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Ivrea

I sindaci con le palle non ci sono più

Massimilino De Stefano chiede un’ordinanza. Renato Cambursano racconta come andò il 13 aprile di 35 anni fa

Traffico in tilt a Ivrea

Traffico in tilt a Ivrea

Camion da tutte le parti e a tutte le ore del giorno. Traffico in tilt di mattina, di pomeriggio e a volte anche di sera. E’ normale che capiti tutto questo con l’uscita obbligatoria, causa lavori, sulla bretella autostradale Santhià Ivrea. 

Escono e non sanno più da che parte rigirarsi. Sterzano di qua e di là tra vicoli e strade strette. S’infilano nei centri storici, spaccano marciapiedi, tirano giù i balconi e, alcuni di loro, con il “tom-tom” fisso su Aosta, finiscono anche a Ivrea. 

Sotto le rosse torri le strade sono congestionate a tutte le ore, con lunghi tempi di attesa agli incroci.

“Non se ne può più. E non abbiamo ancora visto tutto! Con i lavori per l’ampliamento del tunnel e i numerosi cantieri previsti, sarà anche peggio di così...” commentava l’altro giorno il consigliere comunale Massimiliano De Stefano con lo sguardo rivolto all’ennesimo camionista impacciato. 

“Il sindaco dovrebbe fare un’ordinanza di divieto di accesso in città...”, aggiungeva.

A tratti una cosa buttata lì. Un’esternazione come se ne sentono e se ne fanno tante.

Poi, d’un tratto, ecco che riaffiora un ricordo di tanti anni fa. Di quando, nel 1989, l’allora sindaco di Chivasso Renato Cambursano, stufo dei tanti camion che imperversavano per le strade della sua città, con più o meno le stesse motivazioni di oggi per l’eporediese, si alzò una mattina e firmò un’ordinanza...

IN FOTO l’ex sindaco di Chivasso e ex parlamentare Renato Cambursano. L’ordinanza che vieta l’accesso ai Tir a Chivasso è ancora in vigore dopo 35 anni

IN FOTO l’ex sindaco di Chivasso e ex parlamentare Renato Cambursano. L’ordinanza che vieta l’accesso ai Tir a Chivasso è ancora in vigore dopo 35 anni

“Me lo ricordo bene - ci dice - La motivai molto bene per una questione di salute e incolumità pubblica. La firmai il 13 aprile ed entrò in vigore qualche giorno dopo, giusto il tempo di piazzare la cartellonistica orizzontale e verticale, quindi informare gli Enti superiori della decisione presa...”.

Incredibile ma vero proprio oggi ricorrono i 35 anni. Ancora più incredibile, ma altrettanto vero, quell’ordinanza è in vigore ancora oggi.

“Il divieto riguardava i mezzi con una porta superiore ai 25 quintali lordi - ricorda Csambursano - Il giorno x, con l’aiuto dei vigili urbani, bloccammo qualcosa come 400 mezzi pensanti e molti li sequestrammo. Mi piovvero addosso una quarantina di denunce per abuso di potere ma andarono tutte a vuoto...”.

E non era finita qui. Pochi giorni dopo arriva un telegramma.

“Era il 6 giugno. Me lo ricordo come se fosse oggi. Portava la firma del Ministro ai lavori pubblici Giovanni Prandini. Mi aveva convocato a Roma per chiedermi di ritirare quel provvedimento. A Roma ci andai e gli dissi di no....”.

Cosa successe dopo è noto. 

“Ci fu una conferenza dei servizi per l’ampliamento dell’autostrada Torino Milano in cui si decise anche lo spostamento della barriera autostradale e del pedaggio da Torino a Rondissone liberando la viabilità da Rondissone a Torino... Insomma avevamo vinto. Solo qualche anno più tardi arrivò anche una bretella tra Chivasso e la collina, ma fu in seguito alla caduta del ponte....”.

Sulle differenze tra oggi e 35 anni fa Cambursano non ha un dubbio che sia uno....

“Bisogna avere le palle, cosa che i sindaci di oggi non hanno...!”.

Chiamiamolo messaggio subliminale all’indirizzo dei tanti che da mesi si lamentano dicendosi “inermi”, salvo poi sperare, a settimane, mesi e anni alterni, qualche investimento. Oggi il peduncolino, ieri la liberalizzazione dell’autostrada, qualche anno fa il traforo di Montenavale.

Parole, parole, parole, soltanto parole ma non sono parole d’amore... 

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