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Chivasso
09 Gennaio 2024 - 18:15
Maria Ginetta Dondero ha passato trent'anni della sua vita nella SAMCO, prendendosi cura dei malati oncologici del chivassese
"La Fondazione FARO e l’Associazione SAMCO annunciano la comunione di intenti nel voler garantire insieme una sempre migliore assistenza in cure palliative specialistiche, obiettivo al centro della mission di entrambi gli enti".
Con una nota stampa diffusa oggi, arriva una notizia che interessa tutto il territorio chivassese e settimese.
La SAMCO si unisce alla Fondazione FARO.
Si conclude così un percorso, quello di un'associazione nata oltre trent'anni fa a Chivasso e poi cresciuta in tutto il chivassese che ha avuto nel buon cuore dei volontari il suo motore pulsante. E nell'operosità di una in particolare, la linfa che l'ha mantenuta in vita per tutto questo tempo: parliamo della vice presidente Ginetta Dondero, una guida della SAMCO fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta nel novembre 2020.
Poco più di tre anni dopo la morte di Maria Teresa Viano Dondero di Chivasso, per tutti “Ginetta”, la SAMCO cambia struttura. E si fonde con una realtà più ampia. Si dirà, pardon si dice, è un passaggio inevitabile per "accrescere il patrimonio di competenze ed esperienze che entrambe metteranno a disposizione".
Ma il pensiero oggi non può non andare a chi, la SAMCO, l'ha retta sulle sue spalle per una vita intera.
Ginetta Dondero è stata al fianco della SAMCO fin dagli inizi, ricevendo dal presidente Libero Ciuffreda l’incarico di organizzare l’associazione, di organizzare le attività dei volontari.
E in tutti questi anni Ginetta ha curato la SAMCO come una creatura e l’ha fatta crescere: è cresciuto il numero dei volontari, così come è cresciuto il numero delle attività al servizio dei malati oncologici e cronici, non solo del Chivassese, ma di un territorio ben più vasto.

Ginetta Dondero è mancata all'età di 80 anni
Ginetta Dondero ascoltava tutte le storie e proponeva una soluzione per ogni problema: perché non c’erano solo i malati da accompagnare per le cure, ma si doveva anche aiutare le loro famiglie, quel nuovo compito di far stare bene, non solo il paziente, ma anche i suoi famigliari.
E di qui nasceva il suo grande interesse e la sua predilezione per il progetto “Famiglie fragili”, che per la prima volta porta a valutare una malattia, non solo in riferimento alla persona colpita, ma quello che può rappresentare per tutto il nucleo familiare.
Ginetta Dondero è sempre stata il cuore operativo della SAMCO: un’organizzatrice nata, aveva idee brillanti, nuove, era capace di stringere relazioni con altre associazioni del territorio, sempre per il bene dei malati, per dare più visibilità all’operato del gruppo, cercare sponsor, varare nuovi progetti. Non ultimo, importantissimo, quello che ha allargato l’interesse di Samco dai malati oncologici ai pazienti neurologici.
Ginetta ha sempre avuto la grande dote di capire la divisione dei ruoli e così, mentre ai medici SAMCO e ai molti dottori che collaborano con l’associazione ha lasciato l’approfondimento delle tematiche scientifiche, lei ha utilizzato le sue capacità manageriali per farla crescere, per promuovere progetti da mettere al servizio della città e non solo. Inevitabilmente la Samco ha subito la sua impronta.
Dopo la sua scomparsa, la direzione dell'associazione è stata affidata a Marisa Sozzi che ha guidato la SAMCO oltre il difficile periodo della pandemia.
Oggi, la svolta.
L’Associazione, nata nel 1989, opera sul territorio dell’ASL TO4 nei distretti di Chivasso e Settimo, a domicilio e all’interno dell’hospice di Foglizzo con la sua équipe multidisciplinare di cui fanno parte anche volontari appositamente formati.
La SAMCO fornisce un accompagnamento esperto per i malati e le loro famiglie per tutta la durata della malattia, garantendo ogni giorno l’erogazione di cure palliative gratuite e il sostegno delle persone affette da malattie oncologiche, o altre patologie croniche e degenerative.
La nuova sinergia, di cui viene data notizia oggi attraverso una nota stampa, prevede "la fusione dell’Associazione SAMCO all’interno della Fondazione FARO, scelta dettata dalla piena condivisione di mission, spinta etica e visione del proprio ruolo. Questa unione permetterà inoltre di raggiungere, per entrambi gli enti, una maggiore sostenibilità economica in una struttura organizzativa più articolata. Ciò consentirà lo sviluppo di aree e servizi, la valorizzazione di capacità ed esperienze reciproche".

Volontari di SAMCO (foto di archivio)
"A tutto il personale dell’Associazione SAMCO sarà garantito il mantenimento della propria posizione lavorativa all’interno della Fondazione FARO - spiegano dall'associazione - . Inoltre, a seguito di una modifica dello statuto della Fondazione FARO, i volontari di SAMCO saranno integrati all’interno della FARO, dove potranno usufruire dei servizi di formazione specialistica patrimonio della Fondazione, mantenendo il ruolo centrale che da sempre hanno nell’erogazione dei servizi sul territorio. Inoltre, continuerà incessante l'attività di accompagnamento dei pazienti del territorio SAMCO presso i Centri Oncologici con il progetto “Con noi meno soli”".
L’Associazione SAMCO ribadisce "la volontà, ferma e decisa, di continuare a tutelare il diritto dei cittadini di accedere a cure palliative della migliore qualità possibile, sostenendo il paziente e i suoi cari. A questa esigenza risponde la richiesta di fusione all’interno della FARO, che nei suoi primi 40 anni di attività si è presa cura di oltre 35mila famiglie, dedicandosi anche ad attività di ricerca in cure palliative e sostenendo i nuclei più in difficoltà con il suo servizio di psicologia".
La SAMCO manterrà attive le proprie sedi di Chivasso e Leinì e invariati i propri specifici servizi.
"Il progetto di fusione - conclude la nota - risponde, anzi, proprio all’esigenza di una maggiore presenza all’interno dei rispettivi territori, salvaguardando e valorizzando l’identità di entrambi gli enti".
L’Associazione SAMCO e la Fondazione FARO sono certe che "la fusione consentirà un arricchimento prezioso per l’operatività quotidiana e un’opportunità unica per accrescere il patrimonio di competenze ed esperienze che entrambe metteranno a disposizione".
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