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Ivrea
26 Aprile 2024 - 23:28
Sulla sinistra il simbolo della nuova associazione. In basso a destra l'assessora Patrizia Dal Santo
“Nel piazzale del Meeting Point, quattro mezzi per il trasporto disabili sono fermi con le quattro frecce e con i pneumatici sgonfi ormai da mesi. Un altro si trova nel parcheggio del Valcalcino, ma è da rottamare. Un sesto è appena stato acquistato, ma nessuno lo ha ancora visto... Fino a prima del Covid, questi mezzi andavano e venivano tutti i giorni. Poi più niente....”.
Così scrivevamo nel luglio del 2023 con la speranza di risolvere un braccio di ferro che dal dicembre del 2022, con le dimissioni del presidente Hansi Cristiane Kumpfei, andava avanti senza una vera volontà di risoluzione, tra il gruppo Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) di Ivrea, rimasto senza presidente, e la sezione di Torino.
Cosa c’è di nuovo oggi? Che il nuovo mezzo, acquistato da Aism con il prezioso contributo dell’Associazione “Gruppo handicappati canavesani” coordinati da Massimo Giglio, si è finalmente materializzato domenica 21 aprile durante l’inaugurazione del nuovo centro anziani. Sulla fiancata campeggia la scritta “Via del Fortino”: l’impressione è che non verrà utilizzato a Ivrea e dintorni.
C’è che l’Aism di Ivrea ha lasciato la piccola stanzetta al Meeting point (che peraltro non era mai stata utilizzata per problemi di spazio e barriere architettoniche) e da ora in avanti avrà sede presso il Centro Anziani di corso Vercelli.
Infine, e non in ultima, c’è che 7 volontari, stufi di aspettare la decisione di Aism Torino, hanno deciso di fare da sé e si sono costituiti in associazione del terzo settore.
Si sono dati un nome: “Sclerosi Multipla Canavesana” e hanno già una sede, al civico 24 di via Samone a Banchette, in una stanza messa loro a disposizione dall’associazione dei parkinsoniani. Il presidente è Gianni Marzanati; in segreteria, Cristina Soluri.
Sabato scorso sono scesi in strada per organizzare una prima raccolta fondi e presto comincerà il tesseramento. L’obiettivo dichiarato: tornare ai livelli di un tempo con almeno 130 iscritti.
Alza le braccia al cielo il vicepresidente della nuova associazione, Manuele Perego, 60 anni.
“Andare avanti per nostro conto era l’unica cosa che ci rimaneva da fare. Con l’Aism di Torino ci abbiamo provato in tutti i modi,” ci spiega.
“Nessuno ha capito i motivi della chiusura. Hanno continuato a parlarci di problemi amministrativi con la vecchia gestione ma si è sempre pensato che la cosa potesse risolversi in pochi mesi. Questo non è successo. I volontari hanno anche fatto un corso online come ci era stato richiesto. A ottobre ci siamo dati da fare con la vendita di mele e raccolto 1.400 euro, che come s’era pattuito sarebbero dovuti servire per ricominciare con qualche attività. Sono seguiti solo silenzi, gli stessi che hanno accompagnato la nostra richiesta di poter organizzare il pranzo sociale. Ce lo siamo organizzati e pagato tutto di tasca nostra e senza contributo. Però, non avendo i mezzi, la maggior parte degli iscritti in carrozzina non sono potuti venire. Alla fine ci siamo ritrovati in una ventina, ma ai bei tempi, a Bollengo si arrivava anche a 100..”
L’ultimo tentativo di trovare una quadra risale a dicembre. Una lettera molto articolata spedita via Pec dagli eporediesi a Torino, scritta con l’aiuto di Massimo Argentieri, presidente della sezione A.N.F.I. di Ivrea. Anche per questa nessuna risposta.
Morale? Gente in lacrime che si è sentita abbandonata.
Il colmo? Un’Aism che ha ereditato tutti i mezzi ma non ha volontari e volontari in una nuova associazione ma senza mezzi.
Tra le attività che il nuovo gruppo vuole tornare a organizzare, oltre ai pranzi sociali, c’è il nuoto, la vacanza all’Isola d’Elba, visite guidate e nordic walking.
Si aggiungono i corsi, a cominciare da quello di psicologia, passando dai laboratori, tra gli altri di ceramica, un modo per trovarsi e passare qualche ora insieme. Infine la fisioterapia in un locale di via Jervis in cui l’Asl aveva messo a disposizione in comodato d’uso (ma l’accordo non è mai stato rinnovato) e Aism ci aveva messo dentro, dopo averle acquistate, 4 cyclette (motomed) computerizzate.

In via Jervis le cyclette dell'Aism
La neurologia dell’ospedale di Ivrea resta un punto di riferimento e il nuovo gruppo di Banchette continuerà a collaborare con il dottor Claudio Geda e la dottoressa Giulia De Rosa.
Perego all’Aism gestiva un pezzo della segreteria. Quando qualcuno chiedeva un servizio o un trasporto gratuito controllava la regolarità del tesseramento e poi dava il là. Gli piaceva davvero tanto farlo. Sa di essere malato di sclerosi dal lontano 1997. Nel 2007 è uscito dal mondo del lavoro e nel 2012 è entrato in Aism, un’associazione che ha amato fino a qualche tempo fa. E domani è un altro giorno.
C’è chi dice che i dissapori tra il gruppo di Ivrea e Torino siano nati con l’acquisto “non autorizzato” di alcuni cavallini di peluche (“Lallo”) presso Pagliughi da distribuire in occasione della raccolta fondi di qualche Natale fa al posto dei pannettoncini con il logo dell’Associazione, non molto graditi da alcuni commercianti, ma questa è oramai una vecchia storia, trita, ritrita e finita nel dimenticatoio.
Lo scorso anno, sulla scia delle brutte notizie pubblicate sui giornali, l’assessora al sociale Patrizia Dal Santo aveva promesso che se ne sarebbe occupata. Da quel che si evince, la situazione deve esserle sfuggita di mano.
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