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Attualià
09 Aprile 2024 - 12:00
Paolo Bodoni con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
C'è amarezza nelle parole del primo cittadino Paolo Bodoni costretto ancora una volta a confrontarsi con titoli di giornali che trascinano il nome del paese da lui amministrato in tutta Italia per un fatto negativo.
Dopo la strage ferroviaria del 31 agosto 2023 e la morte dei cinque operai travolti da un treno mentre lavoravano lungo i binari della stazione di Brandizzo, ora è la 'Ndrangheta a far parlare di questo centro di ottomila abitanti, prima avanguardia del Canavese a meno di 20 chilometri da Torino.
Tra due mesi appena Bodoni, che in paese è anche medico di famiglia, non sarà più sindaco, ha scelto di non ricandidarsi. Questi cinque anni per lui sono stati pesantissimi e ha deciso di concentrare le sue energie sul lavoro e sulla famiglia.
"Sentir viaggiare ancora una volta il nome di Brandizzo per tutta Italia per un fatto negativo, mi fa molto male - commenta Bodoni riferendosi agli esiti dell'operazione Echidna compiuta dall'antimafia -. Questa consiliatura non poteva finire peggio. Sono dispiaciuto, però posso dire che l'amministrazione comunale ha sempre operato in trasparenza, legalità e onestà. La macchina comunale è sempre stata lontana da dinamiche di tipo malavitoso. L'inchiesta della magistratura ha portato all'arresto di alcune persone per associazione a delinquere di stampo mafioso. Si parla di 'Ndrangheta. Un fenomeno che però credo essere lontano dal nostro tessuto sociale. Brandizzo è sana. Brandizzo non è mafiosa. I brandizzesi sono brave persone e da sindaco di sento di difendere questa comunità".
Da medico, poi aggiunge: "Conosco bene sia Giuseppe e Claudio Pasqua (arrestati per associazione mafiosa, Ndr) sono miei assistiti. Come persone, non posso che parlarne bene. Per tutto il resto lascio che la magistratura faccia il proprio corso".
Lei era anche al fianco del sindaco Roberto Buscaglia come assessore al Welfare, che anni sono stati?
"Anche con Buscaglia posso certificare la trasparenza e l'onestà dell'amministrazione comunale. Non abbiamo mai subito pressioni o ricevuto richieste strane. E poi è un fatto che non ci sia alcun coinvolgimento con i fatti oggetto di indagine. Da sindaco aggiungo che non sono mai neppure stato contattato dal Prefetto o dalle forze dell'ordine. Non ho mai ricevuto informative. Anche la nostra comandante della Polizia Municipale, Maria Rita Parola, non sapeva nulla. Quando ha letto le prime notizie mi ha subito chiamato. Siamo entrambi caduti dal però".
Dell'inchiesta come l'avete saputo?
"Come tutti: dai giornali. Ripeto, non c'era alcun sentore. Di nulla".
Tra due mesi Brandizzo andrà al voto. Ai candidati a sindaco cosa si sente di dire?
"Dico di continuare a governare come ho fatto io: con buonsenso e secondo la legge. Chi prenderà la fascia dovrà continuare ad amministrare con trasparenza, legalità e onestà. Com'è sempre stato qui a Brandizzo a prescindere dalle forze politiche che si sono alternate a Palazzo".
MONICA DURANTE
Monica Durante, avvocato e candidata a sindaco di "Brandizzo Con", si dice preoccupata, ma le idee le ha ben chiare.

Monica Durante, candidata a sindaco di "Brandizzo Con"
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Roberta Favini, candidata di "Brandizzo Civici"
RINO SINOPOLI
Rino Sinopoli, del Movimento 5 Stelle e alla guida di una lista Civica che si presenterà alle prossime elezioni, è un fiume in piena: "C'è scarsa considerazione del fenomeno mafioso anche da parte della cittadinanza. Molti, purtroppo, tendono a sminuire un fenomeno che invece è ben evidente. Anche se non si manifesta direttamente in paese, quello mafioso è un fenomeno che ha ripercussioni sulla vita di tutti. Questo è ancora più evidente quando si parla di grandi opere. Si capisce perché la politica spesso risulta favorevole a opere chiaramente inutili. Ci sono scelte che non si può far finta di non vedere, di non sapere. Lo stato spesso è assente come dimostrano i fatti di cronaca nazionali. La mafia è un male nazionale che bisogna estirpare. E questo non può succedere all'improvviso, ma bisogna agire un passo alla volta. La mafia va estirpata un passo per volta".

RINO SINOPOLI CON PINO MASCIARI, SIMBOLO DELLA LOTTA ALLE MAFIE

Alessandro Barbera de "La Nuova Decimum"
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