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Ivrea

Due mamme e una bambina: è già battaglia? Colosso: "Zaccanti fuori dal radar!"

Assessora a muso duro sui diritti delle famiglie arcobaleno

L'assessora Gabriella Colosso e Patrizia Zaccanti

L'assessora Gabriella Colosso e Patrizia Zaccanti

Ivrea, città del dibattito e delle ideologie. Se la stragrande maggioranza dei cittadini, di fronte al diniego degli uffici comunali alla registrazione della mamma intenzionale di una bambina nata con la fecondazione assistita, si è schierata dalla parte dei diritti civili, c’è chi dice “No” alla famiglia “arcobaleno”.

È Cristina Zaccanti. S'era fatta sentire - e anche tanto - un anno fa, durante la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale. Torna a far la voce grossa oggi, come candidata alle europee nella lista “Libertà” per il “Popolo della Famiglia”.

“Contesto - stigmatizza in un comunicato stampa diffuso a piene mani - la prepotenza ideologica di chi tenta di imporre la negazione della verità oggettiva che ci viene indicata dalla ragione e dalla legge di natura, oltre ad essere tutelata dalla Costituzione. Mentre i nostri amministratori di maggioranza, in linea con il partito di appartenenza, cavalcano gli stereotipi gender a caccia di facili consensi, il Popolo della Famiglia reagisce e dissente. La narrativa del pensiero unico racconta una menzogna con la pretesa di imporla. Si comincia con il neo-linguaggio, si denigrano i dissenzienti, li si emargina e li si mette alla gogna.”

Parole estremamente dure sulla libertà degli altri che un po’ ci riportano al medioevo. Si aggiungono una lunga serie di elucubrazioni al limite del surreale.

“Sono passati circa 10 anni - aggiunge - da quando tentarono di intimidirmi perché avevo denunciato le linee guida dello Standard per l’Educazione Sessuale imposte dall’Europa e finalizzate alla sessualizzazione precoce dei bambini. Ma i nodi vengono al pettine e la verità si fa strada, inesorabilmente, mettendo in luce le mistificazioni e gli opportunistici interessi e profitti sottesi al mercato della vita. Nel caso specifico delle due signore che pretendono di essere entrambe madri si coniano nuovi sintagmi, “madre intenzionale” e “madre biologica”. Ma l’inganno sussiste a monte: la natura prevede ancora un padre, quel padre di cui un bambino, oggetto del desiderio, è privato”.

“Ricordo – prosegue Zaccantiche Ivrea deve la sua storia non solo agli Olivetti, ma anche ad altri patroni, martiri e vescovi eccelsi, che hanno testimoniato la verità cattolica che, piaccia o non piaccia, è anche quella della natura…”.

Ivrea, la città di San Savino e del Beato Varmondo.

“Quando il nostro partito - passa e chiude - arriverà al parlamento europeo denuncerà le menzogne di chi pretende di imporre l’aborto come diritto universale e nel contempo continua a mantenerci in una guerra che distrugge la nostra economia e che vuole portare i nostri ragazzi al fronte, solo per compiacere gli oligarchi della finanza di Bruxelles, signori della morte. Per ora a Ivrea difendo la verità della famiglia in cui i bambini hanno il diritto di avere una mamma e un papà che li accolgono e li curano educandoli all’amore gratuito e al sacrificio, non all’autodeterminazione e alla pretesa che ogni capriccio sia un diritto”.

Dimentica (la Zaccanti) che Ivrea è una città che dei diritti ha fatto una bandiera con una storia importante: nella battaglia per il riconoscimento delle coppie omosessuali. Una delle prime città in cui è stato istituito il Registro delle unioni civili (1998), ribadisce l’assessora con delega alle pari opportunità, Gabriella Colosso.

Appena è venuta a conoscenza delle vicissitudini delle due mamme ha preso il telefono in mano, ne ha parlato con la vicesindaca Patrizia Dal Santo e insieme hanno deciso di incontrarle.

“Agli uffici comunali - sottolinea - non possono essere fatte colpe. Non potevano agire diversamente. È la politica che deve muoversi e lo farà con una mozione in consiglio comunale…  A Zaccanti non voglio neanche controbattere. E’ fuori dal mio radar…”.

Capita tutto questo pochi giorni dalla decisione del Tribunale di Padova di dichiarare inammissibili 33 ricorsi sollevati dalla Procura contro la registrazione all’anagrafe sia della madre biologica che di quella intenzionale per bimbi concepiti all’estero con fecondazione eterologa e poi nati in Italia.

“Come donna - commenta l’assessora Gabriella Colosso - ho partecipato a tutte le battaglie femministe sul diritto di poter scegliere di abortire, di divorziare… con una mamma cattolica e credente che mi diceva “è giusta la vostra battaglia di poter scegliere, se a me succedesse non rincorrerei all’aborto, ma chi lo vuol fare deve avere la possibilità di farlo in libertà e sicurezza. Sono assessora con la delega alle pari opportunità e contro le discriminazioni di genere, non posso che essere in prima linea nella promozione dei diritti, contro ogni forma di discriminazione, per rendere Ivrea una città sempre più aperta, accogliente, inclusiva, che sappia riconoscere i diritti di tutte e di tutti…”.

In tutto questo ci sono già alcune battaglie che l’Amministrazione comunale vuole combattere.

“È maturo il tempo di dare al Paese una legge chiara per le famiglie omogenitoriali, che garantisca gli stessi diritti che sono riconosciuti dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei Diritti dell’Unione Europea e su questo la Politica e il Parlamento hanno un'importante responsabilità: rispondere al monito formulato dalla Corte costituzionale fin dal 2021 e approvare una legge che riconosca pari dignità a tutte le famiglie, visto soprattutto l’ordine sparso con cui si muovono i giudici in assenza di una legge, sembra più che mai opportuno…”.

All’incontro del prossimo Tavolo sulle pari opportunità, quello delle due mamme eporediesi, sarà un tema all’ordine del giorno, per approfondire e riflettere sul caso dal punto di vista legislativo. All’orizzonte è in programma anche un convegno.

“Tutti insieme - passa e chiude Colosso - dobbiamo rendere Ivrea una vera città dei diritti per tutte e per tutti. È un ruolo di civiltà che possiamo giocare, insieme anche ad altre amministrazioni comunali, di fronte a una politica che tende sempre di più a limitare i diritti…”

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