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24 Aprile 2024 - 06:00
Massimiliano De Stefano. Al prossimo consiglio comunale, lancerà il guanto di sfida all’Amministrazione comunale con una mozione che potrebbe far alzare più di un sopracciglio.
Una mossa tanto audace quanto ambiziosa. È del capogruppo della lista ‘Azione Italia Viva’, Massimiliano De Stefano.
Al prossimo consiglio comunale, lancerà il guanto di sfida all’Amministrazione comunale con una mozione che potrebbe far alzare più di un sopracciglio.
De Stefano entra infatti nuovamente, e con entrambi i piedi, nel dibattito sul salario minimo, che qualche tempo fa aveva letteralmente mandato in tilt il consiglio comunale chiamato a dibattere sulla proposta di legge per un salario minimo di 9 euro l’ora e sulla raccolta firme promossa sul sito www.salariominimosubito.it, con tanto di pubblicazione del link relativo nella pagina del sito istituzionale del comune.

Tutti d’accordo, salvo i due consiglieri di Fratelli d’Italia, Andrea Cantoni e Gabriele Garino - a cui si era aggiunto Paolo Noascone - con il dito puntato sui parlamentari proponenti (di centrosinistra) e su quel link nel sito internet del Comune.
Cantoni, in quell’occasione, concluse il dibattito con un colpo di teatro, dando del ‘comunista’ a De Stefano, che poi a De Stefano quella definizione calzi più o meno a pennello è un altro paio di maniche.
Acqua passata, oggi è un altro giorno e De Stefano, in sintesi, torna alla carica chiedendo al sindaco e alla Giunta di approvare una delibera che contenga l’impegno ad indicare in tutte le procedure di gara, in coerenza con quanto previsto dal Codice degli Appalti e con quella mozione ‘che al personale impiegato nei lavori, servizi e forniture sia applicato il contratto collettivo maggiormente attinente all’attività svolta, stipulato dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative, salvo restando i trattamenti di miglior favore’.
Ma anche a verificare che i contratti indicati nelle procedure di gara prevedano un trattamento economico minimo inderogabile pari a 9 euro l’ora e a verificare, qualora gli operatori economici dichiarino, in sede di offerta, un differente contratto collettivo da essi applicato, che tale diverso contratto garantisca ai dipendenti le stesse tutele di quello indicato dalla stazione appaltante.
E poi ancora a effettuare una ricognizione di tutti i contratti in essere stipulati a partire dal 2022, verificando quelle che sono le condizioni applicate sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista normativo, quindi il rispetto dell’applicazione del contratto e delle condizioni contrattuali in maniera costante, redigendo un report ogni 6 mesi.
Infine, ad organizzare incontri con le organizzazioni sindacali per verificare che tutti i contratti in essere prevedano un trattamento economico minimo inderogabile pari a 9 euro l’ora.
A tratti una ‘missione impossibile’. Facile a dirsi, complicato da mettere in pratica.
Lo ha fatto - e De Stefano lo ricorda - il comune di Firenze, attraverso la delibera n. 97 del 19 marzo 2024.
‘Un modo, l’unico, per non farci dire che parliamo bene ma razzoliamo male’, inforca il consigliere comunale.
‘Dobbiamo intervenire strutturalmente per avviare un grande processo di modernizzazione del sistema lavorativo’, dice e scrive De Stefano.
‘È necessario che noi per primi si dia l’esempio in attesa di sviluppi a livello nazionale.’
Intanto, a Roma continua l’opera del comitato promotore e la raccolta di firme a sostegno dell’approvazione della proposta di legge Atto Camera n. 1275 a firma di diversi deputati, tra cui Richetti, Schlein, Bonelli, Magi, Evi, Silvestri, Zanella, Sottanelli, Braga, Guerra, Barzotti, Mari, D’Alessio, Scotto, Aiello, Carotenuto, Fossi, Gribaudo, Laus, Sarracino, Tucci, Grimaldi, Conte, Fratoianni, Serracchiani e Orlando.”
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