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Ivrea

Aggressione del giornalista Joly de La Stampa: le reazioni

Ecco cosa dicono Beiletti, Chiantore e Cantoni

Andrea Joly

Andrea Joly

Grande incredulità per qualcuno ma non per tutti di fronte alla notizia che tra i "quattro" di CasaPound responsabili del brutale pestaggio del giornalista de La Stampa, Andrea Joly, avvenuto sabato scorso c'è anche l'eporediese Igor Bosonin.  

Candidato alle elezioni comunali dello scorso anno con la Lega in appoggio al candidato a sindaco Andrea Cantoni, nel 2018 s'era candidato a sindaco proprio sotto l'insegna di Casapound, poi s'erano perse le tracce. Era ritornato alla ribalta delle cronache come presidente del Comitato 10 febbraio (un'associazione legata ai parenti degli esuli istriano dalmati) che per due anni consecutivi ha scatenato un intenso dibattito in città in occasione di "Una rosa per Norma Cossetto" e della "Giornata del ricordo": nel 2023 per il patrocinio concessogli dall'Amministrazione di centrosinistra appena stanziata e nel 2024 per il patrocinio negato.

"Un patrocinio negato - ricorda il sindaco Matteo Chiantore - proprio per le polemiche scatenatesi tra lui e l'Anpi qualche mese prima. Quel nostro rifiuto produsse un question time da parte dell'onorevole Giglio Vigna e fummo chiamati a dare spiegazioni al Prefetto. Noi rispondemmo dichiarando la nostra adesione ai valori dell'Anpi. Tutto qui... Per il resto sono e resto un garantista... ma se le accuse si dimostrassero vere....".

Più o meno dello stesso tenore il capogruppo in consiglio comunale Andrea Cantoni dei Fratelli d'Italia

"Quanto accaduto a Torino -  ci dice -  mi ha turbato profondamente e condivido pienamente la ferma condanna del Presidente Meloni nei confronti degli aggressori di Andrea Joly. Ancora più grave, però, è sapere che dietro questo crimine possano esserci stati degli esponenti politici. Per formazione sono molto cauto nel commentare casi di cronaca giudiziaria ma il presunto coinvolgimento di Igor Bosonin, almeno sul piano politico, è di una gravità assoluta. Simili azioni non devono essere nemmeno concepite e, senza entrare nel merito di scelte politiche interne a partiti alleati, bene ha fatto la Lega a procedere con il ritiro della tessera. La violenza fisica non ha nulla a che vedere con il confronto democratico che, legittimamente, può sfociare nello scontro, sempre però sul piano dialettico. In tal senso, infatti, ho presentato con i colleghi Garino, Piccoli e Noascone un ordine del giorno contro la violenza in politica e a sostegno di Donald Trump, recentemente vittima di un criminale attentato.
Da fervente garantista quale sono non auguro ad alcuno la gogna o processi sommari, ma simili eventi non sono accettabili sotto alcun profilo, da qualsiasi parte politica arrivino...".

Nient'affatto sorpreso il presidente dell'Anpi Mario Beiletti.

"Da sempre - ci dice - abbiamo stigmatizzato quel che fa, dice e pensa Bosonin, a partire dalla celebrazioni di Norma Cossetto. In passato ho avuto con lui, sui giornali, un vivace dibattito e questa malefatta non mi stupisce per niente. Aldilà di Bosonin è superfluo dire che condanniamo questa paccottiglia... C'è in loro una grande ignoranza sui fatti del passato...".

Bosonin comunque si difende

"In merito ai fatti accaduti sabato scorso all'Asso di Bastoni - ha dichiarato il militante - al momento preferisco non rilasciare dichiarazioni essendo in corso le indagini. Sono fiducioso che le autorità sapranno ricostruire i fatti nel modo corretto e mi riservo di fornire spiegazioni sulla mia posizione, qualora si rivelerà necessario, al magistrato inquirente. Sono molto sereno e spero come tutti che venga fatta assoluta chiarezza nel minor tempo possibile".

E come campane ancora rimbombano nella testa quel che di lui disse, l'onorevole Alessandro Giglio Vigna solo alcuni mesi fa.

"Igor - dichiarava all'epoca Giglio Vignaè una persona impegnata nel sociale, con esperienza amministrativa, padre di famiglia, gran lavoratore e un militante di cui la Lega di Ivrea è orgogliosa ...".

Tra il 2019 e il 2024 Igor Bosonin è stato anche consigliere comunale a Traversella, in Valchiusella dove si era candidato a sindaco con CasaPound. Molte le battaglie dai banchi dell'opposizione. L'ultima era stata quella per dedicare una Targa a Norma Cossetto, vittima delle Foibe. Il consigliere comunale era riuscito a far approvare, all’unanimità, la mozione per la realizzazione della targa commemorativa.

Bosonin con l'allora sindaca di Traversella Renza Colombatto

Alle ultime elezioni amministrative, quelle del 9 e 10 giugno 2024, Igor Bosonin si è candidato a sindaco nel comune di Vialfrè in Canavese  con la lista "Squadra Canavese Vialfrè Furtura", una delle civiche schierate dalla Lega.

LE INDAGINI

Questa mattina gli uomini della Digos, guidati dal dirigente Carlo Ambra, hanno perquisito le abitazioni dei quattro e il circolo Asso di Bastoni, in via Cellini, nel quartiere San Salvario.

Alla fine dell'attività sono stati sequestrati gli indumenti che avevano indosso i presunti aggressori quando Joly è stato malmenato. In particolare la polizia ha portato via delle magliette. Gli abiti avrebbero permesso agli investigatori, coordinati dal pm Paolo Scafi, di identificare i componenti del gruppo, ripresi dai video dello stesso giornalista, dei residenti e dalle telecamere della zona.

I quattro sono ora accusati di lesioni personali aggravate dai futili motivi, dal numero di persone e dall'avere agito per commettere il reato di violenza privata.Gli accertamenti non hanno riguardato altre circostanze e dentro il pub non è stato trovato nulla di utile alle indagini.

Ecco chi sono gli altri indagati

Euclide Rigato, 45 anni, residente a Beinasco, è un tassista di professione e ex consigliere comunale di Varisella. Figura attiva nei comitati antispaccio legati a CasaPound, Rigato ha partecipato all'aggressione di Joly. Sebbene la sua carriera politica non sia particolarmente brillante (alle amministrative del 2016 ottenne solo 14 preferenze), è ben conosciuto per il suo impegno nel movimento. La sua partecipazione all'attacco contro il giornalista lo ha portato sotto i riflettori delle indagini.

Maurizio Galiano, 53 anni, soprannominato "Maurizione", è un tecnico ferroviere. Con un fisico possente ma non atletico, Galiano è stato immortalato in diverse foto compromettenti, tra cui una con una mannaia in pugno. Anche lui, come Rigato, è stato coinvolto nel pestaggio e riconosciuto attraverso i filmati esaminati dagli investigatori.

Marco Berra, 35 anni, di Cuneo, chiude il quartetto. Berra, che nelle amministrative del 2016 ottenne una sola preferenza con la lista di CasaPound, è accusato insieme agli altri di violenza privata e lesioni aggravate. Nonostante il suo scarso successo elettorale, è un volto noto nell'ambiente neofascista piemontese.

Rigato, Galiano e Bosonin sono difesi dall'avvocato Luigi Vatta, mentre Berra è assistito da Giulio Magliano. La comunità locale attende con ansia gli sviluppi del caso, mentre le autorità continuano a monitorare attentamente i movimenti dei gruppi neofascisti nella regione.

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