dei Cinque laghi

Il Parco dei Cinque Laghi istituito con legge regionale ma ancora in fase di sviluppo prende il nome dai cinque laghi di origine glaciale che si trovano nel territorio: Lago Sirio, Lago di Campagna, Lago di San Michele, Lago Pistono e Lago Nero. Questi laghi sono situati all’interno dell’anfiteatro morenico di Ivrea, una delle più importanti formazioni geologiche glaciali d’Europa.

Con il Parco si punta a valorizzare e proteggere questo patrimonio naturalistico, promuovendo un uso sostenibile delle risorse ambientali e paesaggistiche. Oltre alla tutela della biodiversità, il parco mira a sviluppare attività didattiche, scientifiche e di turismo naturalistico, con percorsi escursionistici, laboratori educativi, e potenziali strutture ricettive integrate con il territorio.

La polemica

La Coldiretti ha espresso una forte opposizione all'istituzione del Parco dei Cinque Laghi di Ivrea, definendolo una "forzatura" e una mossa elettorale senza una visione concreta di sviluppo sostenibile per il territorio. L'organizzazione ritiene che l'area fosse già protetta da normative precedenti e che la creazione del Parco aggiunga solo burocrazia inutile, aumentando i costi per i comuni coinvolti senza apportare reali benefici.

Una delle principali preoccupazioni di Coldiretti è la gestione dei cinghiali. Prima dell'istituzione del Parco, era possibile effettuare interventi di contenimento per limitare i danni che questi animali causano all'agricoltura. Ora, con la nuova burocrazia legata all'area protetta, queste misure sono sospese, aggravando il problema per gli agricoltori locali, che segnalano danni alle colture e un aumento del rischio di incidenti stradali causati dagli animali.

Coldiretti accusa la Città Metropolitana di non avere le risorse e il personale necessario per gestire efficacemente il nuovo Parco, e suggerisce invece un piano più pragmatico che coinvolga direttamente le aziende agricole locali in iniziative di sviluppo sostenibile e gestione ambientale. Secondo loro, il Parco non risolve i problemi reali e rappresenta solo un feticcio politico senza una strategia chiara​

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