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Ivrea

Patrocinio negato alla "Giornata del ricordo". Un insulto ad Adriano Olivetti?

Il referente del Comitato 10 febbraio Igor Bosonin, il consigliere comunale Andrea Cantoni, l'ex assessora Giorgia Povolo e il deputato Alessandro Giglio Vigna vanno all’attacco

Giornata della memoria, ivrea,

Giornata della memoria

Nel mese di settembre dello scorso anno una grossa polemica era scoppiata in città per il patrocinio concesso all’iniziativa “Una rosa per Norma Cossetto”, proposta dall’associazione “Comitato 10 febbraio” a ricordo della studentessa uccisa dai partigiani jugoslavi.

Il sindaco Matteo Chiantore, del Pd (lontani i tempi in cui il Pd in consiglio chiedeva all’ex sindaco Stefano Sertoli di dare la caccia a tutti i fascisti) nonostante le sollecitazioni di Unione Popolare e del presidente Anpi Mario Beiletti a fare un passo indietro, non lo fece. Si impuntò. Non ne voler sapere di ritirare la delibera.

“Perchè  - ci disse -  non concedere il patrocinio per una cerimonia dedicata ad una giovane donna gettata nelle foibe dai partigiani comunisti “perché italiana”? Tanto più che una decina d’anni fa ricevette anche la medaglia d’oro alla memoria per merito civile?”.

Oggi è un altro film e domenica scorsa il Comitato 10 febbraio è sceso in strada in ricordo dei Martiri delle foibe senza il patrocinio del Comune.

“Mi è arrivata la mail con il diniego del Sindaco Chiantore - commenta deluso il referente del Comitato Igor Bosonin - Una giustificazione imbarazzante! Si legge: “Non concessa perché la medesima potrebbe assumere un carattere politico provocandone un uso distorto dello stesso”. Non sono arrabbiato perché da loro non mi aspetto nulla alla fine sono i nipoti di quel presidente che ha baciato la bara di Tito. Sono gli stessi che nei giorni del ricordo a Norma Cossetto hanno chiamato allo ZAC Gobetti il negazionista delle foibe. Sono gli stessi che negli anni 70 gioivano delle stragi di Acca Larenzia e ora lo gridano ancora in piazza la loro ignoranza. Non sono arrabbiato perché ho la consapevolezza che noi siamo il bene e loro solo un passato che prima o poi verrà rimosso dalle nuove generazioni...”.

Giornata della memoria

Elisabetta Piccoli al fianco di tre sindaci, di Borgofranco, Burolo e Quagliuzzo

Anche più arrabbiato il consigliere comunale Andrea Cantoni dei Fratelli d’Italia.

 “Ci aveva già sorpresi il patrocinio concesso all’ultima edizione di “Una Rosa per Norma” -  sottolinea con il piglio di chi non le vuole mandare a dire - La Giunta eporediese, in quell’occasione, aveva dimostrato un’onestà intellettuale e un rispetto verso le vicende dell’esodo e i rispettivi morti davvero pregevoli. Le sparute reazioni avverse di alcune anime dell’estrema sinistra di Ivrea ci facevano presagire che quell’atto sarebbe rimasto il primo e l’unico di questo mandato. Quante volte abbiamo sentito parlare di “istanze della società civile” o simili? Tante, forse troppe. Ancor più perché sembrano un vero e proprio ricatto, a ennesima riprova del fatto che la Giunta Chiantore sia vincolata al volere di qualche più o meno rilevante associazione.Perdonatemi ma, finché si cercherà di nascondere la verità sul fondo di una foiba, questa “società” potrà esclusivamente essere definita in-civile...”.

Domenica, poi davanti al Monumento  ai marinai caduti, presenti anche la consigliera comunale Elisabetta Piccoli e i sindaci Fausto Francisca di Borgofranco, Franco Cominetto di Burolo e Ernesto Barlese di Quagliuzzo, Andrea Cantoni  è ritornato a bomba sulla polemica.

Mi farò carico, insieme ai colleghi di minoranza, di portare in Consiglio Comunale la proposta di dedicare una targa ai Martiri delle foibe e alle vittime dell’esodo... - ha esordito - Per fortuna, da vent’anni a questa parte, la storiografia, eccezion fatta per qualche militante stracolmo di bile, ha fatto luce sugli orrori commessi dai partigiani titini. Tale circostanza, però, mette in seria difficoltà qualche odierno erede di quella tradizione che non vuole fare i conti con il proprio passato. E proprio per questo motivo il patrocinio avrebbe assunto un particolare significato politico. Alcune frange della Sinistra più estrema della Città hanno impedito all’Amministrazione eporediese di fare la cosa giusta. Non ci deve preoccupare la posizione sul tema del Sindaco e di buona parte della maggioranza, che già ha manifestato la propria idea e vicinanza in occasione di “Una Rosa per Norma Cossetto”. Quello che deve preoccuparci è il legame della Giunta con tali gruppi, di cui si è dimostrata succube. Non permetteremo a questa gentaglia, che ancora prova a mettere in relazione i Martiri delle foibe con lo squadrismo, per celare le responsabilità dei propri antenati politici, di proseguire con questi atteggiamenti. Li combatteremo nelle università, con la ricerca storiografica che li smentirà. Li combatteremo nelle aule dei tribunali, dove difenderemo la memoria degli Italiani caduti. Non permetteremo che la verità resti sul fondo di una foiba. Non lo permetteremo...”.

Parole dure come la pietra che non mancheranno di avere strascichi.

Anche la Lega, presente con un folto gruppo di militanti ci ha dato dentro... 

“In un mondo dove è tutto raggiungibile con un click, nascondere la testa sotto terra e fare selezione sui martiri della guerra, nascondendo quelli scomodi, è da analfabeti selettivi” ha commentato il Segretario cittadino Stefano Cicala.

“Non è tollerabile pensare che esistano ancora città capaci di suddividere i morti in serie a e serie b. Uno dei principi fondamentali di una buona amministrazione dovrebbe essere l’equità e la capacità di saper rappresentare in egual misura l’intera comunità” gli ha fatto eco l’ex assessora Giorgia Povolo.

“Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - commenta e chiude il deputato Alessandro Giglio Vigna - ha contribuito all’attuazione dalla legge del 30 marzo 2004, n. 92 sull’istituzione della Giornata del Ricordo, quando nel 2020 insieme al Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor ha deposto una corona di fiori presso la Foiba di Basovizza.

Detto questo, come Lega dobbiamo rilevare come con il Sindaco vi sia stato su molti argomenti un confronto sereno e una dinamica anche collaborativa. Non possiamo tuttavia in questo frangente far altro che stigmatizzare questa presa di posizione politica, la negazione del Patricinio Gratuito è evidentemente un errore che va a strizzare l’occhio al negazionismo verso quella che fu una enorme tragedia per il nostro paese è per tutta la storia europea... Il fatto che Ivrea ripiombi indietro di anni ci rattrista, e ci fa pensare come le parti più moderate di questa amministrazione siano ostaggio di individui e gruppi più radicali ed estremisti  che evidentemente dettano la linea su queste tematiche. Una ultima riflessione, la Giornata del Ricordo serve a ricordare chi morì barbaramente per ordine del Maresciallo Tito nelle Foibe e chi fu costretto a scappare, fra gli esuli vi fu anche chi venne ad Ivrea. Al contrario di quello che successe in altre città, Ivrea accolse bene gli esuli, i quali furono immediatamente assunti dal Adriano Olivetti, chi come Ingegnere, chi come Ragioniere, chi come operio e chi come maestra negli asili. Ivrea si dimostrò accogliente e gli esuli diventarono parte integrante della Ivrea di quegli anni. Non celebrare la Giornata del Ricordo è anche un insulto verso quello che fece l’Ingegner Olivetti per gli esuli istriani, e questo ci sembra molto scorretto verso colui che fu il nostro più illustre cittadino, il quale non va ricordato “à la càrte” ma bensì in tutta la sua grandezza”.

Il “patrocinio negato”!

Il patrocinio è il riconoscimento che un’Amministrazione Comunale concede ad Associazioni e Enti, in relazione a specifiche iniziative e manifestazioni (di carattere culturale, sportivo, turistico e simili) che si considerano di interesse per la comunità. 

È un provvedimento che consiste esclusivamente in un sostegno di tipo morale. Capita però che a distanza di pochissimi giorni ci si ritrovi con la Fondazione dello Storico Carnevale, che il patrocinio ce lo aveva, che manda in stampa il manifesto ufficiale, infischiandosene del logo della Città di Ivrea e dall’altra con un Comitato che sembra dare a questo gesto più valore di quanta in verità ne abbia.  

Con una semplice ricerca sulla rete si scopre che il “patrocinio negato” è ormai diventato uno strumento politico. Non che non lo sapessimo, ma lì ci sono le prove. Ebbene, in tutta Italia, il centrosinistra solitamente lo nega in occasione della “Giornata del ricordo”, il centrodestra si comporta allo stesso modo con i “Gay Pride” ma c’è un caso, nel 2018, in cui una giunta l’ha addirittura negato all’Anpi per le manifestazioni del 25 aprile. Capitava a Todi.   La verità? C’è che oggi basta “dare” o “non dare” un patrocinio per finire sui giornali. Lo sa il centrodestra e lo sa il centrosinistra. Lo sanno e fondamentalmente se ne compiacciono. Serve per marcare le differenze e se non è fare politica questa diteci voi che cos’è...

Liborio La Mattina

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