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Ivrea
19 Giugno 2024 - 15:07
Nella foto: Fiorella Pacetti, Nella Franco, Erna Restivo e Andrea Cantoni
Strappo "politico" ieri sera, in consiglio comunale, sulla mozione presentata dalla maggioranza per il riconoscimento dei diritti delle famiglie omogenitoriali. Dopo aver chiesto la discussione "a porte chiuse", e ottenuto dal presidente Luca Spitale una sospensione per un confronto dei capigruppo sul da farsi, i consiglieri comunali di centrodestra Andrea Cantoni e Gabriele Garino hanno abbandonato l'aula in segno di protesta.
Il documento, poi approvato con tanto di applauso finale, è nato dalla necessità di esprimere solidarietà a due donne, nonché madri, che volevano riconoscere all'anagrafe la propria figlia. Si sono presentate in Municipio e l'impiegato ha detto "no". Ha respinto suo malgrado la richiesta agendo nel rispetto delle norme.
Loro sono Mariaines Townsend, titolare della libreria Azami di via Arduino, e Benedetta Mazzuchetti Magnani, che ha dato alla luce una meravigliosa bambina attraverso la fecondazione assistita.
Succedeva il 27 maggio scorso e subito dopo le due mamme decidevano di raccontare sui social quel che era loro successo.
Chiamiamolo sfogo. Voglia di urlare al mondo un’ingiustizia. Desiderio di fare polemica e prendere a calci tutto. Felicità negata. Chiamiamola come più ci piace.
Da qui la decisione della consigliera comunale Fiorella Pacetti (prima firmataria) di sollevare un dibattito pubblico per il riconoscimento dei diritti delle famiglie omogenitoriali e di scrivere un testo insieme a Erna Restivo di Laboratorio Civico poi firmato da altri consiglieri comunali (Vanessa Vidano di Viviamo Ivrea, Erna Restivo e Andrea Gaudino di Laboratorio Civico, Barbara Manucci del Pd).
Pacetti chiede una normativa che permetta il riconoscimento anagrafico dei figli delle coppie omogenitoriali, il matrimonio egualitario con accesso alle adozioni, e la possibilità per le coppie omogenitoriali di accedere alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) senza dover andare all’estero. Infine, e non in ultima, come promesso, il riconoscimento del genitore intenzionale al momento della dichiarazione di nascita.
"Con tutto il dovuto rispetto su una tematica importante" - ha preso la parola Andrea Cantoni - "Non ho problemi ad anticipare la nostra contrarietà. Riteniamo che tra i diritti del bambino ci sia anche quello di un padre...".
E poi Cantoni ha ricordato che qualche tempo fa "a tutela delle persone" e in riferimento a una famiglia che chiedeva una nuova abitazione più consona alla propria figlia portatrice di handicap si era deciso di discutere a porte chiuse.
"Mi vien da pensare" - ha stigmatizzato - "che questa giunta voglia usare le porte chiuse per nascondere i problemi. E le porte aperte per le questioni ideologiche...".
A nulla sono servite le difese di Spitale e il tentativo di fargli cambiare idea.
"Ci sono questioni" - ha messo le mani avanti - "che ledono la dignità delle persone e limitano il consigliere nel poter esprimere in maniera libera il proprio pensiero. Su questo argomento non ho ravveduto alcun pericolo..."
Più convincente Erna Restivo.
"Il parallelismo tra l’interpellanza su quella famiglia e questa mozione non sta in piedi..." - è intervenuta nel dibattito, ma Cantoni era già uscito - "Lì si parlava del caso specifico di una famiglia. Si entrava nella loro casa e nei gradini della loro casa. Qui la miccia è un evento particolare ma riguarda i diritti delle persone in tutto il territorio italiano e non solo le due persone che ci hanno dato uno stimolo in questo senso e che ringrazio per ciò che hanno fatto..."
E poi sempre Restivo sul diritto dei bambini ad avere un padre e una madre.
"Un'affermazione carica di pregiudizi. Una cultura patriarcale che mi piacerebbe riuscissimo ad abbandonare. Faccio la psicologa e gli studi che conosco lo dicono chiaramente: ciò di cui ha bisogno un bambino è il diritto ad essere educato, protetto e cresciuto da persone amorevoli. Non c’è nessuno studio che dice che un padre e una madre vanno meglio di due padri o di due madri. Uno stereotipo che non si può più accettare nel 2024... Basta una legge per cancellare ogni tipo di difficoltà. È ignobile che non si lavori in questo senso..."
Decisamente dura Nella Franco. "Questo atteggiamento" - ha inforcato - "esprime mancanza di maturità e soprattutto la non voglia di confrontarsi con temi che sono attuali e fondamentali. Ci sono solo tre stati europei a non applicare le direttive europee per propaganda politica. Mi sembra assurdo. Un bambino non guarda in faccia i genitori, ha bisogno di cibo e amore e non si preoccupa di chi gli fornisce queste cose. L’amore è al primo posto. Ben vengano le famiglie omogenitoriali. Ben venga la fecondazione assistita..."
Quel che farà adesso l'Amministrazione comunale lo ha spiegato bene il sindaco. Solleciterà la Regione Piemonteattraverso il consigliere regionale Alberto Avetta e il Parlamento attraverso l'onorevole Mauro Berruto.
"Ho anche predisposto una lettera sottoscritta dai sindaci di Settimo Torinese e Chivasso da inviare all'Anci affinché si faccia portavoce di tutto questo..." ha spiegato Matteo Chiantore che poi si è peraltro anche giustificato di fronte a chi avrebbe preteso un atteggiamento più belligerante.
"Non mi piace l’idea che io registro lo stesso" - si è difeso - "Non siamo in attesa di un orientamento della giurisprudenza. L’orientamento c'è ed è costante nell’annullare tutte le registrazioni. Posso valutare e valuterò la strada intrapresa a Udine. Registrare con una nota ma solo in presenza di un ricorso depositato presso il tribunale dei minori e con un’udienza già fissata..."
E dopo l'ampio dibattito il consigliere comunale Massimiliano De Stefano ha chiesto e ottenuto ("Perché la condivido totalmente...") di poter esser anche lui uno dei presentatori della mozione (l'Opposizione sui terreni ideologici è sempre più spaccata...), l'assessora Gabriella Colosso ha annunciato per quest'autunno un convegno con avvocati, psicologi, famiglie, associazioni, finanche la Procuratrice di Ivrea.
Tornando a Pacetti, nel suo intervento, non solo ha sottolineato la necessità di colmare il vuoto legislativo attuale con un appello accorato al rispetto dei diritti fondamentali dei bambini nati da coppie dello stesso sesso, ma ha anche richiamato l’articolo 2 della Costituzione Italiana a tutela dei diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali. Ha aggiunto che la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia del 1989 garantisce la non discriminazione e la salvaguardia dei minori.
"Tutti gli Stati dell’Unione Europea" - ha detto e scritto Pacetti - "con esclusione della Polonia, dell’Ungheria e dell’Italia, riconoscono i figli e le figlie di coppie omogenitoriali alla nascita, senza dover affrontare lunghe battaglie per ottenere la trascrizione di certificati esteri o la stepchild adoption, cioè l’adozione del figlio del partner. In Italia esiste un evidente vuoto legislativo che crea una situazione di discriminazione inaccettabile che deve essere sanata con urgenza..."
E poi ancora: "Nel marzo 2023, il Commissario europeo della Giustizia Didier Reynders ha affermato che: i Paesi dell’Unione europea devono riconoscere ai minori con genitori dello stesso sesso lo status giuridico di figli, in modo da garantire loro una serie di diritti in tutta l’Unione Europea."
Nel documento si fa anche riferimento al manifesto di "Le Città per i Diritti" contro ogni forma di discriminazione basata su orientamento sessuale e identità di genere e sottoscritto da sindaci e amministratori, nel corso di un’assemblea tenutasi a Torino il 12 maggio 2023.

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