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Quincinetto

Chiusa la ferrovia, aumenta il traffico sul ponte danneggiato: "I nuovi carichi sono pericolosi!"

Il sindaco ha scritto al Prefetto per chiedere aiuto, ma è pronto a diminuire la portata o a chiudere l'opera in caso di necessità

Clapetto perde la causa con Ativa: il ponte dell'autostrada rischia di chiudere

Il sindaco di Quincinetto, Angelo Canale Clapetto

Sempre più critiche le condizioni del ponte di Quincinetto che collega all’autostrada A5. Il sindaco, disperato, ha scritto al Prefetto.

“Io sono di Quincinetto, quel ponte l’ho visto costruire, abito là sotto e vedo bene in che stato si trova”.

A parlare è il sindaco Angelo Canale Clapetto disperato per le condizioni in cui l’unico ponte del suo paese si trova.

Di nuovo, ora c’è l’aumento del traffico dovuto alla chiusura della linea ferroviaria Ivrea - Aosta:Dal 3 gennaio il traffico di mezzi pesanti sul ponte è aumentato a causa del passaggio degli autobus sostitutivi e sarà così fino al termine dell’esecuzione dei lavori ferroviari. Lavori che dureranno anni”.

Un fatto che aumenta la preoccupazione di Clapetto: “Il ponte dovrà sopportare nuovi carichi del tutto incompatibili con il suo attuale stato”.

Così il sindaco ha scritto al Prefetto  per segnalare come il quadro sia sempre più grave, chiedendo maggiori controlli.

Attualmente sono state disposte verifiche trimestrali, ma è nata la necessità di installare un sistema di monitoraggio strumentale aggiuntivo al servizio d’ispezione.

Attualmente è impensabile diminuire la portata del ponte - dichiara il sindaco -. Ora è a 26 tonnellate. Ma se le condizione del ponte dovessero peggiorare sono disposto ad imporre limitazioni di carico, fino ad arrivare alla chiusura dell’opera”.

Quel che Clapetto chiede è di non sentirsi solo perché il sindaco di un piccolo comune non può farsi carico della gestione di un problema che riguarda la Città Metropolitana e la Regione. Se il ponte di Quincinetto chiudesse, tutto il traffico verrebbe dirottato sulla Ss 26 intasando il centro di Borgofranco dove già c’è un divieto di transito per i Tir.

Non possono tutti continuare a fare finta di niente!”.

Il primo allarme rosso il sindaco l’aveva lanciato il 13 agosto 2018. Il giorno dopo crollava il ponte Morandi a Genova.

Un fatto che era stato preso come un segnale, un monito importante.

Da quel momento in poi non si è fatto altro che parlare delle condizioni in cui versa quel ponte costruito negli anni 60 per collegare l’ultimo comune piemontese all’autostrada che all’epoca era solo Torino - Quincinetto.

La continuazione verso Aosta  e poi verso i Trafori è un’opera successiva.

Nonostante quel ponte consenta l’ingresso e l’uscita dall’autostrada e sia di servizio all’A5, risulta essere del Comune e per questo motivo continua il braccio di ferro tra l’amministrazione locale ed Ativa, concessionaria della tratta, sulle manutenzioni.

Nel mezzo c’è stata anche una causa giudiziaria con il Tribunale che ha dato torto al Comune di Quincinetto perché la convezione stipulata sessant’anni fa è sparita. Per lo meno, è sparito l’originale del contratto. E la copia, per il giudice, non avrebbe nessun valore.

Una sentenza che riapre l’interrogativo su chi debba fare le manutenzioni.

Interventi per risanare i giunti danneggiati dal tempo e dall’intensificarsi dei passaggi.

Il ponte, infatti è del Comune, nonostante sia un’infrastruttura collegata all’autostrada.

“Noi quel ponte neppure lo volevamo - spiega il sindaco -  avevamo già il nostro ponte sulla Dora. Quello che nel 2000 è stato spazzato via dall’alluvione. Fu tutta una questione di contributi. Il Comune poteva ottenere i finanziamenti come area depressa.  Ativa, una società mista pubblico - privata, avrebbe dovuto spenderli di tasca propria. Così venne deciso che fosse il Comune a fare il ponte, ma in realtà fece solo da passacarte. Non passò di qui né il progetto, né il bando. Solo quegli 80 milioni di lire. Per questo venne sottoscritta la convenzione per le manutenzioni. Ora ci dicono che non può essere fatta valere perché manca l’originale del contratto. Un’assurdità. Una sentenza che penalizza un ente pubblico”.

Clapetto ha subito presentato ricorso contro la sentenza, ma nel frattempo le condizioni del ponte non migliorano certo: “E noi i soldi non li abbiamo certo. Servirebbero due milioni di euro per intervenire. Ma noi, dove li prendiamo due milioni di euro”.

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