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11 Agosto 2024 - 08:00
Le scuole rischiano la chiusura perché non hanno un numero sufficiente di alunni
Anche per l’anno scolastico 2025-2026 l’amministrazione di Cuorgnè intende mantenere in funzione le scuole primarie di Salto e Priacco ed ha inviato la relativa richiesta alla Città Metropolitana, che a sua volta la inoltrerà alla Regione.
La delibera è stata assunta dal consiglio, mercoledì 31 luglio, con il voto favorevole della maggioranza e di due dei tre gruppi di opposizione ma non con quello di “Cuorgnè C’è”: Pieruccini e Perotti si sono infatti astenuti perché, sebbene d’accordo nel merito, contestano la scelta di portare il provvedimento in consiglio.
Nessuno dei due plessi raggiunge il limite minimo dei 35 alunni richiesti dalla legge: i calcoli effettuati dalla dirigenza scolastica parlano di 32 bambini a Salto e di 27 a Priacco ma il Comune è classificato come "montano" e può quindi usufruire delle deroghe previste a livello regionale purché ne faccia richiesta. Fino a due anni fa la procedura era semplice: bastava una delibera di giunta. Nel 2023 però le regole erano cambiate: all’ultimo momento e a ridosso del Ferragosto si era saputo che la decisione doveva passare attraverso il consiglio. Quest’anno Città Metropolitana ha fatto ancor meglio: non ha precisato in quale sede si dovesse deliberare! “Si sono mantenuti sul generico – ha spiegato la Cresto – parlando solo di delibera del Comune. Abbiamo preferito non rischiare affidandoci all’organo più alto”.
La scuola primaria di Salto
Proprio su questa decisione si è sviluppata una lunga discussione. “E’ la giunta l’organo esecutivo – ha sostenuto Pieruccini – e possiede tutti gli elementi per una corretta valutazione. Visto che il provvedimento comporta un impegno di spesa, se un domani ci venisse contestato il danno erariale, potremmo essere chiamati tutti a risponderne”.
Sorpresa, il sindaco ha replicato: “La giunta non ha nessun elemento in più rispetto a quelli che avete voi. Certo potremmo non decidere nulla così le due scuole verrebbero chiuse e ci ritroveremmo a dover spostare anche le classi già esistenti. Oltre ai disagi per alunni e famiglie, non sapremmo nemmeno dove sistemare i bambini perché la “Aldo Peno” del capoluogo non avrebbe abbastanza spazio. Sento spesso da parte vostre lamentare che il consiglio dovrebbe essere maggiormente coinvolto nelle decisioni e poi, quando avviene, vi tirate indietro! Qui non ci si vuol prendere delle responsabilità: cosa legittima ma il rischio di chiusura per noi è più importante di ogni altra valutazione”.
Pieruccini ha anche espresso dei dubbi sui motivi per cui gli alunni diminuiscono: “E’ la prima volta che dobbiamo chiedere la deroga anche per Salto: finora era necessaria solo per Priacco. Non credo che tutto dipenda dal calo delle nascite, occorre riflettere sui motivi per i quali i genitori non iscrivono più i figli in queste scuole: bisognerebbe promuovere delle attività che attraggano”.
La prima cittadina ha ribattuto seccata: “Stai facendo fare una pessima figura alle nostre scuole! I due plessi partecipano a tantissime iniziative sia del Comune che esterne. I numeri preoccupano lì come nella Primaria del capoluogo: il fatto è che non si fanno più figli”. L’assessore Troglia ha chiesto quali fossero a parere del consigliere i motivi delle mancate iscrizioni ma la risposta è stata vaga: “Non è semplice individuarli”.
La scelta di <Cuorgnè C’è> non è stata condivisa dal resto delle opposizioni, che hanno invece votato a favore. Pianasso de <Il cambiamento che aspettavi> ha dichiarato: “Porto testimonianza diretta del buon funzionamento di quelle due scuole e condivido pienamente ciò che sta dicendo l’amministrazione: il rischio che si correrebbe con una delibera di giunta giustifica la scelta di portare la decisione in consiglio. Il possibile danno erariale riguarda tutte le deliberazioni ma in questo caso non siamo noi a decidere, ci limitiamo ad avanzare una richiesta”.
Armanni ha sottolineato il fatto che le due scuole usufruiscono della deroga grazie alla qualifica di Cuorgnè come <comune montano>: “Conserviamocela stretta questa classificazione, serve anche per tenere aperto il Pronto Soccorso”.
L’altro consigliere dei “Moderati e Indipendenti” Davide Trettene ha scherzato: “Propongo di chiudere i social per sei mesi e le nascite si incrementeranno!”.
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