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"Ridatemi mio figlio", madre disperata imbratta l'ufficio dei servizi sociali, intervengono i Carabinieri (VIDEO)

La donna non incontra il figlio, attualmente in una comunità, da più di 3 anni

Natalina Colangelo

Natalina Colangelo davanti all'ufficio dei servizi sociali di Settimo Torinese

Ha preso litri e litri di vernice rosa e l'ha scaraventata contro l'ufficio dei servizi sociali del Comune di Settimo Torinese. Natalina Colangelo gridava: "Siete dei vigliacchi! Siete dei delinquenti legalizzati! Vergognatevi, dov'è mio figlio? Dove si trova? Ridatemi mio figlio".

Poco dopo alcuni dipendenti dell'ufficio hanno chiamato i Carabinieri che hanno provato a risolvere la questione bonariamente: "Signora lei quello che doveva fare lo ha fatto", dice una carabiniera "ora venga via".

Natalina Colangelo però non ci sta: "No, resto qui, vengo stasera".

Continua a far discutere il caso di Natalina Colangelo, madre single 41enne e residente a Settimo Torinese, a cui nel gennaio del 2020 è stato portato via il figlio, il piccolo Andrea (nome di fantasia) di 11 anni. Una decisione arrivata prima tramite i servizi sociali e poi con l'approvazione di ben due sentenze che hanno confermato la necessità dell'allontanamento del bambino.

La storia di Natalina l’avevamo raccontata nel dettaglio già tempo addietro: 3 anni fa un’ambulanza era arrivata alla scuola Rodari di Settimo, chiamata dalle insegnanti, per portare via Andrea, ritenuto “incontenibile” da professori, alunni e anche genitori. Il bambino è successivamente stato trasferito in una comunità che si occupa di ragazzi con problemi psichiatrici e gestita da don Cesare. 

Attualmente, la madre non vede il bambino da quasi 3 anni. Motivo? Le è stata tolta la potestà genitoriale ed è stata dichiarata “non idonea” come tutrice per ben due gradi di giudizio. “I giudici hanno detto che sono borderline (un grave disturbo patologico della personalità, ndr). Peccato che questa cosa mi sia stata diagnosticata senza farmi nessun tipo di test - ci diceva lei qualche mese fa - Ovviamente io mi sono opposta con i miei avvocati, ma gli psicologici e i servizi sociali collaborano con i tribunali, quindi per me è praticamente impossibile venirne a capo”. 

La protesta di Colangelo nel 2020 di fronte alla scuola Rodari di Settimo Torinese

Colangelo non si è arresa nemmeno sotto Natale, momento in cui ha deciso di andare a Casal Noceto e piazzare delle tende di fronte alla comunità, da lei definita come “una setta, so di bambini che vengono sedati e maltratti. Fonti interne mi hanno riferito che mio figlio è diventato obeso e ha gravi problemi di salute, al momento non è sarebbe nemmeno più adottabile per le condizioni in cui versa”. 

Natalina Colangelo, peraltro, in questi mesi ha anche fatto partire una petizione online che ha raccolto 400 firme in tutta Italia. L’obiettivo? Cercare finalmente di riabbracciare suo figlio.

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