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I francesi hanno smantellato la Fiat, gli spagnoli si prendono "Comdata"...

La notizia era già stata annunciata un anno fa

Gi spagnoli si prendono "Comdata"...

Konecta e Comdata hanno annunciato in pompa magna che, a partire dal 1° febbraio 2024, il brand Comdata verrà ufficialmente "assorbito" da Konecta. In sintesi Konecta che ha sede a Madrid diventa sempre più grande e Comdata sparisce. Un po' come Fiat con i francesi.

Grazie "all'incorporazione", la nuova azienda, avrà un fatturato che sfiora i 2 miliardi di euro, servirà oltre 500 grandi aziende in 25 paesi tra Europa e Americhe e conterà qualcosa come 130.000 dipendenti.

“L’integrazione con Konecta - commenta Massimo Canturi, CEO per il mercato italiano - rappresenta la conferma del percorso vincente intrapreso da Comdata negli ultimi anni. Un percorso che ci ha permesso di eccellere sia in Italia che a livello internazionale. Grazie alla fusione delle due aziende sotto il brand Konecta rafforziamo ulteriormente la nostra posizione sul mercato guardando con ottimismo al futuro del nostro business.”

Massimo Canturi

Massimo Canturi

In pompa magna anche Jesus Vidal Barrio, CEO di Konecta: “Con questa integrazione abbiamo creato un leader globale nel settore CX BPO. Il nostro impegno nel prevedere le esigenze emergenti dei nostri clienti, nel soddisfare le loro specifiche richieste in ogni Paese e nell’espanderci in nuovi mercati rimarrà al centro della nostra strategia. Collaborando insieme, potremo apprendere reciprocamente e arricchire il patrimonio di competenze che abbiamo sviluppato da entrambi i lati. Sono entusiasta di poter scrivere questo nuovo capitolo della nostra storia sotto il brand Konecta.”

La ormai ex Comdata, dal dicembre del 2015, era controllata dal fondo statunitense Carlyle diretto in Italia da Marco De Benedetti ed è presente in 21 paesi nel mondo (24 sedi in Italia) con più di 50.000 dipendenti (di cui circa 11.000 in Italia).
Konecta fondata nel 1999, ha oggi circa 75.000 dipendenti in 10 paesi, principalmente in Spagna e America Latina.

Il nuovo gruppo avrà sede in Spagna a Madrid e sarà guidato da José María Pacheco, presidente di Konecta, mentre co-ceo saranno Jesús Vidal Barrio, ceo di Konecta, e Maxime Didier, ceo di Comdata. Comdata Italia sarà guidata Massimo Canturi, membro del CdA del nuovo gruppo.

Il nuovo gruppo farà leva sulla propria posizione di leader in Spagna, America Latina, Italia e Francia per accrescere ulteriormente le proprie competenze di business e operative nei principali mercati. Disporrà inoltre di solide competenze per supportare i clienti statunitensi nearshore e globali in tutta Europa.

In verità la notizia è vecchia di almeno un anno.

«La leadership del Gruppo – recitava il comunicato stampa congiunto di circa un anno fa –  implementerà un ambizioso piano di sviluppo, in grado di cogliere opportunità di crescita, che permetterà alla società di avviare un importante percorso di crescita a due cifre, grazie all’offerta di soluzioni end to end, omnichannel, tech-enabled basate su Big Data, IA, Digital Marketing e RPA (robotic process automation)»

Il comunicato continuava affermando che l’accordo avrebbe dato vita al sesto più grande operatore CX BPO sul mercato globale, con ricavi pari a quasi 2 miliardi di euro e un EBITDA di 300 milioni di euro. 

Konecta, fondata nel 1999, ha  chiuso il 2021 con 918 milioni di euro di ricavi ed era da tempo indicata come uno dei pretendenti più probabili per Comdata. I destini di Konecta e Comdata si erano peraltro già incrociati nel 2018, quando Comdata stava lavorando all’ipotesi di una grande acquisizione europea e il possibile target era Arvato, big dei call center che allora vantava un miliardo di euro di ricavi, messo in vendita dal colosso media tedesco Bertelsmann. Si diceva che Carlyle avesse dato mandato a UBS e BNP Paribas per affiancarlo nella nuova grande acquisizione, che non intendeva però condurre da solo, ma insieme a un partner . Ovviamente per Arvato che era valutata 600-700 milioni di euro c’era una nutrita lista di pretendenti industriali, nella maggior parte dei casi con alle spalle dei fondi di private equity.

Tornando a Comdata l'interesse adesso, a Ivrea, è tutto concentrato sul futuro dei lavoratori e del lavoro sempre più in bilico.

Dal 1 gennaio infatti è partito l’ennesimo contratto di solidarietà che coinvolgerà fino ad un massimo di 579 lavoratori  (sui mille impiegati a Ivrea) con una riduzione di orario del 38%. A farne le spese, in primis, i lavoratori che non sono entrati in Inps e gli ex-operatori Aria.

L‘azienda ha però anche dato il via, il 22 gennaio scorso, ad un  piano di riqualificazione e ricollocazione degli operatori in altre commesse.

Tra le poche buone notizie una fa riferimento ad Aria la società in House della Regione Lombardia. In tanti stanno dando per certo il rientro della commessa in Comdata, per contrasti sorti con Digid Group che aveva vinto la gara d'appalto.

Se n'è parlato per tante settimane sui giornali perché la Digid aveva deciso di non applicare la clausola sociale, in buona sostanza lasciando senza lavoro 25 operatori a Ivrea.

"Non sappiamo se Aria rientrerà in Comdata a Ivrea - commenta Cadigia Perini di Unione Popolare - di sicuro nei giorni scorsi, l’aria negli uffici era gelida. Nel senso fisico del termine: martedì scorso il lavoratori hanno avuto la sorpresa del riscaldamento spento. Chi poteva, perché ne aveva i mezzi e soprattutto se impegnato su una commessa che lo permetteva, è passato allo smart working da casa. Chi era costretto in sede ha indossato cappotto e guanti e ha resistito fino a quando possibile. Per tornare a casa hanno dovuto però prendere permessi o ferie, come fosse un’assenza imputabile ai lavoratori, nessun permesso retribuito o recupero dell’orario è stato concesso (è stato chiesto dalle Rsu?). Il giorno dopo stesso film. Si parla di guasto alla caldaia, ma in realtà pare che ci sia stato un problema di mancato rifornimento di gasolio. Bollette non pagate? Cattiva organizzazione di chi gestisce il servizio? Non si sa, comunque dopo due giorni polari e qualche ora di permesso consumata, è tornata la giusta temperatura e avanti cuffia in testa verso nuove avventure.  Peccato che non siamo in un video-gioco, ma nella cruda realtà del lavoro..."

C'era una volta Comdata

Comdata Group ha radici profonde nel cuore di Torino, dove è stata fondata nel 1987 con l'obiettivo iniziale di fornire servizi di gestione e archiviazione documentale basati sulla tecnologia microfilm. Nel corso degli anni novanta, la società ha ampliato la sua offerta, passando dalla gestione tradizionale dei documenti alla gestione elettronica e all'ottimizzazione dei processi aziendali. I settori di attività si sono estesi, includendo telecomunicazioni, finanza, energia e industria.

Il 1997 ha visto l'ingresso di Delta Progetti 2000 nel gruppo, seguito nel 2002 dalla joint venture con Olivetti Tecnost, dando vita a Innovis. Collaborazioni strategiche con Eni Group hanno portato alla creazione di Omnispedia Service.

Il 2007 è stato un anno significativo, con la creazione di Comdata Care in seguito all'acquisizione da parte di Vodafone della struttura di supporto alla gestione del cliente. Nel medesimo anno, l'acquisizione di Met Sogeda ha dato origine a Comdata Tech.

Il 2010 ha visto la nascita di Comdata Eos, mentre il 2011 è stato un punto di svolta con l'acquisizione della business unit dedicata alla gestione dei servizi post-vendita e post-acquisto da Santander Consumer Bank. In questo periodo, Comdata ha aperto il centro operativo specializzato Lecce 2 e acquisito IPS, portando alla creazione di Flipcall.

Il 2012 è stato testimone della fondazione di Comdata Argentina e Comdata Czech, mentre nel 2013 è avvenuta l'acquisizione di CallUs Turchia.

Dal 1 gennaio 2014, Comdata Care è stata incorporata per fusione in Comdata Spa, e IPS si è fusa con Comdata Service. Nel dicembre 2014, il gruppo ha acquisito la società Atento Ceskà Republika AS in Repubblica Ceca.

Nel maggio 2015, Comdata Eos ha acquisito il ramo di azienda situato a Rende da Infocontact, dando origine a Comdata Net con sede a Livorno. Nel dicembre 2015, la maggioranza delle azioni di Comdata Group è stata rilevata dalla società d'investimento internazionale Carlyle, con la transazione che si è chiusa nel primo quadrimestre del 2016.

Il 2016 ha visto l'acquisizione di Grupo Digitex per espandere la presenza in Sud America e nuovi mercati. Nello stesso anno, Comdata ha proseguito l'acquisizione dell'intero capitale di Win Bilgi Iletism in Turchia.

Nel corso del 2017, il gruppo ha rilevato l'intero capitale di Overtop, specializzato nel settore CRM Bpo, e ha acquisito le attività di Wind Tre in Italia. Nel 2017, ha anche acquisito la francese Izium Group, consolidando la sua posizione tra i primi cinque operatori di settore sul mercato europeo.

Nel 2018, Comdata ha acquisito CCA International, raddoppiando la presenza nel mercato francese, e ha fatto il suo ingresso in Albania. Nel frattempo, la proposta di acquisizione della tedesca Arvato non è andata a buon fine, ma ciò non ha fermato la crescita e la diversificazione del gruppo.

Nel giugno 2019, sono avvenuti cambiamenti al vertice con Canturi nominato presidente e Alessandro Zunino amministratore delegato.

Il 2020 ha portato un nuovo capitolo con la nomina di Maxime Didier come nuovo amministratore delegato del Gruppo, segnando una nuova fase di sfide e opportunità per Comdata Group.

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