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07 Aprile 2024 - 00:09
Il coinvolgimento dell'85enne Salvatore Gallo, figura storica nella politica torinese e del Pd nell'inchiesta 'Echidna' sulle infiltrazioni della 'ndrangheta, potrebbe modificare la composizione delle lista a Torino del Partito Democratico per le elezioni regionali in Piemonte.
Come tutti sanno, fino ad oggi, il capolista nella Città metropolitana è il dem Raffaele Gallo, figlio di Salvatore e attuale capogruppo del Consiglio regionale.
"Ritengo necessario riaprire alcuni ragionamenti fatti sulla lista di Torino per le elezioni regionali. La nostra risposta deve essere chiara e deve allontanare ogni ombra", spiega il segretario regionale piemontese Domenico Rossi che, inoltre, ha chiesto alla commissione di garanzia del partito "di valutare la compatibilità dei comportamenti contestati a Salvatore Gallo con l'appartenenza alla nostra comunità politica".
"Al di là del rilievo penale, che non spetta a noi giudicare, - prosegue Rossi - emerge una situazione incompatibile con il nostro codice etico e i nostri valori, con l'idea di politica e dell'organizzazione del consenso del Partito Democratico. Noi siamo il partito erede di Pio La Torre e Piersanti Mattarella: la lotta a mafie e illegalità è nel nostro dna oltre che al centro del nostro impegno. I comportamenti di alcuni non devono ricadere sull'intera comunità".
"Ribadisco - aggiunge Rossi - l'estremo rigore con cui stiamo valutando ogni aspetto per evitare che anche solo ombre o sospetti, dovuti a comportamenti di pochi, possano ricadere sulla comunità del Pd, nella quale militano donne e uomini liberi che credono nei valori della legalità e della democrazia. Come ha dichiarato la nostra segretaria nelle scorse ore la nostra linea è chiara: "non accettiamo voti sporchi o comprati. A tutti i nostri militanti e amministratori chiedo di essere i nostri anticorpi sul territorio, di difendere i principi della buona politica, di alzare la guardia e denunciare ogni irregolarità, di segnalare ogni stranezza, di tenere lontani trasformisti e interessi sbagliati".
Il Pd "costruisce il proprio consenso intorno a dei principi e delle idee, ottiene ed accetta voti sulla base della condivisione delle nostre proposte e non di altro tipo - prosegue il segretario dem piemontese - Ogni giorno centinaia di persone si attivano solo animate dai propri valori e per il bene della società. Sulla base di queste premesse, ritengo necessario riaprire alcuni ragionamenti fatti sulla lista di Torino per le elezioni regionali. La nostra risposta deve essere chiara e deve allontanare ogni ombra”.
La candidata alla presidenza Gianna Pentenero dopo una telefonata con il segretario nazionale del partito Elly Schlein in cui pare si sia quasi messa a piangere non le manda a dire…
“Dobbiamo invertire questa narrazione che ci vede già sconfitti. Ed ero convinta qualche giorno fa che ce l'avremmo fatta. Oggi ci cade questa tegola sulla testa. Ora dobbiamo avere il coraggio e la forza di togliercela. Il Pd non è quella cosa li. Se hanno sbagliato ne risponderanno loro. Abbiamo chiesto alla segretaria nazionale, attendiamo la risposta. Non possiamo non dare dei segnali anche se nessuno di noi ha delle responsabilità dirette. Spero che in poche ore si risolva la situazione con la presa di responsabilità di chi deve prendersela. Chiedo a tutti di non mollare".
E sempre Pentenero, poche ore più tardi, durante un’iniziativa organizzativa dal Pd di Rivarolo.
"Se abbiamo imparato qualcosa dalla questione morale e da Berlinguer e Moro, diciamo no, non va bene quello che sta succedendo. Le responsabilità sono sempre soggettive, specie quelle di carattere penale. Credo nella giustizia e nella magistratura indipendente, fatta da grandi uomini e donne che hanno fatto della lotta alla criminalità organizzata una bandiera, anche in realtà come le nostre che pensavano di essere lontane. Oggi siamo tutti un po' tristi per quello che è successo".
Il cronoprogramma sembra tracciato con la rinuncia volontaria di Raffaele Gallo a correre in lista alle regionali. Gli subentrerebbe Mauro Salizzoni.
Sul piatto il partito avrebbe anche preteso (ma è solo l'inizio della decimazione) la rinuncia alla delega al bilancio della settimese Caterina Greco in Città Metropolitana, ma di questo se ne occuperà il primo cittadino di Torino Stefano Lo Russo.
Insomma si concludono qui due carriere politiche contraddistinte da una forte bulimia...
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