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25 Marzo 2024 - 19:56
Fino al 1957 Brusasco e Cavagnolo furono un comune unico
“Auspichiamo che il rinnovato Palazzo Ellena possa diventare, chissà, la sede del nuovo e ricostituito Comune di Brusasco-Cavagnolo. Magari a partire dall’anno 2027, quando ricorrerà il 70esimo anniversario della separazione tra i due Comuni...”.
L’auspicio l’ha buttato lì il consigliere comunale e già parlamentare Carlo Giacometto, l’altra sera in Consiglio, nel contesto dell’approvazione di una variazione al bilancio che di fatto vede entrare nelle casse comunali oltre 760 mila euro dal Ministero delle Infrastrutture. Aperta parentesi: il contributo servirà per finanziare il recupero, il restauro e la valorizzazione della Chiesa romanica di San Pietro e del parco di Palazzo Ellena.
In particolare, così come aveva spiegato l’amministrazione comunale in una nota stampa, verranno impiegati “573.000 per la riqualificazione e la valorizzazione dello storico parco di Palazzo Ellena che potrà diventare il motore propulsore di iniziative culturali e sociali e potrà essere fruibile da tutti i cittadini”.

Carlo Giacometto
L’onorevole Giacometto l’altra sera in Consiglio si è spinto oltre, azzardando un’ipotesi di impiego dell’immobile, una volta restaurato, che presupporrebbe l’avvio dell’iter per la riunificazione dei comuni di Brusasco e Cavagnolo. Già, perché un comune unico, Brusasco e Cavagnolo, lo sono già stati.
Nel 1927, il regime fascista unì Brusasco, Cavagnolo, Marcorengo e Brozolo in un unico Comune che assunse il nome di Brusasco Cavagnolo. Finita la guerra, nel 1948 Brusaso si staccò da Brozolo e nel 1957 da Cavagnolo, mentre Marcorengo rimase come frazione.
Il dibattito sull’unione dei due comuni, che lo ricordiamo sono separati solo da un rio, prosegue da mo’. E, puntualmente, di tanto in tanto torna d’attualità nell’agenda della politica locale.
Palazzo Ellena
Anche se un tentativo di unione è già stato fatto ma, a quanto pare, se ne è persa memoria per non dire che è miseramente fallito. Ve la ricordate l’Unione del Trincavena? No! Bene: lo statuto venne approvato nel luglio 2014 e nell’ottobre dello stesso anno i Comuni di Cavagnolo, Brozolo e Brusasco votarono il presidente. Da allora le attività non sono mai decollate.
L’Unione Trincavena s’è fermata al primo palo che ha trovato per ragioni “burocratiche”. L’ultima traccia di dibattito nei Consigli comunali risale al periodo pre-covid, quando le minoranze dei tre Comuni dell’Unione sollevarono questioni sulla rappresentatività nell’ente. Poi, più nulla. Chissà che se non proprio alla riapertura di un dibattito sull’unione di Brusasco con Cavagnolo, l’auspicio del consigliere Giacometto porti per lo meno a riaprire il confronto sul tema dell’Unione del Trincavena. Staremo a vedere.
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