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Il caso

Crisi alla casa di riposo in collina, il sindaco rompe il silenzio: "Stiamo lavorando per risolvere i problemi"

L'amministrazione comunale interviene dopo le proteste dei famigliari degli anziani ospiti e dopo il fuggi-fuggi del personale

Casalborgone

Sono 73 gli ospiti della casa di riposo Rippa Peracca di Casalborgone

Stiamo lavorando per stabilizzare la crisi”.  A parlare è il sindaco di Casalborgone Francesco Cavallero. 

A tenere banco, nel paese collinare, è la situazione della casa di riposo “Rippa Peracca”. 

Dopo la protesta pubblica di un gruppo di parenti degli anziani ospiti della residenza sanitaria assistenziale - che ha portato dal 1° luglio ad un lieve cambiamento delle regole per le visite - è giunto infatti lo sfogo del personale della casa di riposo.

L'ingresso della casa di riposo Rippa Peracca di Casalborgone

Non ce la facciamo più. Negli ultimi mesi molti operatori se ne sono andati: la carenza del personale è evidente”.

E’ il grido d’allarme degli operatori della struttura, che conta 73 ospiti molti dei quali non autosufficienti, affidato ad una “lettera ai giornali”.

Nella lettera gli operatori denunciano la situazione che si è venuta a creare nella casa di riposo gestita da una fondazione il cui presidente è il parroco del paese, don Beppe Accurso. 

Le lamentele dei parenti degli ospiti della struttura sono invece concentrate in primis sul fatto che la casa di riposo pare non essersi mai allontanata in questi mesi da quella condizione che ricorda i giorni più bui della pandemia. 

“Le visite sono limitate a finestre temporali strettissime, e dobbiamo prenotarle con un anticipo impossibile da rispettare. È come se la pandemia, qui, non fosse mai finita”.

Dal 1 luglio, però - dopo le proteste pubbliche -, qualcosa è cambiato: la struttura è tornata alla gestione degli ingressi normali, dalle 8 alle 20. 

Delle criticità della residenza sanitaria di Casalborgone sarebbero state investite, nelle scorse settimane, oltre alla direzione, sia il Comune che l’Asl To 4. 

Il sindaco di Casalborgone Francesco Cavallero sarebbe stato contattato più volte dai parenti, ma si è sempre dichiarato impotente. Fino ad oggi, almeno.

Francesco Cavallero sindaco di Casalborgone

Con una decisa presa di posizione, infatti, l’amministrazione comunale s’è decisa ad intervenire e a rompere il silenzio.

Stiamo seguendo con attenzione l’evoluzione dello stato di agitazione della Casa di Riposo Rippa Peracca - spiega il sindaco Cavallero -. Occorre innanzitutto ricordare che si tratta di una struttura privata, non comunale, ma il Comune ha un suo coinvolgimento sia perché è l’azienda più grande del paese sia perché da statuto prevede due membri nel consiglio di amministrazione scelti dall’Amministrazione fra nominativi indicati dalla Curia”.

Appena abbiamo avuto notizia del precipitare della situazione - prosegue il primo cittadino, replicando quindi alle accuse di eccessiva leggerezza mostrata sino ad ora -, abbiamo incontrato i membri del Consiglio di nostra nomina il 19 giugno 2024, tre giorni dopo il primo incontro avvenuto fra i rappresentanti della struttura e la Prefettura. Loro, oltre a ragguagliarci sulla situazione, stanno lavorando alacremente per trovare soluzioni alla carenza di personale e alla demotivazione degli operatori in servizio: nel mese di luglio, ci hanno riferito, dovrebbero entrare in servizio delle nuove figure che dovrebbe almeno nell’immediato portare sollievo alla pianta organica”

“Credo che il ruolo dell’Amministrazione, in questa fase, debba essere quello di supportare ogni tentativo di stabilizzare la crisi, nell’interesse degli ospiti e della comunità, chiederemo alla prefettura  di essere presenti al tavolo di crisi - conclude Cavallero -. Nei prossimi giorni fisseremo un incontro con il consiglio di amministrazione per verificare l’efficacia delle prime azioni intraprese. Non possiamo però nascondere il fatto che, dalle voci dei parenti degli ospiti e del personale in servizio, venga costantemente rimarcato un problema di governance, che trova i suoi punti più critici nel rapporto con il personale e nella gestione degli ospiti. Stabilizzata la crisi, sarà importante che la Fondazione affronti con decisione le criticità, nell’interesse proprio, della comunità e di rispetto della propria mission assistenziale”.

Insomma, la strada è ancora lunga ed è appena iniziata.

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