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Dossier 'ndrangheta

Alla corte dei Gallo anche Caterina Greco, Alessandro Scopel e Elena Piastra: le intercettazioni

Tra i feudi c’era e ancora c’è la città di Settimo Torinese. Dall'elezione di Caterina Greco in consiglio comunale a Torino alla nomina di Alessandro Scopel in S.A.T

Alla corte dei Gallo anche Caterina Greco, Alessandro Scopel e Elena Piastra: le intercettazioni

“Se non mi trovi cinquanta voti ti tolgo il saluto,” minacciava Salvatore Gallo, 84 anni, veterano della politica torinese, in una conversazione telefonica alla vigilia del voto amministrativo del 2021.

Gallo cercava questi voti per favorire i candidati del Pd, aspettandoseli come ritorno di favori. Una pratica che, secondo la Procura di Torino, costituisce una violazione delle norme elettorali stabilite nel 1960.

“Una politica clientelare,” che ruota intorno alla lunga traiettoria politica di Gallo, passato indenne dalla prima alla seconda repubblica, dal Psi al Pd.

La notorietà di Salvatore Gallo come figura predominante nel Pd è ben documentata. 

Ex uomo di fiducia di Bettino Craxi, soprannominato Sasà e conosciuto anche come “il signore delle tessere”.

Gallo è indagato per peculato, per l’utilizzo improprio, a scopi personali, di fondi di cui aveva la disponibilità: rimborsi di cui avrebbe beneficiato pur essendo ormai in pensione dal suo ruolo di dirigente di Sitalfa (controllata di Sitaf).

L’accusa lo vede in concorso con Salvatore Sergi, direttore di esercizio della A32.

La Procura gli contesta due fatture da 1.500 euro per rimborsi di ristoranti. Ma ci sono altre due accuse che lo vedono rivestire il suo ruolo di storico tessitore di consensi: due ipotesi di reato per le quali la procura avrebbe chiesto misura cautelare respinta dal gip. 

Gli viene contestata l’estorsione, correlata a presunte pressioni su dipendenti al fine di orientarne il voto politico. Minacce cioè di demansionamento, o addirittura di licenziamento, (in gergo giudiziario “di subire un male ingiusto”). E anche una presunta corruzione elettorale, perché, Gallo avrebbe promesso benefit e prestazioni in cambio di voti sicuri.

Nelle intercettazioni si fa riferimento agli anni 2020 e 2021.

Non è la prima volta che sull’ex manager aleggiano questi sospetti: nel 2013 già erano diventate un caso a livello politico dentro il partito democratico torinese le sue presunte pressioni per accumulare iscrizioni proprio in qualità del ruolo rivestito in Sitaf.

Salvatore Gallo, difeso dall’avvocato Alberto Mittone, è il padre di Raffaele (consigliere regionale Pd) estraneo all’indagine.

Sasà fu consigliere comunale tra gli anni 80 e 90, ma la sua carriera politica si interruppe all’epoca di tangentopoli.

Le accuse di illeciti e illegalità rimangono da provare, ma costituiscono il nucleo dell’indagine condotta dalla Procura di Torino,  nell’inchiesta Echidna sulla ‘ndrangheta e le concessioni autostradali, pur non imputandogli direttamente rapporti con la criminalità organizzata.

Tant’è! A riprova della vivacità politica dell’ex socialista, il figlio Raffaele è capogruppo in Consiglio regionale e in consiglio comunale siedono alcune sue creature, tra le altre Anna Borrasi, Antonio Ledda e la settimese Caterina Greco.

Sotto la lente di ingrandimento, in particolare, il suo rapporto con Roberto Fantini, ex manager di Sitalfa, arrestato per collusioni sospette con la ‘ndrangheta in contratti autostradali.

Tra i feudi di Gallo c’era e ancora c’è la città di Settimo Torinese. Significativa una conversazione registrata il 26 febbraio 2021, alle ore 9.36, tra Massimo Fantini e Salvatore Gallo.

Massimo Fantini spiegava a Gallo di avere necessità di incontrare il Sindaco di Settimo Torinese, Elena Piastra, e se fosse stato preferibile chiedere un appuntamento facendosi introdurre da Raffaele Gallo (“Sì... senti... volevo chiederti una cosa... ma la Piastra lì è con voi? O è con sé stessa? Io ho piacere di conoscerla... però devo andarle a parlare a Settimo... Cioè vorrei chiedere un appuntamento... posso anche chiedere... Però allora glielo chiedo da solo?...”).

Salvatore Gallo rispondeva che il Sindaco apparteneva allo stesso partito politico di Raffaele e suggeriva quindi di rivolgersi a quest’ultimo (“Risponde molto a Raffaele... Dipende da... da che cosa ecco... Politicamente è con noi eh... Ti conviene tramite Raffaele...”).

Stefano Lo Russo

Le intercettazioni eseguite nel maggio 2021 sull’utenza in uso a Salvatore Gallo evidenziavano inoltre il suo impegno attivo, attraverso i circoli della sua Associazione “IdeaTO,” nella raccolta di firme a sostegno del candidato a Sindaco di Torino Stefano Lo Russo alle elezioni Primarie del centrosinistra, in programma il 12 e 13 giugno. Altro giro, altra telefonata, questa volta dall’altro capo c’è Alessandro Scopel (altro settimese).

Salvatore Gallo inizialmente chiedeva informazioni sulle tensioni sorte con Pasquale Santomauro (“Eh, eh, cos’è ‘sta storia che?... Come si permette Santomauro a chiamarti e a farti...”).

Scopel spiegava di aver intrapreso il suo percorso politico in un diverso gruppo di appartenenza ma di essere passato da circa due anni nella corrente IdeaTO e di essere indispettito dal fatto che Laus lo avesse fatto convocare attraverso Santomauro, che definiva un mero “galoppino” (“... No, poi... è inutile nascondersi che io ho cominciato la mia... diciamo avvicinamento alla politica con loro... Ma io sono 2 anni e più che sto con te... No quindi che problema... Non capisco per quale motivo... Poi tu, io te l’ho detto... Cioè... Io sono molto fedele quindi a me queste cose danno fastidio... A me queste cose danno fastidio... No, ma poi a parte, mi deve mandare il suo galoppino... Non può venire lui, cioè non capisco... Cioè... Ehhh comunque no, ha detto che venerdì vorrebbe parlarmi... Se lo chiamo... Io non lo chiamo”).

Gallo dal canto suo incitava Scopel a rivendicare la propria appartenenza al gruppo di IdeaTO (“Ma tu gli devi dire... Gli devi dire con molta chiarezza... dici... ‘Intanto come ti permetti? Io sono 2 anni che non sto più con voi... sto con IDEA.TO... con... Caterina Greco... Gallo... Raffaele... punto... dopo di che cosa volete?’”).

Scopel aggiungeva di essere stato giudicato irriconoscente da Mauro Laus, che rivendicava di aver appoggiato la sua nomina ad Amministratore Unico della S.A.T., che Scopel invece attribuiva alla sua vicinanza a Raffaele Gallo e Caterina Greco (“No, no, ma io no... Però voglio soltanto dirti le cose come stanno perché voglio che tu sappia... Che comunque... Ehhh... Lui rivendica... Mi rivendica secondo me senza motivo... Dice che grazie a lui... Se io sono lì... Ho detto che ‘guarda che veramente io sono vicino a Raffaele... dalla parte... a Settimo abbiamo appoggiato... tutti Raffaele.. Caterina è lì a Settimo con me quindi... se permetti... è nata anche un’amicizia... Io sto da quella parte lì!!.. Non è che.. sia tanto... l’Amministratore della SAT’”).

Gallo lasciava intendere di essere a conoscenza delle dinamiche che avevano portato alla nomina di Scopel quale amministratore unico della S.A.T. (“Grazie a loro!?!? Cosa c’entrano loro!?!? Cosa c’entrano loro!?!?...”).

Nel prosieguo, Scopel metteva in guardia Gallo sulla fedeltà di Antonio Briglio, che a suo dire, pur essendo iscritto ad IdeaTO, presso l’ospedale Molinette faceva campagna elettorale in favore del candidato del gruppo facente riferimento al Senatore Mauro Laus (“... no, no, ma infatti... però secondo me sono quelle cose che è giusto che tu le sappia... poi per me è finita lì... non li considero neanche... però è giusto che tu lo sappia anche perché... io comunque essendo in Molinette... c’è Briglio... tu lo sai che sta... sta da tutte e due le parti... no!!!.. questo lo sai... che poi non dirmi che non lo sai... eh! Che sta da tutte e due le parti...”).

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