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Attualià

Parla il sindaco: "La 'Ndrangheta? Non riguarda il paese: Brandizzo è sana"

Sulla questione Legalità abbiamo intervistato anche i candidati a sindaco che l'8 e il 9 giugno si sfideranno alle urne

Paolo Bodoni con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Paolo Bodoni con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

C'è amarezza nelle parole del primo cittadino Paolo Bodoni costretto ancora una volta a confrontarsi con titoli di giornali che trascinano il nome del paese da lui amministrato in tutta Italia per un fatto negativo.

Dopo la strage ferroviaria del 31 agosto 2023 e la morte dei cinque operai travolti da un treno mentre lavoravano lungo i binari della stazione di Brandizzo, ora è la 'Ndrangheta a far parlare di questo centro di ottomila abitanti, prima avanguardia del Canavese a meno di 20 chilometri da Torino. 

Tra due mesi appena Bodoni, che in paese è anche medico di famiglia, non sarà più sindaco, ha scelto di non ricandidarsi. Questi cinque anni per lui sono stati pesantissimi e ha deciso di concentrare le sue energie sul lavoro e sulla famiglia.

"Sentir viaggiare ancora una volta il nome di Brandizzo per tutta Italia per un fatto negativo, mi fa molto male - commenta Bodoni riferendosi agli esiti dell'operazione Echidna compiuta dall'antimafia -. Questa consiliatura non poteva finire peggio. Sono dispiaciuto, però posso dire che l'amministrazione comunale ha sempre operato in trasparenza, legalità e onestà. La macchina comunale è sempre stata lontana da dinamiche di tipo malavitoso. L'inchiesta della magistratura ha portato all'arresto di alcune persone per associazione a delinquere di stampo mafioso. Si parla di 'Ndrangheta. Un fenomeno che però credo essere lontano dal nostro tessuto sociale. Brandizzo è sana. Brandizzo non è mafiosa. I brandizzesi sono brave persone e da sindaco di sento di difendere questa comunità".

Da medico, poi aggiunge: "Conosco bene sia Giuseppe e Claudio Pasqua (arrestati per associazione mafiosa, Ndr) sono miei assistiti. Come persone, non posso che parlarne bene. Per tutto il resto lascio che la magistratura faccia il proprio corso".

Lei era anche al fianco del sindaco Roberto Buscaglia come assessore al Welfare, che anni sono stati?

"Anche con Buscaglia posso certificare la trasparenza e l'onestà dell'amministrazione comunale. Non abbiamo mai subito pressioni o ricevuto richieste strane. E poi è un fatto che non ci sia alcun coinvolgimento con i fatti oggetto di indagine. Da sindaco aggiungo che non sono mai neppure stato contattato dal Prefetto o dalle forze dell'ordine. Non ho mai ricevuto informative. Anche la nostra comandante della Polizia Municipale, Maria Rita Parola, non sapeva nulla. Quando ha letto le prime notizie mi ha subito chiamato. Siamo entrambi caduti dal però".

Dell'inchiesta come l'avete saputo?

"Come tutti: dai giornali. Ripeto, non c'era alcun sentore. Di nulla".

Tra due mesi Brandizzo andrà al voto. Ai candidati a sindaco cosa si sente di dire?

"Dico di continuare a governare come ho fatto io: con buonsenso e secondo la legge. Chi prenderà la fascia dovrà continuare ad amministrare con trasparenza, legalità e onestà. Com'è sempre stato qui a Brandizzo a prescindere dalle forze politiche che si sono alternate a Palazzo".

ED ECCO LE REAZIONI DEI CANDIDATI A SINDACO

MONICA DURANTE

Monica Durante, avvocato e candidata a sindaco di "Brandizzo Con", si dice preoccupata, ma le idee le ha ben chiare.

"I fatti emersi dall'indagine della Direzione Distrettuale Antimafia portano alla luce l'importanza del tema della legalità, tema che trattiamo diffusamente nel nostro programma elettorale che presto andremo a presentare".
"La legalità - precisa poi Durante - è poi connessa con la partecipazione, nel senso che una Amministrazione che facilita la partecipazione può aiutare a prevenire fenomeni di illegalità. Per questo è necessario promuovere una cultura della legalità come strumento di buona convivenza, individuando anche dei percorsi di educazione alla legalità".
Durante farà arrivare in paese "Libera", l'associazione contro le mafie di don Luigi Ciotti.
"Come lista, ancor prima dei fatti riportati sui giornali, avevamo programmato proprio una serata sulla legalità, con l'intervento dell'Associazione Libera. Alla luce di quanto avvenuto, questo incontro acquista ancora più importanza per noi".

Monica Durante, candidata a sindaco di "Brandizzo Con"

ROBERTA FAVINI
Roberta Favini, medico ginecologo e candidata a sindaco di "Brandizzo Alternativa", non è sorpresa: "Le vicende di questi giorni hanno fatto riaffiorare il tema della criminalità nel nostro come in altri territori.  La giustizia deve ora fare il suo corso".
Cosa può fare il sindaco in un paese dove ci sono stati arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso?
"Credo sia importante che un’amministrazione, per prevenire comportamenti illeciti,  governi nella più assoluta trasparenza  e mi auguro che questo possa essere l’intento condiviso da tutti a prescindere dall’appartenenza politica e dal fatto di essere maggioranza o minoranza".

Roberta Favini, candidata di "Brandizzo Civici"

RINO SINOPOLI

Rino Sinopoli, del Movimento 5 Stelle e alla guida di una lista Civica che si presenterà alle prossime elezioni, è un fiume in piena: "C'è scarsa considerazione del fenomeno mafioso anche da parte della cittadinanza. Molti, purtroppo, tendono a sminuire un fenomeno che invece è ben evidente. Anche se non si manifesta direttamente in paese, quello mafioso è un fenomeno che ha ripercussioni sulla vita di tutti. Questo è ancora più evidente quando si parla di grandi opere. Si capisce perché la politica spesso risulta favorevole a opere chiaramente inutili. Ci sono scelte che non si può far finta di non vedere, di non sapere. Lo stato spesso è assente come dimostrano i fatti di cronaca nazionali. La mafia è un male nazionale che bisogna estirpare. E questo non può succedere all'improvviso, ma bisogna agire un passo alla volta. La mafia va estirpata un passo per volta".

Sinopoli, si era già candidato nel 2019 appoggiando Giuseppe Deluca di Alternativa Civica. In quell'occasione, a sostegno del suo impegno, era venuto in paese Pino Masciari, imprenditore e testimone di giustizia, noto per il suo impegno in prima linea contro le mafie.


RINO SINOPOLI CON PINO MASCIARI, SIMBOLO DELLA LOTTA ALLE MAFIE

"In tema legalità, le mie idee sono le stesso di cinque anni fa e perseguo gli stessi scopi di cinque anni fa. Per me il tema della Legalità viene al primo posto, così come l'assistenza a chi ne ha bisogno. E' questo il vero significato del bene comune. Il mio partito di riferimento a livello nazionale è il Movimento 5 Stelle che, ad oggi, è l'unico partito che non ha avuto episodi di infiltrazioni di tipo mafioso al suo interno. I rari casi scoperti, sono stati subito messi alla porta. Ci sono, invece, partiti che hanno il record di queste presenze al loro interno. E anche a livello locale è importante prendere le distanze da questi personaggi".
La legalità dovrebbe essere il princio cardine della convivenza civile. E' il presupposto che chi ha un diritto, deve ricevere unicamente perché gli spetta, senza ricorrere a conoscenze o favoritismi strani. Quando, invece, le cose si fanno con la prepotenza, con l'inganno, con il raggiro, con la complicità, qualcuno ottiene dei favori e la contropartita è che qualcuno a cui spettava un diritto, ne viene privato. E questa è una cosa intollerabile".
ALESSANDRO BARBERA
Abbiamo contattato anche l'attuale vicesindaco Alessandro Barbera, candidato della lista civica "La Nuova Decimum". Barbera, però, sulla questione Legalità non ha risposto.

Alessandro Barbera de "La Nuova Decimum"




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