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Lusigliè

Sciopero del cappotto: a scuola fa freddo da tre giorni, tutti a casa

Al momento di entrare in classe alla primaria c'erano 17,6 gradi e in mensa 15,6

La scuola di Lusigliè al freddo

La scuola di Lusigliè questa mattina era al freddo

Al freddo da tre giorni, i genitori dei circa 20 bambini frequentanti la multiclasse della scuola di Lusigliè questa mattina hanno deciso di riportarseli a casa. Tutti salvo un paio che invece sono rimasti a fare lezione. Chiamiamolo sciopero del "cappotto".

Beninteso la scuola è funzionante, ci sono gli insegnanti e tutti gli operatori scolastici. Quel che non va, secondo i genitori, sono le temperature.

La segnalazione è stata inviata nei giorni scorsi all'Amministrazione comunale che però - secondo i genitori - non sarebbe riuscita a far sistemare l'impianto di riscaldamento come si confà.

E così, dopo tre giorni con il cappotto in classe, un gruppo di genitori ha deciso di dire basta, un po' perché non è quello il modo di far lezione e un po' per protesta. E al coro di proteste si sono aggiunte anche le maestre alle quali quella situazione proprio non andava giù.

Lusigliè è un piccolissimo comune di poco più di 500 abitanti situato nel basso Canavese. La scuola fa parte dell'istituto comprensivo di San Giorgio che dista 4 chilometri, 5 minuti di auto appena percorrendo la Strada Provinciale 52.

C'è la scuola materna che affaccia su via Gromis al civico numero 8 che ha un'unica classe e poi, alle spalle, c'è la primaria che dà verso la piazzetta, il parco giochi e i prati, che in due classi racchiude tutti i bambini tra i 6 e i 10 anni del paese.

Il sindaco Angelo Marasca, che è anche maestro, ma insegna ad Oglianico, spiega:"Ora la temperatura è normale" . Sono le 10 del mattino quando ci risponde e due ore sono state sufficienti a riportare tutto alla normalità. Sì perché un guasto all'impianto di riscaldamento c'era stato effettivamente.

Il sindaco Angelo Marasca

"L'intervento è stato fatto prima dell'orario scolastico - precisa - e all'orario di ingresso dei bambini alla materna la temperatura era normale. Alla primaria era borderline".

Se alla materna c'erano già 19,6 gradi alle 8,40 di questa mattina, alla primaria di gradi ce n'erano solo 17,6 e in mensa erano 15,6: "Essendo stato riparato il guasto, si sapeva che la situazione sarebbe migliorata da lì a poco" sottolinea il sindaco.

Marasca ci tiene a precisare una cosa: "E' stata una scelta dei genitori, quella di riportare a casa i bambini. La scuola questa mattina è aperta e funzionante".

Due ore dopo alla materna c'erano già 21,6 gradi e 21 alla primaria, in mensa 17,3. "Il sistema è fatto per autoregolarsi in base alle temperature esterne - spiega Marasca -, ma io lo monitoro sempre e quando alle 6,12 di questa mattina ho visto che la temperatura non saliva, ho subito chiamato la ditta che si occupa della manutenzione dell'impianto e sono intervenuti".

La situazione alle 8,40 di questa mattina

La situazione due ore dopo, alle 10,40

Con chi prendersela, allora?

L'impianto di riscaldamento della scuola è stato rifatto nel 2016 ed è di ultima generazione, tant'è che il sindaco può controllare il funzionamento in qualsiasi momento della giornata tramite l'app dal cellulare e dai suoi tablet: "Controllo continuamente sia la temperatura della scuola che quella del Municipio. L'impianto è tarato sui 20 gradi. La legge stabilisce un minimo di 18 gradi e un massimo di 22, ho scelto di stare nel mezzo. Non si può certo dire che sono il sindaco Orco che tiene al freddo i bambini e per quanto riguarda il guasto è stato riparato prima dell'inizio delle lezioni".

Marasca è preoccupato: "Queste polemiche fanno solo del male alla scuola. Fin dal mio primo mandato, l'obiettivo di quest'amministrazione è stato quello di tenerla aperta. Ed ora siamo prossimi a fare un grosso investimento proprio per aumentare l'efficienza energetica. Spenderemo 180mila euro. Andare a dire che questa scuola è fredda e che non si può fare lezione, rischia di creare un danno enorme. Una cattiva pubblicità che non aiuta".

Angelo Marasca è al suo terzo mandato come sindaco. E' stato rieletto nell'ottobre del 2021. Pochi mesi prima, in un'intervista dichiarava: “Qualcuno deve pur farlo, il rischio è di fare la fine dei paesi che poi vengono commissariati. Per me sarà l’ultima volta. Apprezzo molto questa legge, anzi, credo che il limite potrebbe esser di due mandati anche per i piccoli paesi come il nostro. E’ l’unico sistema per costringere una comunità a cercare qualcun altro che li guidi. Il rischio è che ci si adagi”.

Alla stessa tornata elettorale si era presentata anche un'altra lista, quella di Monica Bertuzzi, sua moglie. Non una lista contro, ma una lista "con", per scongiurare il rischio che, non raggiungendo il quorum il paese venisse commissariato.

E in lista con loro c'erano anche i tre figli: Jacopo e Xavier Marasca con il papà, Daphne Marasca con la mamma. A sedere in consiglio, nelle fila della maggioranza, però, è solo Xavier che è un medico di base e lavora nei piccoli paesi della Valle Orco, tra  Sparone, Locana, Noasca e Ceresole.

Insomma una famiglia fortemente radicata sul territorio e che crede nello spirito di servizio per la propria comunità.

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