Cerca

Malasanità

Sanità sull'orlo del baratro nel 2024: Asl To4 in rosso di 39 milioni di euro e per una emorroide si attendono 192 giorni

I problemi legati agli incrementi dei costi, stando alla relazione, sarebbero tutti da ricercare nell’estrema frammentazione del territorio e alla presenza di 5 presidi ospedalieri

in foto Stefano Scarpetta

In foto Stefano Scarpetta

Ha fatto capolino sul sito internet dell’Asl To4 il bilancio di previsione per il 2024 e, tenetevi alla sedia, il direttore generale Stefano Scarpetta, addizionando e sottraendo tutte le voci di spesa e di entrata, è arrivato ad una conclusione: per il 2024 gli mancano la bellezza di  più di 39 milioni di euro, per l’esattezza 39.038.118,71, su una spesa totale che supera abbondantemente il miliardo di euro (1.022.597.987,70 ). 

Capiterà tutto questo a parità di servizi sanitari erogati e sarà  sempre peggio. Nel senso che la popolazione invecchia, gli over 65 rappresentano oltre la metà degli assistiti, e le cure di cui ha bisogno saranno sempre di più. Bene dire che l’ ASL TO4 opera su un territorio di 3.164 Kmq, con una popolazione complessiva di 503.486 abitanti, distribuiti in 174 comuni. 

I problemi legati agli incrementi dei costi, stando alla relazione, sarebbero tutti da ricercare nell’estrema frammentazione del territorio e alla presenza di 5 presidi ospedalieri che generano elevati costi fissi, tra gli altri il nuovo  pronto soccorso di Cuorgnè a cui si aggiungerà, prossimamente, la riattivazione presso il presidio di Lanzo di alcuni ambulatori di diagnostica ecografica e alcune sedute settimanali di chirurgia ambulatoriale complessa (CAC).

medico in corsia

“In ottica manageriale si tratta di palesi diseconomie, che se da un lato generano valore pubblico - commenta Scarpetta riferendosi proprio a  Cuorgnè e a Lanzo - dall’altro rendono un valore della produzione assolutamente insufficiente alla copertura dei costi, in considerazione della bassa complessità dell’attività erogata e dell’elevata incidenza del costo del personale impiegato...”.

Ma non di solo questo, evidentemente, soffre l’Asl To4. C’è l’inflazione che genererà maggiori costi calcolati in un 8% e all’incremento della spesa contribuirà anche il caro energia.

“Va da sé - spiega Scarpetta - che garantire standard assistenziali in linea con l’evoluzione dei percorsi di cura e con protocolli in grado di garantire un miglioramento/allungamento dell’aspettativa di vita degli assistiti implica un impiego di risorse maggiore...”.

E ancora non basta. Nel periodo compreso tra il 2019 e il 2023, si sarebbe inoltre assistito ad un cambiamento del modello assistenziale ospedale centrico verso un modello incentrato sul territorio, dove la continuità assistenziale e la presa in carico del paziente a domicilio avrebbero spostato l’impiego di risorse da un settore all’altro.

Tra le maggiori spese anche quella legata a nuovi farmaci  ed in parte generato dalla diffusione di forme alternative di distribuzione dei farmaci

“Analoghe considerazioni - si legge  - relativamente alla spesa per dispositivi medici, causato dal potenziamento dell’attività chirurgica nell’ottica del contenimento delle liste di attesa e l’incremento della spesa per i trasporti che risente oltre che dei noti incrementi tariffari legati al costo dei carburanti, anche di una differente rimodulazione del servizio imposta da esigenza organizzative conseguente al deciso decremento dei volontari delle croci necessariamente sostituiti da dipendenti indispensabili per garantire la continuità del servizio nonché degli esiti di un ricorso avverso all’azienda...”.

Per la quantificazione degli oneri e costi relativi al personale dipendente, Scarpetta dice di aver tenuto in considerazione l’oggettiva difficoltà che si riscontra nel selezionare ed assumere il personale sanitario di cui ci sarebbe bisogno, nonché del vincolo derivante dalla programmazione finanziaria regionale, rappresentato dal tetto del costo del Personale. In sostanza significa che ha “le mani legate” ma che farà di tutto per ridurre “il personale somministrato, sostituendolo con personale dipendente dove possibile, con il conseguente beneficio economico...”.

Vedremo...

Quel che non ci convince, anzi non ci convince per niente è la serenità con cui Scarpetta affronta il problema delle lunghe, lunghissime liste di attesa...

“L’analisi della produzione - scrive Scarpetta - evidenzia come il recupero dell’attività chirurgica possa considerarsi concluso, nonostante la difficoltà legate al personale che per talune specialità risulta spesso di difficile reclutamento. Più difficoltosa risulta la ripresa dell’efficienza per le specialità mediche dove si assiste ad una tendenza al dilatarsi delle degenze medie legate a difficoltà alla dimissione sul territorio dei pazienti più fragili. Si rilevano di conseguenza tassi di occupazione dei posti letto intorno al 75-80% (fenomeno che si evidenzia anche sulle specialità di cardiologia e ortopedia, per la carenza di strutture di riabilitazione di II livello disponibili ad accogliere il paziente nel rispetto delle dimissioni programmate).”.

E, sempre secondo Scarpetta l’attività territoriale (prestazioni ambulatoriali) avrebbe visto nel corso del 2023 un recupero pari a circa il 90% delle prestazioni erogate nel corso del 2019 con un incremento dei volumi di prestazioni pro-capite concentrato sulle prestazioni di diagnostica radiologica complessa (RM muscoloscheletriche e TC cranio).

E sarà anche come dice lui ma a guardare i dati resi pubblici dalla stessa Asl To4 il film è un altro, genere “horror”.

Asl To4

Premessa: il Piano regionale prevede che i tempi d’attesa per una prestazione possano essere diversi a seconda della gravità clinica del caso. Al momento della prescrizione, quindi, il medico curante deve indicare sulla ricetta un codice di priorità, sulla base delle caratteristiche della patologia (la sua gravità e il suo decorso, la presenza e l’intensità dei sintomi). Esistono quattro codici di priorità: ”U” (Urgente) da eseguire nel più breve tempo possibile e, comunque, entro 72 ore; ”B” (Breve)  da eseguire entro 10 giorni; ”D” (Differibile): da eseguire entro 30 giorni per le visite o 60 giorni per gli accertamenti diagnostici, infine ”P” (Programmabile), da eseguire entro 120 giorni. Le visite di controllo e gli screening non rientrano in alcuna di queste classi di priorità.

E adesso facciamo qualche esempio. Se parliamo di viste cardiologiche e se la prestazione rientra tra quelle programmabili o differibile, campa cavallo, ci vorranno, stando a quel che denuncia la stessa Asl, non meno di 176 giorni a Rivarolo, 276 giorni a Chivasso e 191 a Ivrea dove però si può optare per la Clinica Eporediese, con un’attesa che non supera i 39 giorni. 

Più o meno identici i tempi di attesa per la visita cardiologica con ecografia.

Tempi biblici anche per la visita endocrilogica. A Chivasso si attendono 297 giorni, a Settimo 288, al Poliambulatorio di Ivrea 266 e via di questo passo.

Pressoché inutile sperare in una visita oculistica. Non ci sono le programmazioni e ad avere un’agenda c’è solo il Poliambulatorio di Settimo con prenotazioni a 366 giorni.

Va un po’ meglio nell’otorinolaringoiatria con un’attesa media di 100 giorni un po’ ovunque, a Chivasso, Gassino, San Mauro, Rivarolo, ma se la passa malissimo l’urologia, salvo che a Ciriè.

Inutile sperare poi  in una visita dermatologica, le cui prestazioni a dicembre erano prenotatili solo a Caselle (374 giorni di attesa) e a Lanzo (368 giorni).

Manco a dirlo non va meglio sul fronte dei ricoveri dove si potrebbero attendere 223 giorni per un’ernia inguinale, 437 per una protesi all’anca, 42  per un tumore all’utero, 47 per una tiroide, addirittura 459 per un tumore alla prostata, 177 per una coronografia e 193 per una emorroide...

Finita qui?

Più o meno, manca la “morale”, sempre che ce ne sia una. Sta tutta racchiusa nel giudizio espresso dal collegio dei revisori dei conti Marco Ziccardi, Gianfranco Gallinotti e Calogero Terranova che nel luglio scorso “esprimeva parere contrario sul bilancio preventivo per l’anno 2023 (chissà cosa diranno per il 2024, ndr) non ritenendo le previsioni attendibili, congrue e coerenti col Piano di attività, con i finanziamenti regionali nonché con le direttive impartite dalle autorità regionali e centrali...”.

ivrea, chivasso, ciriè, asl to4

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori