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Tavagnasco
15 Febbraio 2024 - 18:39
Il sindaco di Tavagnasco Giovanni Franchino
Dopo quindici anni alla guida di Tavagnasco, Giovanni Franchino ha deciso di non candidarsi più. Ciò nonostante il nuovo decreto varato dal Consiglio dei Ministri abbia di fatto abolito il limite dei tre mandati nei comuni al di sotto dei 5mila abitanti.
"Basta, avevo già deciso di non ricandidarmi e non mi metto di sicuro a correre dietro una legge - dichiara Franchino -. Siamo ben attrezzati, la nostra lista ha gambe forti per andare avanti".
Franchino non si candiderà neppure all'interno della lista: "Esco completamente - spiega -, restando dentro rischierei di direi troppo la mia. Finisce sempre il quel modo. ecco perché preferisco evitare tutto. Altrimenti poi succede che ti estraniano, finisci in un angolo".
Titolare dello storico Ristorante delle Alpi, aperto 40 anni fa qui a Tavagnasco in via Gerbioni 2, Franchino tornerà a fare il ristoratore a tempo pieno.
"Nei prossimi anni mi dedicherò al volontariato - dichiara Franchino - aiuterò laddove ce ne sarà bisogno. Non in un'associazione in particolare, ma ovunque serva. Mi metterò a disposizione del mio paese, voglio restituire quello che mi è stato dato con grande prontezza dalla gente in questi anni. Il volontariato qui è tutto. Si possono fare un sacco i cose senza spendere denari. E se da sindaco ho potuto risparmiare dei soldi è perché ho trovato gente disponibile ad aiutare con grande spirito di dedizione. E questa è la cosa più bella che ricorderò di questi miei anni da sindaco".
E la cosa più brutta?
"Un'allerta rossa nel 2011. E' stato terribile, sembrava dovesse ripetersi il 2000, ma poi tutto rientrò nel giro di poche ore. Non ero stato eletto da molto sindaco ed ero un po' acerbo. Non nego che la preoccupazione era davvero moltissima".
Il percorso dell’attuale primo cittadino, era iniziato nel 2009, quando, per una manciata di voti, riuscì a scalzare il sindaco uscente Giovanni Battista Vecchietto Salet e a salire sulla poltrona più importante del palazzo civico.
Nel 2009, com'era nata la sua candidatura?
"Me l'hanno quasi imposto - sorride raccontandolo -. Era nata una lista ed io ero entrato a farne parte. Un paio di mesi prima del voto mi hanno spinto avanti. Ho accettato senza sapere cosa mi aspettasse. In quel momento non avrei mai immaginato che sarei stato eletto per ben tre volte. E' stata sicuramente una grande attestazione di stima da parte dei miei concittadini. Quel che posso dire è che in questi anni ho sempre mantenuto ben distinta la parte pubblica da quella privata".
Dopo i primi cinque anni di mandato, nel 2014 riuscì a conquistarsi la riconferma alla guida della città senza nessun problema con la lista "Energia di domani" il cui logo conteneva i quattro elementi: sole, aria, terra e acqua, con al centro un albero inserito in una casa stilizzata, affiancata da due muri in pietra.
Contro di lui non si erano presentate altre liste, vincendo con il 100% dei voti (435), come unico candidato sindaco. Fino all'ultimo era circolato il nome di Paolo Avignone. Molti vedevano in lui la persone ideale per sostenere la sfida e ravvivare il confronto elettorale. Ma Avignone aveva provveduto a smorzare gli entusiasmi: “Continuerò a fare il presidente della Pro Loco - aveva spiegato -. Sono stato riconfermato lo scorso anno (nel 2013, Ndr) e il mandato ha durata triennale”.

Paolo Avignone
Avignone vantava una quindicina d’anni di esperienza come consigliere comunale. Era stato prima in maggioranza, Vicesindaco al fianco dell’ex primo cittadino Giovanni Battista Vacchiero Salet. Poi all’opposizione dal 2009 (ma alle elezioni comunali di quell‘anno aveva incassato comunque il maggior numero di preferenze della lista, ben 37) fino al 2011, quando ha rassegnato le dimissioni per assumere la presidenza della Pro Loco, nata proprio in quel periodo con un atto costitutivo di cui è stato convinto sostenitore. Non è l’unica carica assunta nell’ambito dell’associazionismo: ancora prima, infatti, è stato anche segretario dell’Associazione “Territorio & tradizioni”.
Potrebbe essere il 2024 l'anno del suo ritorno sulla scena politica di Tavagnasco?
Avignone aveva scelto di non candidarsi neppure nel 2019 quando, stessa sorte e stessi numeri avevano garantito la terza riconferma di Giovanni Franchino alla guida del paese. Accanto a lui in giunta il sindaco aveva voluto Paolo Torno (vicensindaco) e Moreno Nicoletta (assessore), i due candidati risultati essere tra i più votati dai cittadini.

In foto, da sinistra l'assessore Moreno Nicoletta e il vicesindaco Paolo Torno
Uno dei progetti più grandi di cui si è parlato negli ultimi mesi è quello di una scuola polo per le comunità montante della Dora Baltea e del Mombarone.
"Ero certo che non sarebbe andato in porto quel progetto - dichiara -. Quando c'è di mezzo Borgofranco è impossibile fare le cose. Ed è per questo motivo che non ho nemmeno mai partecipato alle riunioni".
Ma lei sarebbe favorevole ad una scuola polo?
"Andava fatta già dieci anni fa. Ma dobbiamo sempre aspettare un'emergenza per muoverci. In questo caso la dichiarazione di inagibilità della scuola media di Borgofranco a rischio crollo. Ma è certo che vada fatta una scuola polo, altrimenti tutti gli alunni del territorio finiranno con il dover andare ad Ivrea. Noi abbiamo una scuola materna con 20 iscritti. La Primaria è con Quincinetto e Quassolo. Noi abbiamo le classi prima e la seconda, Quincinetto le classi 3-4-5. Funziona così da anni e i bambini di Quassolo vengono da noi. Il calo demografico è evidente. Mantenere i servizi è sempre più complicato".
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