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Il caso

"Noi contro il nome di Anna Frank? Non è vero! Piastra ha dimenticato Norma Cossetto, vittima delle foibe"

Continua in città la polemica sull'intitolazione delle vie, in ballo c'è anche Cicciolina...

"Noi contro il nome di Anna Frank? Non è vero! Piastra ha dimenticato Norma Cossetto, vittima delle foibe"

Cicciolina e Norma Cossetto, sullo sfondo il Municipio di Settimo Torinese

Cicciolina, Anna Frank, Norma Cossetto, prosegue, a Settimo Torinese, il dibattito sull'intitolazione delle vie. Tutto è partito dall'ultima commissione toponomastica: qui l'architetto Gian Luca Lepore, indicato anni fa dalla Lega, ha richiesto la cancellazione del nome di Anna Frank (da quelli possibili per l'intitolazione di strade e piazze in futuro) e l'introduzione di quello di Cicciolina. 

Sul tema, nei giorni, scorsi, era arrivata anche la dura presa posizione della Sindaca Elena Piastra.

"Anna Frank rimarrà nell'elenco", commenta la Sindaca Elena Piastra, "Mettere in dubbio la veridicità storica di una delle testimoni più note della Shoah è grave e voler negare la giusta memoria a una bambina trucidata dai nazisti è pure peggio. Spero che la Lega prenda le distanze".

Manolo Maugeri, segretario della Lega a Settimo

E, puntualmente, è arrivato anche il commento della Lega.

"L’architetto Gianluca Lepore, - spiega il segretario della Lega e consigliere comunale, Manolo Maugeri - ma lo sanno tutti, non fa più parte della Lega da più di 3 anni. Lo ha anche dichiarato in Commissione toponomastica nella seduta del maggio 2021, disse che parlava a titolo personale. Loro lo sanno, Piastra lo sa bene. Capisco che siamo in campagna elettorale ma mi spiace che Sindaca e maggioranza strumentalizzino questa situazione per attaccare la Lega. Se questa però è la loro battaglia contro il partito più presente sul territorio direi che possiamo stare tranquilli, evidentemente nella maggioranza hanno qualche difficoltà. Detto ciò io sono favorevole al nome di Anna Frank come simbolo di testimonianza delle vittime della Shoah. Ho letto anche il suo diario, non ho niente contro".

Maugeri, poi, punge la Sindaca...

"In ogni caso è bene dire - aggiunge il leghista - come Piastra, su un altro nome, Norma Cossetto, in quella stessa commissione disse che era un nome ad altissimo rischio di strumentalizzazioni, io mi auguro che tutti i nomi approvati vengano poi utilizzati per l’intitolazione delle vie. Io sono per ricordare tutte le stragi, tutte le figure fonti di testimonianze della nostra storia. Ora non voglio parlare di morti di serie A o B ma all’evento del 7 ottobre, “Una rosa per Norma” non c’è stato nessuno dell’amministrazione e parliamo di una figura che è stata insignita della medaglia d’oro al valore civile da Ciampi, l’amministrazione è stata assente su questo tema. Anna Frank e Norma Cossetto sono entrambe figure simili, tutte e due studentesse, simbolo per quanto riguarda la lotta, attraverso la scrittura, contro i regimi, nazista e comunista".

Chi era Norma Cossetto?

Norma Cossetto, nel 1943, ha 23 anni; vive a Santa Domenica di Visinada, in Istria, a settanta chilometri da Trieste, e studia all’Università di Padova. Sta preparando la tesi. È iscritta ai Gruppi Universitari Fascisti. La sua vita è tranquilla; il vento che porta il cambiamento nelle sorti della Seconda Guerra Mondiale non è ancora arrivato in Istria, e la resistenza partigiana di Tito, più forte nel centro della Slovenia – è debole sul litorale istriano. Tutto cambia con la caduta del Fascismo e soprattutto dopo l’8 settembre 1943: i dirigenti di Mussolini sul territorio, le forze dell’ordine italiane e tutte le persone che hanno avuto qualche visibilità sono ora il bersaglio dei comitati locali. Il padre di Norma, esponente importante del fascismo istriano, si è allontanato, e per evitare rappresaglie si è spostato a Trieste, sottovalutando però i pericoli che corre la sua famiglia: il 26 settembre del 1943, Norma viene presa e interrogata una prima volta, per alcune ore, da esponenti delle forze di Tito, che cercano il padre e vogliono informazioni. La minacciano e le chiedono di rinnegare il fascismo. Il giorno dopo, la prendono di nuovo, la portano via, e non ritornerà più a casa: viene seviziata, violentata, uccisa e gettata il 5 ottobre in una foiba assieme ad altri. Il padre rientra con urgenza – forse ha saputo – ma cade in un’imboscata, viene anche lui ucciso e fatto scomparire, il 7 ottobre, nello stesso modo.

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